Baglio Bonsignore. Cantina giovane, già di successo
La prima vendemmia avviene nel 2016 e già nel 2019 arrivano le prime medaglie al Concours Mondial de Bruxelles. I vini sono solo 3: Cubburo (Nero d’Avola e Syrah), IO (Nero d’Avola), OI (Grillo)
Quando una famiglia felice riunisce due competenze essenziali per realizzare un’azienda vinicola di successo il gioco diventa scorrettamente facile. Infatti Debora Greco, la moglie, per 20 anni ha lavorato nell’azienda viticola paterna dedicandosi al commerciale e al marketing; Luigi Bonsignore, il marito, è a capo di una società di consulenza aziendale, cioè orienta le aziende a lavorare ed essere gestite bene. Fondendo queste competenze, nonostante sia sul mercato da soli 3 anni, la loro azienda Baglio Bonsignore è già riuscita ad arrivare al vertice del successo con le bottiglie tutte vendute.

Ulteriore pregio e merito del progetto l’avere scelto come enologo un tizio che tutta la Sicilia la conosce bene e sa trarre il meglio dai vigneti: Tonino Guzzo. Luigi è stato recentemente nominato presidente della Strada del Vino della Valle dei Templi, che sicuramente si gioverà della sua managerialità.

Nel 2016, dopo pochi mesi in affitto, i Bonsignore acquistano in contrada Giddio a Naro, nell’agrigentino, questa tenuta di 13 ettari di cui oggi 7 a Nero d’Avola e Syrah, quasi 4 a Grillo e la restante parte a Chardonnay che andrà in produzione nel 2021, quindi pochi vitigni e come gli Chateaux pochi vini, oggi solo 3: “Cubburo” Nero d’Avola e Syrah, “IO” Nero d’Avola, “OI” Grillo. Un progetto quindi per distinguersi e puntare al rapido successo. Infatti la prima vendemmia avviene nel 2016 e già nel 2019 arrivano le prime importanti medaglie d’oro e d’argento al Concours Mondial de Bruxelles. Le bottiglie sono solamente 40mila in quanto la resa massima di uva è fortemente ridotta.

La campagna è tra 400 e 500 m slm, terreni ideali, un misto di sabbie, argilla e calcare, forti escursioni termiche, un clima quasi arido dove da un laghetto e pozzi si fanno irrigazioni di soccorso, la coltivazione è bio certificata, trattamenti con zolfo e rame, uso di prodotti naturali biologici per il contenimento dei funghi patogeni e per limitare lo sviluppo degli insetti nocivi usano il metodo biotecnologico dei feromoni. Per vinificare si servono di una vicina cantina dove è sempre Guzzo il consulente. Nel podere insiste un vecchio edificio del 700, un baglio di 900 mq la cui ristrutturazione è in via di conclusione realizzando la cantina di vinificazione, un resort di lusso con 6 suite ciascuna con mini spa, sale degustazioni, piscina e in programma serate culinarie con i migliori chef della zona che sono tanti a cominciare dal bistellato Pino Cuttaia. Progetto che senza covid sarebbe già in funzione.

Degustiamo due vini: IO 2018 Nero d’Avola Doc Sicilia e OI 2018 Grillo Doc Sicilia, le ultime annate in commercio.
IO, il cui nome è un omaggio al vitigno più noto di Sicilia e vuole significare “io sono qui, io sono il re”, deriva da una vigna a guyot di soli 5 anni, dopo selezione dei grappoli vinifica in maniera classica con termoregolazione e rimontaggi, fa solo acciaio dove affina 8 mesi e poi lunghissima permanenza in bottiglia.

Nel calice il colore è rubino molto intenso. Al naso si esalta l’intensità della frutta rossa fresca e sotto spirito: amarena, lampone, mora su un tenue letto vegetale accompagnata da liquirizia e pepe nero; è franco, ammaliante. Al palato ritroviamo la vivacità olfattiva con una spiccata acidità in equilibrio con tannini morbidi ma ben presenti, una sensazione di freschezza che muta in un compendio ben strutturato che permane lunghissimo, la dimostrazione che il Nero d’Avola non necessita del legno per essere eccellente. Da accompagnare a carne cotta in qualsiasi modo ma da apprezzare a fondo e goderlo in salotto. In enoteca 17 euro.

OI in siciliano significa “oggi”, vigna in produzione da 3 anni, vinificazione in bianco con temperatura controllata, niente malolattica. Nel bicchiere colore giallo leggermente dorato. Un naso di grande potenza olfattiva, un ampio vassoio di albicocche, pesche, melone giallo, cedro, mela, distese su fiori di campo e completate da sensazioni minerali elegantemente prive di idrocarburi, tanta complessità e tanta eleganza. La ricchezza olfattiva si sprigiona anche in bocca dove emergono anche altri agrumi, il tutto immerso in una struttura avvolgentemente minerale e sapida, struttura robusta in soli 12,5° alcolici, medaglia d’oro meritatissima. Anch’esso lunghissimo regna sul pesce ma se lo raffreddate a 16 gradi sa accompagnare d’estate anche carni alla griglia. In enoteca euro 17.
Per informazioni: www.bagliobonsignore.it

Luigi Bonsignore
Ulteriore pregio e merito del progetto l’avere scelto come enologo un tizio che tutta la Sicilia la conosce bene e sa trarre il meglio dai vigneti: Tonino Guzzo. Luigi è stato recentemente nominato presidente della Strada del Vino della Valle dei Templi, che sicuramente si gioverà della sua managerialità.

Debora Bonsignore Greco
Nel 2016, dopo pochi mesi in affitto, i Bonsignore acquistano in contrada Giddio a Naro, nell’agrigentino, questa tenuta di 13 ettari di cui oggi 7 a Nero d’Avola e Syrah, quasi 4 a Grillo e la restante parte a Chardonnay che andrà in produzione nel 2021, quindi pochi vitigni e come gli Chateaux pochi vini, oggi solo 3: “Cubburo” Nero d’Avola e Syrah, “IO” Nero d’Avola, “OI” Grillo. Un progetto quindi per distinguersi e puntare al rapido successo. Infatti la prima vendemmia avviene nel 2016 e già nel 2019 arrivano le prime importanti medaglie d’oro e d’argento al Concours Mondial de Bruxelles. Le bottiglie sono solamente 40mila in quanto la resa massima di uva è fortemente ridotta.

Vigneto
La campagna è tra 400 e 500 m slm, terreni ideali, un misto di sabbie, argilla e calcare, forti escursioni termiche, un clima quasi arido dove da un laghetto e pozzi si fanno irrigazioni di soccorso, la coltivazione è bio certificata, trattamenti con zolfo e rame, uso di prodotti naturali biologici per il contenimento dei funghi patogeni e per limitare lo sviluppo degli insetti nocivi usano il metodo biotecnologico dei feromoni. Per vinificare si servono di una vicina cantina dove è sempre Guzzo il consulente. Nel podere insiste un vecchio edificio del 700, un baglio di 900 mq la cui ristrutturazione è in via di conclusione realizzando la cantina di vinificazione, un resort di lusso con 6 suite ciascuna con mini spa, sale degustazioni, piscina e in programma serate culinarie con i migliori chef della zona che sono tanti a cominciare dal bistellato Pino Cuttaia. Progetto che senza covid sarebbe già in funzione.

Nero d'Avola
Degustiamo due vini: IO 2018 Nero d’Avola Doc Sicilia e OI 2018 Grillo Doc Sicilia, le ultime annate in commercio.
IO, il cui nome è un omaggio al vitigno più noto di Sicilia e vuole significare “io sono qui, io sono il re”, deriva da una vigna a guyot di soli 5 anni, dopo selezione dei grappoli vinifica in maniera classica con termoregolazione e rimontaggi, fa solo acciaio dove affina 8 mesi e poi lunghissima permanenza in bottiglia.

OI 2018 Grillo Doc Sicilia e IO 2018 Nero d’Avola Doc Sicilia
Nel calice il colore è rubino molto intenso. Al naso si esalta l’intensità della frutta rossa fresca e sotto spirito: amarena, lampone, mora su un tenue letto vegetale accompagnata da liquirizia e pepe nero; è franco, ammaliante. Al palato ritroviamo la vivacità olfattiva con una spiccata acidità in equilibrio con tannini morbidi ma ben presenti, una sensazione di freschezza che muta in un compendio ben strutturato che permane lunghissimo, la dimostrazione che il Nero d’Avola non necessita del legno per essere eccellente. Da accompagnare a carne cotta in qualsiasi modo ma da apprezzare a fondo e goderlo in salotto. In enoteca 17 euro.

OI in siciliano significa “oggi”, vigna in produzione da 3 anni, vinificazione in bianco con temperatura controllata, niente malolattica. Nel bicchiere colore giallo leggermente dorato. Un naso di grande potenza olfattiva, un ampio vassoio di albicocche, pesche, melone giallo, cedro, mela, distese su fiori di campo e completate da sensazioni minerali elegantemente prive di idrocarburi, tanta complessità e tanta eleganza. La ricchezza olfattiva si sprigiona anche in bocca dove emergono anche altri agrumi, il tutto immerso in una struttura avvolgentemente minerale e sapida, struttura robusta in soli 12,5° alcolici, medaglia d’oro meritatissima. Anch’esso lunghissimo regna sul pesce ma se lo raffreddate a 16 gradi sa accompagnare d’estate anche carni alla griglia. In enoteca euro 17.
Per informazioni: www.bagliobonsignore.it


