Non solo Gutturnio in Valtidone. Concluso il festival del territorio
Al Valtidone Wine Fest degustati vini di una quindicina di cantine, tra vini passiti e frizzanti, presentati dai sommelier guidati da Michela Stan, in abbinamento ai prodotti tipici del territorio
L’edizione 2020 del Valtidone Wine Fest, ribattezzata quest’anno con il termine “smart” (intelligente), si è conclusa nella piazza di Trevozzo (Pc), con protagonisti i vini passiti e frizzanti di una quindicina di aziende e le eccellenze gastronomiche deco del territorio. Quest’anno, causa l’emergenza coronavirus non si è potuta svolgere la tappa di a Ziano Piacentino.
La conclusione a Trevozzo è stata l’occasione per parlare dei vini della Valtidone, che non sono solo Ortrugo e Gutturnio, ma anche grandi bollicine, rossi importanti e passiti, in accompagnamento ai prodotti deco come il Batarò, la coppa arrosto di Genepreto, le patate di Busseto, il tartufo di Pecorara, i tortelli alle ortiche. Unica eccezione per il grande riso Carnaroli di Andrea Bianchi dell’azienda pavese Il Campo dell’Oste che ha deliziato gli ospiti con il Risotto con il tartufo di Pecorara.
L’evento è stato presentato dal sindaco Franco Albertini e coordinato dall’assessore Simona Traversone, a conclusione una cena dove si sono degustati i prodotti deco abbinati a una vasta gamma di vini del territorio. Durante la serata si è discusso di terra e di vini con la presentazione di “Non solo Gutturnio” del giornalista Giorgio Lambri. Ospiti della serata sono stati Edoardo Raspelli, il giornalista esperto di deco Riccardo Lagorio e Michele Mauro. Madrina dell’evento: Francesca Buonaccorso, miss senza trucco 2019.
In piazza papa Giovanni XXIII, si è tenuta una degustazione di bollicine, vini frizzanti e passiti, presentati dai sommelier guidati da Michela Stan, in abbinamento al Buslàn, tipico ciambellone dolce ormai simbolo di tutta la manifestazione.
Nonostante questa estate difficile, il turismo in Valtidone è stato positivo, grazie alla vicinanza con la città di Milano ma anche all’Oltrepò pavese, crocevia con la Liguria e con il Piemonte, e all’indubbia ricchezza vinicola e gastronomica del territorio. Fattori che favoriscono anche un turismo giornaliero: i percorsi che si diramano verso Bobbio e il Monte Penice sono, infatti, attraversati quotidianamente da appassionati di moto e di bicicletta, mentre i tanti agriturismi richiamano le famiglie.

In Valtidone, dopotutto, al di là dei nomi noti quali La Tosa, Lusenti, La Stoppa, La Ferraia, ci sono, infatti, realtà storiche e molto radicate che producono vini fantastici come Ganaghello di Losi, La Torretta di Corrado Marchesi, Opizzi della famiglia omonima, Gaiaschi, La Colombara e molte altre.
Una biodiversità di cru notevole che fanno della Valtidone una realtà vinicola interessante che permette di affermare… “Non solo Gutturnio”.
Le aziende del territorio hanno raggiunto tutte l’eccellenza
La conclusione a Trevozzo è stata l’occasione per parlare dei vini della Valtidone, che non sono solo Ortrugo e Gutturnio, ma anche grandi bollicine, rossi importanti e passiti, in accompagnamento ai prodotti deco come il Batarò, la coppa arrosto di Genepreto, le patate di Busseto, il tartufo di Pecorara, i tortelli alle ortiche. Unica eccezione per il grande riso Carnaroli di Andrea Bianchi dell’azienda pavese Il Campo dell’Oste che ha deliziato gli ospiti con il Risotto con il tartufo di Pecorara.
L’evento è stato presentato dal sindaco Franco Albertini e coordinato dall’assessore Simona Traversone, a conclusione una cena dove si sono degustati i prodotti deco abbinati a una vasta gamma di vini del territorio. Durante la serata si è discusso di terra e di vini con la presentazione di “Non solo Gutturnio” del giornalista Giorgio Lambri. Ospiti della serata sono stati Edoardo Raspelli, il giornalista esperto di deco Riccardo Lagorio e Michele Mauro. Madrina dell’evento: Francesca Buonaccorso, miss senza trucco 2019.
In piazza papa Giovanni XXIII, si è tenuta una degustazione di bollicine, vini frizzanti e passiti, presentati dai sommelier guidati da Michela Stan, in abbinamento al Buslàn, tipico ciambellone dolce ormai simbolo di tutta la manifestazione.
Nonostante questa estate difficile, il turismo in Valtidone è stato positivo, grazie alla vicinanza con la città di Milano ma anche all’Oltrepò pavese, crocevia con la Liguria e con il Piemonte, e all’indubbia ricchezza vinicola e gastronomica del territorio. Fattori che favoriscono anche un turismo giornaliero: i percorsi che si diramano verso Bobbio e il Monte Penice sono, infatti, attraversati quotidianamente da appassionati di moto e di bicicletta, mentre i tanti agriturismi richiamano le famiglie.

Degustati i tanti prodotti deco del territorio
Dal punto di vista del vino, le aziende del territorio hanno raggiunto tutte l’eccellenza. Spiccano i filari delle vigne ben tenuti, che richiamano alcuni territori francesi. Occorrerebbe forse una maggiore comunicazione sulle tipologie di vini prodotti. Perché la Valtidone non è appunto solo Ortrugo o Gutturnio, prodotti da alcune realtà con una marcata attenzione alla qualità, ma anche Malvasia di Candia, Chardonnay e Pinot Grigio in purezza, che meriterebbero la giusta valorizzazione, Cabernet Sauvignon e anche alcuni Briosi.In Valtidone, dopotutto, al di là dei nomi noti quali La Tosa, Lusenti, La Stoppa, La Ferraia, ci sono, infatti, realtà storiche e molto radicate che producono vini fantastici come Ganaghello di Losi, La Torretta di Corrado Marchesi, Opizzi della famiglia omonima, Gaiaschi, La Colombara e molte altre.
Una biodiversità di cru notevole che fanno della Valtidone una realtà vinicola interessante che permette di affermare… “Non solo Gutturnio”.


