Montevertine 2013 Il piacere di un riassaggio
Vino “ribelle” per via dell’uscita dal Consorzio Chianti Classico, si fa apprezzare per il colore, il sorso succoso, fresco e un lungo finale di frutta rossa
Capodanno 2020, pranzo con i migliori amici, le premesse ci sono tutte. Come di consueto, per le occasioni importanti rovisto negli angoli nascosti della mia cantina. Scovo una bottiglia di Montevertine 2013. Si tratta del vino storico dell’omonima azienda, prodotto dal 1971 al 1981 come Chianti Classico e a partire dal 1982 semplicemente come Montevertine, con un’uscita dal Consorzio che fece molto discutere.

Gli anni passano ma, alla faccia di un’annata caldissima come la 2013, il vino si presenta in una forma smagliante. A partire dal colore, di un viola trasparente che illumina il bicchiere. Il sorso è succoso, freschissimo, con una facilità di beva entusiasmante che sfocia in un lungo finale di frutta rossa. La bottiglia è finita in fretta, peccato fosse l’ultima.
Per informazioni: www.montevrtine.it

La bottiglia 2013 di Montevertine
Da allora il percorso di quest’azienda è stato un crescendo costante favorito dal successo del vino portabandiera, Le Pergole Torte. Ma veniamo al dunque: si tratta di un vino da uve di Sangiovese in prevalenza con una piccola percentuale di canaiolo e colorino, che matura per due anni in botti di rovere di Slavonia e Allier. Gli anni passano ma, alla faccia di un’annata caldissima come la 2013, il vino si presenta in una forma smagliante. A partire dal colore, di un viola trasparente che illumina il bicchiere. Il sorso è succoso, freschissimo, con una facilità di beva entusiasmante che sfocia in un lungo finale di frutta rossa. La bottiglia è finita in fretta, peccato fosse l’ultima.
Per informazioni: www.montevrtine.it


