Cantina Pala, la scelta di dar valore agli antichi vitigni della Sardegna
Nuragus e Nasco, Bovale e Monica: tutti vitigni del territorio che la cantina - che quest'anno festeggia i 70 anni di attività - coltiva nei suoi 110 ettari di vigna ed esporta poi in tutto il mondo
Cantina Pala si trova a Serdiana, un piccolo borgo nella parte meridionale del Campidano a pochi chilometri da Cagliari, è il secondo comune della Sardegna per superficie vitata. Quest’anno compie 70 anni di attività, una tappa importante festeggiata senza festeggiamenti.

110 ettari di vigna suddivisi in 8 tenute tutte molto vicine alla cantina, tranne quella in cui viene prodotto il Bovale, che si trova nella parte sud del golfo di Oristano. Ognuno di questi vigneti ha morfologia e microclima differenti, caratteristiche che si ritrovano nei loro prodotti a forte vocazione territoriale.
Una storia di famiglia, siamo alla quarta generazione, socio fondatore del Movimento Turismo del vino, una realtà moderna in cui viene coniugata la tradizione legata al territorio all’innovazione tecnologica in cantina. Hanno scelto di concentrare la loro produzione sulla valorizzazione degli antichi vitigni sardi, come Nuragus, Nasco, Bovale e Monica a cui si aggiungono quelli più conosciuti, Vermentino e Cannonau.
Tanti gli accenni che ci portano al territorio: il logo della cantina, un fiore stilizzato che prende ispirazione da un fregio che si trova inciso sulla pietra della facciata della Chiesa romanica di Santa Maria di Sibiola, poco fuori del Paese. Il fiore, questa volta sulle etichette delle bottiglie di una loro linea di prodotto, è una riproduzione dell’Aquilegia Nuragica, una pianta endemica della Sardegna, di cui ne esistono pochi esemplari; cresce tra le pareti a strapiombo della gola di Gorropu nel Supramonte in Barbagia, un parco nazionale.
I loro prodotti arrivano in tutto il mondo, grazie ad una strategia commerciale premiante. «Un periodo vissuto non senza preoccupazione - racconta Fabios Angius, direttore commerciale dell’azienda - anche se abbiamo mantenuto costanti contatti con i clienti, tramite anche alla vendita online, ed i collaboratori per momenti di formazione. I mercati esteri rappresentano il 40% (un mercato che anche in questo periodo ha tenuto), il resto viene consumato dal mercato interno, tenendo presente che la ristorazione e il mercato turistico (crociere ad esempio) contano per il 97%. La bottiglia non bevuta al ristorante è persa! Una gamma di vini ricca, da cui abbiamo scelto alcuni che tratteggiano la filosofia aziendale».
S’arai, Isola dei Nuraghi Igt 2016 - 14,5%
Il cru di famiglia, la vigna del fondatore, anche uno dei 140 Grandi Cru d’Italia. Ottenuto da Cannonau 40%, Carignano 30%, Bovale 30%, tre vitigni tipici vinificati separatamente, affinato per 14 mesi in barrique. Il vigneto è il “Tanca s’Arai”, situato a Serdiana. Ceppi di viti vecchie la cui età è compresa fra i 40 e i 67 anni. Fermentazione in acciaio, maturazione in barrique di 14 mesi. Sensazione fruttate con note di spezie e sfumature di sottobosco. Sorso dinamico preciso. Tannini modellati. Ottima struttura con tocchi di boisé.
Essentija Isola dei Nuraghi Igt 2015 - 14% (100% Bovale)
Nasce da vigneti allevati ad alberello tradizionale, ceppi in certi casi di 80 anni, nelle campagne tra Uras e Terralba nella parte meridionale della provincia di Oristano, coltivati a piede franco sulla sabbia, con fondo vulcanico. Affina per circa 4 mesi in vasca di cemento sotterranea ed ulteriori 12 mesi in botti di rovere francese e termina con ulteriori 2 mesi in acciaio. Una lunga lavorazione che si riscontra nel bicchiere. Colore impenetrabile, caratteristico del vitigno, al naso frutta matura quasi confettura, richiami di macchia mediterranea e spezie orientali. Complesso, lunga persistenza ed una piacevole nota sapida.
Stellato Isola dei Nuraghi Igt 2018 - 13,5% (100% Vermentino)
Proveniente dalla Tenuta Is Cabrilis con terreni calcarei ricchi di scheletro, posta a 150-180 s.l.m. La tenuta più estesa dell’azienda. Stellato perché riferito al cielo, ma dedicato a quei ristorante che rispettano la tradizione dell’isola e diventano Stellati. La vendemmia 2017 ha ottenuto i tre bicchieri della Guida del Gambero. Naso ricco di erbe mediterranee con note di frutta, teso al sorso, molto fresco, succoso. Stellato esiste anche in versione Nature una piccola produzione di circa 700 bottiglie imbottigliato con I suoi lieviti senza essere filtrato. Un vino con una lunga vita con una evoluzione continua.
Monica di Sardegna Doc 2018 - 12% (100% Monica) - Linea I Fiori
Il Monica è uno dei vitigni più antichi dell’Isola. Coltivazione ad alberello, preveniente dalla tenuta Benatzu Coloru su terreni argillosi. Fragrante con sentori scuri di mora ed una buona sapidità, dal sorso piacevole.
Assoluto Isola dei Nuraghi Igt 2015 - 14,5% (vino passito, Nasco 80%, Vermentino 20%)
Nasco, un vitigno poco conosciuto, ma profondamente di territorio. Tradizionalmente un bicchiere di Nasco veniva offerto agli ospiti in visita. Miele, confettura di frutta, molto intense ed un finale sapido. Perettamente in equilibrio.
Per informazioni: pala.it

I vini di Cantina Pala
110 ettari di vigna suddivisi in 8 tenute tutte molto vicine alla cantina, tranne quella in cui viene prodotto il Bovale, che si trova nella parte sud del golfo di Oristano. Ognuno di questi vigneti ha morfologia e microclima differenti, caratteristiche che si ritrovano nei loro prodotti a forte vocazione territoriale.
Una storia di famiglia, siamo alla quarta generazione, socio fondatore del Movimento Turismo del vino, una realtà moderna in cui viene coniugata la tradizione legata al territorio all’innovazione tecnologica in cantina. Hanno scelto di concentrare la loro produzione sulla valorizzazione degli antichi vitigni sardi, come Nuragus, Nasco, Bovale e Monica a cui si aggiungono quelli più conosciuti, Vermentino e Cannonau.
Tanti gli accenni che ci portano al territorio: il logo della cantina, un fiore stilizzato che prende ispirazione da un fregio che si trova inciso sulla pietra della facciata della Chiesa romanica di Santa Maria di Sibiola, poco fuori del Paese. Il fiore, questa volta sulle etichette delle bottiglie di una loro linea di prodotto, è una riproduzione dell’Aquilegia Nuragica, una pianta endemica della Sardegna, di cui ne esistono pochi esemplari; cresce tra le pareti a strapiombo della gola di Gorropu nel Supramonte in Barbagia, un parco nazionale.
I loro prodotti arrivano in tutto il mondo, grazie ad una strategia commerciale premiante. «Un periodo vissuto non senza preoccupazione - racconta Fabios Angius, direttore commerciale dell’azienda - anche se abbiamo mantenuto costanti contatti con i clienti, tramite anche alla vendita online, ed i collaboratori per momenti di formazione. I mercati esteri rappresentano il 40% (un mercato che anche in questo periodo ha tenuto), il resto viene consumato dal mercato interno, tenendo presente che la ristorazione e il mercato turistico (crociere ad esempio) contano per il 97%. La bottiglia non bevuta al ristorante è persa! Una gamma di vini ricca, da cui abbiamo scelto alcuni che tratteggiano la filosofia aziendale».
S’arai, Isola dei Nuraghi Igt 2016 - 14,5%
Il cru di famiglia, la vigna del fondatore, anche uno dei 140 Grandi Cru d’Italia. Ottenuto da Cannonau 40%, Carignano 30%, Bovale 30%, tre vitigni tipici vinificati separatamente, affinato per 14 mesi in barrique. Il vigneto è il “Tanca s’Arai”, situato a Serdiana. Ceppi di viti vecchie la cui età è compresa fra i 40 e i 67 anni. Fermentazione in acciaio, maturazione in barrique di 14 mesi. Sensazione fruttate con note di spezie e sfumature di sottobosco. Sorso dinamico preciso. Tannini modellati. Ottima struttura con tocchi di boisé.
Essentija Isola dei Nuraghi Igt 2015 - 14% (100% Bovale)
Nasce da vigneti allevati ad alberello tradizionale, ceppi in certi casi di 80 anni, nelle campagne tra Uras e Terralba nella parte meridionale della provincia di Oristano, coltivati a piede franco sulla sabbia, con fondo vulcanico. Affina per circa 4 mesi in vasca di cemento sotterranea ed ulteriori 12 mesi in botti di rovere francese e termina con ulteriori 2 mesi in acciaio. Una lunga lavorazione che si riscontra nel bicchiere. Colore impenetrabile, caratteristico del vitigno, al naso frutta matura quasi confettura, richiami di macchia mediterranea e spezie orientali. Complesso, lunga persistenza ed una piacevole nota sapida.
Stellato Isola dei Nuraghi Igt 2018 - 13,5% (100% Vermentino)
Proveniente dalla Tenuta Is Cabrilis con terreni calcarei ricchi di scheletro, posta a 150-180 s.l.m. La tenuta più estesa dell’azienda. Stellato perché riferito al cielo, ma dedicato a quei ristorante che rispettano la tradizione dell’isola e diventano Stellati. La vendemmia 2017 ha ottenuto i tre bicchieri della Guida del Gambero. Naso ricco di erbe mediterranee con note di frutta, teso al sorso, molto fresco, succoso. Stellato esiste anche in versione Nature una piccola produzione di circa 700 bottiglie imbottigliato con I suoi lieviti senza essere filtrato. Un vino con una lunga vita con una evoluzione continua.
Monica di Sardegna Doc 2018 - 12% (100% Monica) - Linea I Fiori
Il Monica è uno dei vitigni più antichi dell’Isola. Coltivazione ad alberello, preveniente dalla tenuta Benatzu Coloru su terreni argillosi. Fragrante con sentori scuri di mora ed una buona sapidità, dal sorso piacevole.
Assoluto Isola dei Nuraghi Igt 2015 - 14,5% (vino passito, Nasco 80%, Vermentino 20%)
Nasco, un vitigno poco conosciuto, ma profondamente di territorio. Tradizionalmente un bicchiere di Nasco veniva offerto agli ospiti in visita. Miele, confettura di frutta, molto intense ed un finale sapido. Perettamente in equilibrio.
Per informazioni: pala.it


