Che il vino possa essere paragonato a un’opera d’arte non è certo una novità. Come dimostra anche il crescente numero di collezionisti. Ma se poi per vedere tali collezioni bisognerebbe spendere 500 euro ci si domanda in quanti sarebbero disposti a pagare tale cifra. Anche perché nella visita non è previsto nessun assaggio. Ma soprattutto se determinate iniziative possano contribuire a lanciare l’enoturismo in luoghi al di fuori delle tradizionali rotte.

Il Louvre del vino per rilanciare un piccolo borgo?
La notizia che Michel Chasseuil, detto il “monaco”, uno dei più noti collezionisti di vino al mondo (oggi possiede più di 50mila bottiglie, tra cui spiccano 120 esemplari di Château d’Yquèm e 80 di Pétrus ma anche vini italiani, spagnoli, cileni; e distillati rari) aprirà quello che lui stesso ha ribattezzato il “Louvre del vino” nella sua casa a Chapelle Baton in Nuova Aquitania sta facendo discutere.

Non tanto per l’iniziativa che, oltre a dare ulteriore valore alla viticoltura francese e non solo, potrebbe portare anche turisti nel minuscolo borgo francese e al territorio circostante che, come lo stesso Chasseuil suggerisce, potrebbe uscire dall’anonimato. Infondo, spiega Chasseuil «cinquant’anni fa, prima che arrivasse Brigitte Bardot, al porto di Saint Tropez erano ormeggiate solo tre barche».

Michel Chasseuil. Fonte: igrandivini.com - Il rilancio dell’enoturismo Ma se l'esperienza è da da ricchi?
Michel Chasseuil. Fonte: igrandivini.com

Ma per la richiesta appunto dell’obolo per l’ingresso. Che fa arricciare il naso ai più visto che stride con gli intenti alti del collezionista di condividere il suo patrimonio e la storia dei vini rari che vanno «trattati come opere d’arte» e che può apparire come una vera e propria provocazione sulla considerazione accordata oggi alla cultura enologica.

500 euro per vedere la cantina
Il motivo è semplice: rientrare nelle spese. Il progetto del Museo Internazionale di Vini Rari di Chapelle Baton ha, infatti, una genesi travagliata: dopo il rifiuto di Parigi, Chasseuil ha riportato l’iniziativa tra le mura di casa, allestendo uno spazio adeguato all’esposizione di 350 metri quadri di superficie sotto la sua abitazione che, secondo indiscrezioni sarebbe costato oltre mezzo milione di dollari.

Un’esperienza mistica
Tra pavimento color rosso vino, illuminazione scenografica, musica in sottofondo e la più preziosa collezione di bottiglie al mondo, con esemplari antichi che risalgono all’inizio dell’Ottocento, pezzi unici e verticali complete, di certo potrebbe trattarsi in un’esperienza mistica, come la immagina il collezionista. Ma sicuramente non “monacale”, dato il prezzo.

Iniziativa utile al settore?
E c’è da chiedersi se in qualche modo contribuirebbe a riaccendere i riflettori sul turismo e la cultura del vino come del resto si sta già cercando di fare in Francia dove da qualche anno, è stata inaugurata un’ambiziosa Città del vino a Bordeaux. Ma anche in Italia dove esistono progetti museali legati al vino e l’Uiv ha ottenuto la tutela dei beni culturali per biblioteca e archivio.