Tonino Ventilii, Alfredo Giugno, Loreto Lamolinara e Luigi Recchiuti (fondatore del birrificio, uscito dalla compagine sociale nel 2016) decidono di trasformare in laboratorio un vecchio confetturificio a Senarica, sfruttando anche la vicina Fonte Mercurio da cui attingere per un’acqua purissima con bassa durezza e povertà di calcare, ideale per creare birre dal carattere “pulito” e leggero.

(La Casa di CuraQuando la birra fa… bene)

«Scegli la terapia che più si adatta a te! Ti solleveremo dai dolori e dagli sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle tue manie», parola dei birrai del birrificio La Casa di Cura. Sulle etichette compare il nuovo bastone di Asclepio: un serpente attorcigliato attorno al boccale di birra invece che al bastone mitologico come siamo abituati a vederlo.

(La Casa di CuraQuando la birra fa… bene)

Nella splendida cornice del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è possibile assaggiare le tre birre diventate ormai storiche da cui tutto è iniziato, tra cui la grandiosa Tso che oltre ad essere un’Ipa è anche una bella idea perché pensata come una birra in continuo cambiamento in cui i mono-malto, mono-luppolo e mono-spezia di volta in volta cambiano, oltre alle altre etichette nel tempo diventate parte integrante di una famiglia allargata e di successo. In tutto sette diverse tra loro più le varie collaborazioni con altri birrifici e le cosiddette “one shot”, birre prodotte una sola volta frutto di una particolare ispirazione del momento o legate ad un preciso periodo dell’anno.

Da provare la "brown ale" Flebo, 4,3% per una ale in stile anglosassone prodotta utilizzando malti pale e speciali e luppoli nobili inglesi, o la Neuro ispirata alle irish stout con le sue versioni aromatizzate utilizzando spezie e frutti.

Per informazioni: www.birrificiolacasadicura.it