«Abbiamo convertito 26 ettari da terreno seminativo a vigneto, 100mila piante, nella provincia di Modena nel Comune di Castelfranco», spiega Alberto Salvadori, oggi coadiuvato dalla figlia Beatrice e dall’enologo Emiliano Falsini. Salvadori ha scelto il vitigno più vocato in quella zona: il Lambrusco Grasparossa Doc di Castelvetro e soprattutto ha deciso subito di produrre un Lambrusco di qualità. In seguito aggiungerà un altro autoctono: il Pignoletto Doc (circa 6 ettari di vitigno Grechetto Gentile).

(Lambrusco Grasparossa Doc La Battagliola si lega alla tradizione)
Emiliano Falsini, Alberto e Beatrice Salvadori

«Non seguiamo la moda del "Big Bubble", proponiamo un Grasparossa legato alla tradizione - annota Salvadori - siamo lontani dal concetto anni Ottanta del Lambrusco della “massima resa e basso costo”. Riportiamo il legittimo equilibrio per ottenere un prodotto di alta qualità, con un’estrema cura del vigneto. Preferisco un prodotto gastronomico, un vino che si accompagni al cibo e non il contrario. Diamo corpo a un vino diverso, non mieloso, ma pulito».

(Lambrusco Grasparossa Doc La Battagliola si lega alla tradizione)

Del resto, questo vitigno rappresenta un archetipo selvaggio, scorbutico, anticonformista, che non può e non deve essere addomesticato. In vigna si osserva la massima attenzione ricercando una bassa resa (12mila ceppi per ettaro). Si utilizza il cordone speronato (innovativo per le uve di Lambrusco), con una potatura a due gemme sole per sperone, che limita la produttività. L’impianto è strutturato per svolgere le lavorazioni di diserbo meccanicamente, escludendo la chimica dal sotto filare. In cantina le vinificazioni avvengono a temperatura controllata, seguendo il protocollo del metodo Charmat. Le fermentazioni sono lente e controllate.

(Lambrusco Grasparossa Doc La Battagliola si lega alla tradizione)

La Battagliola produce circa 70mila bottiglie, per l’80% destinate al mercato emiliano e per il 20% esportate soprattutto negli Stati Uniti. La gamma si articola in Lambrusco Grasparossa Secco Doc Dosage 15 e 30, Pignoletto Doc Le Grand Pignol e San Giove Sangiovese Superiore Doc. Una scelta, questa, dettata dalla volontà di completare l’offerta. La Battagliola seleziona le uve di un’altra azienda agricola a cui fornisce il protocollo di vinificazione che viene sviluppato in Romagna.

Per informazioni: www.labattagliola.it