Abruzzo protagonista alla Milano Wine Week con un prodotto antico e contemporaneo allo stesso tempo. Un vino che viene da lontano e vuole guardare lontano: l’Abruzzo Pecorino. Non a caso, denominato il bianco del futuro.

Sei Abruzzo Pecorino in degustazione Abruzzo Pecorino, bianco del futuro
Sei Abruzzo Pecorino in degustazione a Milano

Presso Palazzo Bovara si è svolto un incontro di approfondimento con degustazione. Sessione condotta dalla giornalista Leila Salimbeni alla presenta di Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e Davide Acerra, responsabile della comunicazione.

Valentino Di Campli Abruzzo Pecorino, bianco del futuro
Valentino Di Campli

La tenacia dei produttori

«Abruzzo Pecorino – ha ricordato Di Campli – è un vino che ci rappresenta. È come l’Abruzzo, un piccolo territorio dalle numerose identità. Il futuro di questo vino è saperle esaltare. E i produttori hanno dato un imprinting preciso».

La prima bottiglia, dopo decenni di nebbia, è uscita dalle cantine nel 1996 oggi la produzione si attesta sui 2 milioni di bottiglie, a opera dell’80% delle oltre 250 cantine aderenti al consorzio. Gli ettari vitati sono 2500.

Identità abruzzese

«Un vitigno risorto – è stato sottolineato - Venne abbandonato negli Anni ’50 in quanto precoce e poco produttivo, anche se versatile. Ma oggi i produttori stanno investendo. L’Abruzzo Pecorino è un vino in progress, una grande alternativa al Trebbiano; vino di struttura e longevo, davvero il bianco del futuro. Interpreta le caratteristiche che Mario Soldati tratteggiò in relazione al popolo abruzzese: franchezza, cordialità, pragmatismo, intelligenza, fattiva e spicciativa attività. Un vino identitario».

La produzione si attesta sui 2 milioni di bottiglie Abruzzo Pecorino, bianco del futuro
La produzione si attesta sui 2 milioni di bottiglie

Il legame con la transumanza

L’origine del nome lo conferma. Un’origine legata alla transumanza. In settembre le greggi di ritorno dai pascoli alti percorrevano i tratturi costeggiati da vigneti. Le pecore erano ghiotte di quest’uva precoce e i pastori si sdebitavano con i contadini regalando loro forme di pecorino.

Armonico e persistente

Da quest’uva nasce un vino giallo paglierino tendente al dorato. All’olfatto è fruttato e floreale, al palato risulta fresco, armonico, persistente, con una personalità ben definita. La degustazione nell’ambito della Milano Wine Week ha visto in primo piano sei etichette, tre annate 2020, una 2019 e due 2018. Nell’ordine, Pecorino Igp 2020 Tenuta Secolo IX (intenso, tattile), Pecorino Igt Mia Natura 2020 Tenuta Arabona (delicato, deciso), Abruzzo Pecorino Dop 2020 Collecivetta (animo marittimo, saporito), Abruzzo Pecorino Dop 2019 Cantina Tollo (piccante, espressivo), Pecorino Igt Gira 2018 Cantinarapino (riposante, lieve), Tegeo Abruzzo Pecorino Superiore Doc 2018 Codicèvino (importante, ricco).

Per informazioni: www.vinidabruzzo.it