Vini, spirits e aceti italiani. Export da 32,9 miliardi di euro
Vini, spirits e aceti made in Italy spopolano all’estero facendo registrare importanti fatturati che, oltretutto, sono anche in costante crescita. 32,9 i miliardi di euro incassati dall’export.
«La differenza - sottolinea Federvini - l'hanno fatta soprattutto i vini, gli spiriti e gli aceti, che insieme rappresentano più del 60% del fatturato totale, pari a 32,9 miliardi di euro. Rispetto al 24% del food and beverage nazionale, l'esportazione di vino italiano ha avuto un'incidenza più che doppia».

Gli aceti rimangono stabili e spiccano soprattutto negli Stati Uniti, Germania e Francia, secondo l'analisi della Federazione italiana industriali produttori, esportatori ed importatori di vini, acquaviti, liquori, sciroppi, aceti ed affini.
Scendendo nel dettaglio, Federvini precisa che le esportazioni di vini Dop sono cresciute in valore del +13%, contro il +4% dell'aggregato vini e mosti nel suo complesso. La quota export cumulata di Dop e Igp ha raggiunto una incidenza superiore al 50% sui 5 miliardi 895 milioni dell'export 2018 aggregato. Molto brillante la performance del comparto delle acquaviti e liquori, che ha sfiorato la quota di un miliardo di euro, con una spinta del +24% sull'anno precedente. Una spinta tanto più importante perché veniva già dall'interessante +14,4% registrato nel 2017.
«I dati dei primi 11 mesi del 2018 - conclude Sandro Boscaini, presidente di Federvini - mostrano un bilancio lusinghiero per l'export di vini, acquaviti e liquori con la prospettiva che questi dati possano ulteriormente migliorare sui 12 mesi. Abbiamo una ulteriore conferma che la promozione gioca un ruolo importantissimo per far percepire il valore, la qualità e la varietà dei prodotti che gli operatori del vino e degli spiriti con i loro forti marchi e credibili denominazioni portano nei mercati di tutto il mondo. Questo è il segno distintivo del genius loci italiano».
Per informazioni: www.federvini.it

Gli aceti rimangono stabili e spiccano soprattutto negli Stati Uniti, Germania e Francia, secondo l'analisi della Federazione italiana industriali produttori, esportatori ed importatori di vini, acquaviti, liquori, sciroppi, aceti ed affini.
Scendendo nel dettaglio, Federvini precisa che le esportazioni di vini Dop sono cresciute in valore del +13%, contro il +4% dell'aggregato vini e mosti nel suo complesso. La quota export cumulata di Dop e Igp ha raggiunto una incidenza superiore al 50% sui 5 miliardi 895 milioni dell'export 2018 aggregato. Molto brillante la performance del comparto delle acquaviti e liquori, che ha sfiorato la quota di un miliardo di euro, con una spinta del +24% sull'anno precedente. Una spinta tanto più importante perché veniva già dall'interessante +14,4% registrato nel 2017.
«I dati dei primi 11 mesi del 2018 - conclude Sandro Boscaini, presidente di Federvini - mostrano un bilancio lusinghiero per l'export di vini, acquaviti e liquori con la prospettiva che questi dati possano ulteriormente migliorare sui 12 mesi. Abbiamo una ulteriore conferma che la promozione gioca un ruolo importantissimo per far percepire il valore, la qualità e la varietà dei prodotti che gli operatori del vino e degli spiriti con i loro forti marchi e credibili denominazioni portano nei mercati di tutto il mondo. Questo è il segno distintivo del genius loci italiano».
Per informazioni: www.federvini.it

