A decidere l’unione, le rispettive assemblee dei soci, convocate in sedute straordinarie rispettivamente sabato 25 e domenica 26 maggio. La nuova realtà cooperativa, che oggi può contare su 1.350 soci agricoltori, una superficie vitata di 2.800 ettari e un fatturato consolidato di circa 50 milioni di euro, svilupperà a partire dalle prossime settimane un nuovo percorso di potenziamento mirato a una crescita economica di circa il 10% per il prossimo quadriennio attraverso l’espansione dell’export e una presenza ancora più capillare all’interno del mercato italiano. Alla guida di Vitevis è confermato come presidente Luciano Arimini, mentre l’ex presidente di Cantina Castelnuovo del Garda Maurizio Ferri è stato nominato vicepresidente di Vitevis insieme al pari grado Silvano Nicolato.

Luciano Arimini e Maurizio Ferri (Vini veneti Doc Due marchi per una cooperativa)
Luciano Arimini e Maurizio Ferri

«È un momento davvero molto importante per la nostra realtà - commenta il presidente di Vitevis Luciano Arimini - tengo a ringraziare tutti i soci che hanno creduto in questo progetto sostenendolo con i loro voti, il loro entusiasmo e la fiducia nel lavoro che inizieremo a fare da oggi. Un ringraziamento speciale va anche ai membri del CdA delle due cantine che da oggi sono un’unica realtà e ai due vicepresidenti per l’impegno profuso nel lavorare insieme per creare le migliori condizioni operative per l’inizio di questo nuovo corso».
 
Sinergia strategica e operativa, legame con il territorio e ottimizzazione delle risorse sono i concetti chiave della nuova realtà, che potrà proporre l’intera gamma di vini a marchio Doc del Veneto, un vantaggio competitivo di grande rilevanza soprattutto in chiave export.
 
«I mercati esteri - spiega il direttore di Vitevis Alberto Marchisio - non considerano tanto le singole province ma le grandi zone produttive; riuscire a proporre come unico soggetto le Doc del Vicentino, del Veronese e del Veneto offre maggiore forza commerciale. Dalla sua nascita a oggi Vitevis ha visto il proprio fatturato aumentare da 30 a 38 milioni di euro, le condizioni per continuare questo percorso di crescita e valorizzazione del nostro territorio ci sono tutte».
 
Come già successo in occasione della nascita di Vitevis, anche in questo caso la fusione avviene in un’ottica di pieno rispetto e valorizzazione dei marchi storici. Il gruppo manterrà il marchio Cantina di Castelnuovo per i vini prodotti nel territorio veronese, lo stabilimento produttivo e i dipendenti che qui vi lavorano. Il numero delle sedi operative di Vitevis sale dunque a quattro, cinque invece sono i punti vendita dove troveranno spazio le produzioni dei diversi stabilimenti.