La riscossa del vino rosato. Cresce il business in Italia e in Uk
In Uk le vendite di rosati nella Gdo e nei negozi specializzati nel 2018 sono cresciute per la prima volta dopo cinque anni. Parliamo di 100 milioni di bottiglie vendute negli ultimi 12 mesi con una crescita del 5%
Questo significa una vendita di 5 milioni di bottiglie in più. A dirlo è la Wsta, associazione con 300 aziende che producono, importano, esportano e vendono vini e liquori nel Regno Unito. Ma non basta questo dato, le previsioni - almeno per quanto riguarda la Gdo - prospettano un incremento molto considerevole: 13 milioni di bottiglie in più nel 2019 rispetto al 2018. Ciò lascia agevolmente presumere che la vendita sarà sempre più destagionalizzata e si tenderà a bere rosato durante tutto l’anno.

Purtroppo non disponiamo ancora dei dati 2018 e pertanto riportiamo quelli dei tre anni precedenti. La variazione percentuale, sia in volume che in valore, nel 2016 rispetto al 2015 ha fatto registrare un calo di circa l'11%. Nel 2017, c'era invece stata una crescita sia del volume (+7% circa) che del valore (+8% circa). Si tratta di variazioni molto significative: la rotta è stata invertita con un incremento del valore ancor più vistoso rispetto a quello, pur robusto, di volume.

Parliamo di segnali estremamente positivi, che dimostrano quanto il vino rosato stia prendendo sempre più piede sul mercato. A dimostrarlo ha contribuito anche l’evento Drink Pink, Think Pink, ideato ed organizzato dalla sommelier Franca Bertani di Ais Verona, svoltosi a Verona il 7 febbraio. Innanzitutto, in incipit della sua brillante conversazione, il relatore Angelo Peretti ha precisato che il vino rosato non è un "vino figlio di un Dioniso minore", anzi: per acquisirne contezza basta analizzare, e magari anche provare a imparare, come al riguardo si comportano i cugini francesi.

E ancora, non si tratta di vino da bere solo in estate, nell’immaginario del bordo piscina, giusto per dissetarsi. Il vino rosato, eclettico di suo per gli abbinamenti gastronomici, si beve tutto l’anno. Gradevolissimi sono stati i vini rosati italiani proposti nella degustazione guidata: il Salice Salentino, il Castel del Monte, il Cerasuolo d’Abruzzo e, giocando praticamente in casa, il Bardolino Chiaretto e il Valtènesi Chiaretto.
Insomma, da quanto abbiamo raccontato finora, possiamo dire che il vino rosato ha senz'altro pari dignità di collocazione tra i vini bianchi e i vini rossi. E, ne siamo persuasi, il 2019 concorrerà ulteriormente al suo riposizionamento sulle tavole della ristorazione italiana di qualità.

Purtroppo non disponiamo ancora dei dati 2018 e pertanto riportiamo quelli dei tre anni precedenti. La variazione percentuale, sia in volume che in valore, nel 2016 rispetto al 2015 ha fatto registrare un calo di circa l'11%. Nel 2017, c'era invece stata una crescita sia del volume (+7% circa) che del valore (+8% circa). Si tratta di variazioni molto significative: la rotta è stata invertita con un incremento del valore ancor più vistoso rispetto a quello, pur robusto, di volume.

Parliamo di segnali estremamente positivi, che dimostrano quanto il vino rosato stia prendendo sempre più piede sul mercato. A dimostrarlo ha contribuito anche l’evento Drink Pink, Think Pink, ideato ed organizzato dalla sommelier Franca Bertani di Ais Verona, svoltosi a Verona il 7 febbraio. Innanzitutto, in incipit della sua brillante conversazione, il relatore Angelo Peretti ha precisato che il vino rosato non è un "vino figlio di un Dioniso minore", anzi: per acquisirne contezza basta analizzare, e magari anche provare a imparare, come al riguardo si comportano i cugini francesi.

E ancora, non si tratta di vino da bere solo in estate, nell’immaginario del bordo piscina, giusto per dissetarsi. Il vino rosato, eclettico di suo per gli abbinamenti gastronomici, si beve tutto l’anno. Gradevolissimi sono stati i vini rosati italiani proposti nella degustazione guidata: il Salice Salentino, il Castel del Monte, il Cerasuolo d’Abruzzo e, giocando praticamente in casa, il Bardolino Chiaretto e il Valtènesi Chiaretto.
Insomma, da quanto abbiamo raccontato finora, possiamo dire che il vino rosato ha senz'altro pari dignità di collocazione tra i vini bianchi e i vini rossi. E, ne siamo persuasi, il 2019 concorrerà ulteriormente al suo riposizionamento sulle tavole della ristorazione italiana di qualità.


