Doc Fvg senza certificazioni. Le aziende costrette al fai-da-te
Da due mesi gli enti preposti alle verifiche sono bloccati e le cantine imbottigliano compilando l’autocertificazione. Intanto la siccità sta rendendo difficile la crescita dei vitigni
In Friuli Venezia Giulia, come in gran parte del Nord Italia, negli ultimi due mesi sono caduti solo pochi millimetri di pioggia. Un inizio di stagione viticola così siccitoso non si vedeva dal 1997, ano in cui erano caduti 26 mm nello steso periodo di riferimento (07.03 - 26.04). A raccontare è Giovanni Bigot, consulente e agronomo e fondatore di Perleuve srl. Ma c’è di più: se consideriamo i dati di piovosità dall'inizio dell'anno, con i suoi 180 mm, il 2020 è il terzo meno piovoso (45% rispetto alla media) degli ultimi 30 anni. L'inizio dell'anno più siccitoso era il 1993 con 127 mm di pioggia.
La situazione in Friuli Venezia Giulia, all’estremo Nord Est del Paese, non è sicuramente florida. E in più, o meglio e purtroppo, con la terribile situazione creatasi dal coronavirus. In regione la chiusura è stata totale e non si sa per quanto ancora durerà. Ma si sa, i Furlani e i Giuliani sono tosti, si sanno tirar su le maniche, non stanno fermi. C’è una regola molto semplice in economia che tutti dovrebbero seguire. Nei momenti peggiori di depressione economica, per non soccombere, non bisogna star fermi ad aspettare, bisogna investire in idee, in nuove forme di commercio, in innovazione.
Abbiamo chiesto a un gran numero di aziende, in gran parte a quelle capitanate dalle Donne del Vino del FVG, se stanno imbottigliando e se stanno usando l’autocertificazione. Non l’autocertificazione per uscire di casa, ma quella per rivendicare la Doc e Docg da stampare sull’etichetta. Si perché da fine febbraio nessun ente certificatore, in regione Ceviq e Valoritalia, sta raccogliendo campioni, mandando ad analizzare, convocando commissioni di degustazione.
Infatti in relazione alla nota prot. N. 3662 del 06.03.2020 dell’Icqrf – Pref. 2 – “Attività degli Organismi di Controllo durante il periodo di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” le aziende posso autocertificarsi e dichiarare l’idoneità all’uso della denominazione di origine ai sensi del D.M. Mipaaf del 12.03.2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 03.05.2019 “Disciplina degli esami analitici per i vini Dop e Igp, degli esami organolettici e dell’attività delle commissioni di degustazione per i vini Doc e del finanziamento dell’attività della commissione di degustazione di appello" in quanto: le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche rispondono ai requisiti previsti dal disciplinare di produzione per l’immissione al consumo e sono conformi alla normativa vigente e mettere sul mercato il prodotto.
Allora, stanno imbottigliando le aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia? Certe sì e certe… “ni”. Chi sta imbottigliando? Le grosse aziende e cooperative che producono numeri importanti e che utilizzano come canali di vendita la grande distribuzione e la distribuzione organizzata, cioè sia i grandi supermercati a livello internazionale e nazionale che quelli regionali (l’insieme viene chiamato Distribuzione Moderna), sono in piena produzione, stanno imbottigliando tutto e utilizzano l’autocertificazione tranquillamente, forti anche di laboratori interni. Si stanno preparando alla prossima vendemmia.
Le piccole e medie aziende hanno imbottigliato qualche cosa a febbraio, e stanno imbottigliando, o prevedono di imbottigliare, piccoli lotti e anche loro stanno utilizzando l’autocertificazione per la rivendicazione delle Doc Docg. Queste sono aziende che normalmente si rivolgono ai distributori, alle enoteche, ai ristoranti. Tutte attività blindate. Ma credono nel futuro e si stanno preparando per quando finalmente si riaprirà il mercato. Soffrono meno della situazione disastrosa le aziende che hanno sempre lavorato con il privato che non le ha abbandonate e ha continuato a ordinare, magari piccoli quantitativi, ma senza stop. Queste piccole gocce sono state una rugiada per le aziende.
Molte hanno scoperto l’e-commerce e lo stanno utilizzando, molte hanno iniziato a avvalersi dei social per degustazioni online. Insomma nessuna si è fermata. Tutte sono in pieno fermento. Ma c’è anche, a gran voce, una richiesta di aiuti, di contributi. Una richiesta di attenzione e di ricerca di nuovi strumenti di promozione da parte delle istituzioni. I costi risparmiati dalla non partecipazioni a fiere e consessi vari si chiede vengano impiegati per far rinascere l’economia agricola, base fondante dell’estremo nord est.
I vitigni faticano a crescere in Friuli Venezia Giulia
La situazione in Friuli Venezia Giulia, all’estremo Nord Est del Paese, non è sicuramente florida. E in più, o meglio e purtroppo, con la terribile situazione creatasi dal coronavirus. In regione la chiusura è stata totale e non si sa per quanto ancora durerà. Ma si sa, i Furlani e i Giuliani sono tosti, si sanno tirar su le maniche, non stanno fermi. C’è una regola molto semplice in economia che tutti dovrebbero seguire. Nei momenti peggiori di depressione economica, per non soccombere, non bisogna star fermi ad aspettare, bisogna investire in idee, in nuove forme di commercio, in innovazione.
Abbiamo chiesto a un gran numero di aziende, in gran parte a quelle capitanate dalle Donne del Vino del FVG, se stanno imbottigliando e se stanno usando l’autocertificazione. Non l’autocertificazione per uscire di casa, ma quella per rivendicare la Doc e Docg da stampare sull’etichetta. Si perché da fine febbraio nessun ente certificatore, in regione Ceviq e Valoritalia, sta raccogliendo campioni, mandando ad analizzare, convocando commissioni di degustazione.
La siccità provoca danni al terreno
Infatti in relazione alla nota prot. N. 3662 del 06.03.2020 dell’Icqrf – Pref. 2 – “Attività degli Organismi di Controllo durante il periodo di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” le aziende posso autocertificarsi e dichiarare l’idoneità all’uso della denominazione di origine ai sensi del D.M. Mipaaf del 12.03.2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 03.05.2019 “Disciplina degli esami analitici per i vini Dop e Igp, degli esami organolettici e dell’attività delle commissioni di degustazione per i vini Doc e del finanziamento dell’attività della commissione di degustazione di appello" in quanto: le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche rispondono ai requisiti previsti dal disciplinare di produzione per l’immissione al consumo e sono conformi alla normativa vigente e mettere sul mercato il prodotto.
Allora, stanno imbottigliando le aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia? Certe sì e certe… “ni”. Chi sta imbottigliando? Le grosse aziende e cooperative che producono numeri importanti e che utilizzano come canali di vendita la grande distribuzione e la distribuzione organizzata, cioè sia i grandi supermercati a livello internazionale e nazionale che quelli regionali (l’insieme viene chiamato Distribuzione Moderna), sono in piena produzione, stanno imbottigliando tutto e utilizzano l’autocertificazione tranquillamente, forti anche di laboratori interni. Si stanno preparando alla prossima vendemmia.
Le piccole e medie aziende hanno imbottigliato qualche cosa a febbraio, e stanno imbottigliando, o prevedono di imbottigliare, piccoli lotti e anche loro stanno utilizzando l’autocertificazione per la rivendicazione delle Doc Docg. Queste sono aziende che normalmente si rivolgono ai distributori, alle enoteche, ai ristoranti. Tutte attività blindate. Ma credono nel futuro e si stanno preparando per quando finalmente si riaprirà il mercato. Soffrono meno della situazione disastrosa le aziende che hanno sempre lavorato con il privato che non le ha abbandonate e ha continuato a ordinare, magari piccoli quantitativi, ma senza stop. Queste piccole gocce sono state una rugiada per le aziende.
Molte hanno scoperto l’e-commerce e lo stanno utilizzando, molte hanno iniziato a avvalersi dei social per degustazioni online. Insomma nessuna si è fermata. Tutte sono in pieno fermento. Ma c’è anche, a gran voce, una richiesta di aiuti, di contributi. Una richiesta di attenzione e di ricerca di nuovi strumenti di promozione da parte delle istituzioni. I costi risparmiati dalla non partecipazioni a fiere e consessi vari si chiede vengano impiegati per far rinascere l’economia agricola, base fondante dell’estremo nord est.


