«Sono rimasto stupito positivamente dal Sangiovese di Romagna, quello proveniente dalle colline di Forlì, Ravenna, adiacente alla zona del Rubicone. È un vino cresciuto tantissimo nell’ultimo periodo. Gli Appennini Bolognesi regalano davvero grandi sorprese, così come il Montalbano nei due versanti, l’Occidentale nella zona di Vinci e dall’altra parte verso Carmignano. Questi vini non deludono mai ma è la qualità media dei vini di ingresso ad essersi alzata. Al giorno d’oggi anche spendendo poco si ottengono grandi soddisfazioni, ma d’altronde se un vino è popolare e riscuote grande successo vuol dire che è comunque buono, altrimenti i consumatori si rivolgerebbero verso altre scelte».

Luca Maroni (Vino, Maroni presenta l'annuario «La qualità cresce anno dopo anno»)
Luca Maroni

Sono queste alcune delle novità dal comparto vinicolo “rivelate” da Luca Maroni analista sensoriale di fama internazionale in occasione della presentazione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani tenutasi ieri sera, 11 dicembre 2019, a Roma nella splendida cornice dell’Elizabeth Unique Hotel. Un hotel nato solo due anni fa dal restauro dello storico palazzo Pulieri Ginetti nel cuore di Roma tra via del Corso e piazza Augusto Imperatore caratterizzato dalla presenza di numerose opere d’arte che possono essere acquistate anche dagli ospiti.

Luca Maroni con il suo annuario (Vino, Maroni presenta l'annuario «La qualità cresce anno dopo anno»)
Luca Maroni con il suo annuario

In attesa dell’evento capitolino in programma dal 13 al 16 febbraio 2020, l’enologo ha coinvolto i presenti in un’affascinante analisi sensoriale, tra primitivi, rosati, prosecchi, cesanese, sauvignon e ha raccontato in anteprima le realtà d’eccellenza del patrimonio vitivinicolo italiano, dai vini ai produttori dediti al loro lavoro che, ogni giorno, con pazienza e amore si adoperano per realizzare al meglio i propri prodotti, “con una gioia nell’anima e una tensione alla qualità che pare non aver mai fine”.

I vini in degustazione ieri sera (Vino, Maroni presenta l'annuario «La qualità cresce anno dopo anno»)
I vini in degustazione ieri sera

I vini degustati nell’annuario 2020 sono per la maggior parte del 2017 e del 2018 e hanno dimostrato una qualità eccezionale, ricca nel frutto, nei profumi, nella concentrazione. Infatti, Luca Maroni ha incoronato i rossi del 2017 come i migliori che siano stati prodotti dal 1985 a oggi. «In questi anni - spiega Maroni - il vino si sta evolvendo grazie alla produzione di uve sempre più sostanziose e sempre meglio trasformate enologicamente dai produttori, con un maggior valore intrinseco qualitativo. In più, l’impatto sensoriale si fa ancor più netto rispetto al passato. La parola d’ordine è: profumo, profumo, profumo! Si berrà sempre più con il naso perché a fare la differenza sono già gli aromi e i sentori che assumono una consistenza quasi palpabile. In più la vendemmia di quest’anno ha espresso una grande qualità delle uve anche se non ha abbondato in quantità. Ho seguito con costanza tanti produttori e sono stato felice di vedere che molti hanno compiuto grandi investimenti e studi per produrre vini sempre migliori. Mi sono trovato a far loro i complimenti per il grande lavoro svolto: hanno dato vita a prodotti di grande valore che ho avuto il piacere di commentare e valutare. Ma la cosa più bella è stata il loro entusiasmo che cresce ogni anno di più. A livello di export mondiale registro una grande performance del primitivo pugliese. Un vino che ormai ha scalato le vette nel gradimento dei consumatori internazionali e che sta seguendo le orme del cammino che qualche anno addietro aveva fatto il pinot nero. Ma è tutto il sud che segna una grande riscossa, penso anche ai vini calabresi della Sila o alla Sicilia che pullula di eccellenze».

Il metodo applicato da Maroni nella valutazione dei vini si fonda su tre parametri che ne determinano la qualità: la consistenza, l’equilibrio, l’integrità del gusto aroma del vino. La consistenza è il volume espressivo del vino, determinato dalla sua ricchezza in estratto secco; l’aspetto quantitativo della qualità, la persistenza e la longevità potenziale del vino. L’equilibrio è l’armonia fra i componenti, l’opportuno dosaggio fra le sostanze compositive tale che il gusto del vino risulti all’assaggio tanto morbido quanto acido più amaro. L’integrità è l’assenza nel gusto-aroma del vino di difetti di trasformazione enologica (sulfureo, acetoso, lattoso, svanito, legnoso) e di ossidazione. La qualità, la purezza, la fragranza dei componenti del vino esprimono la caratura tecnica e la longevità potenziale del vino. Tanto più consistente, equilibrato e integro il gusto del vino in esame, tanta più piacevole il suo gusto-aroma, tanto più alta la sua qualità organolettica e compositiva. La valutazione dell’Indice di Piacevolezza (IP) di qualsiasi vino si ottiene allora assegnando un punteggio da 1 a 33 ad ognuno dei 3 parametri determinanti la qualità: consistenza, equilibrio, integrità: per questo il massimo è 99.

«Se un vino non genera piacevolezza all’assaggio - puntualizza Maroni - la colpa non è di chi lo assaggia perché non sa degustare, la colpa è del vino giacché qualitativamente, analiticamente carente. Qualsiasi individuo infatti, valutando la piacevolezza del sapore di qualsiasi bevanda o alimento, di esso valuta la sua qualità analitica pura».

Luca Maroni e Sergio Valzania (Vino, Maroni presenta l'annuario «La qualità cresce anno dopo anno»)
Luca Maroni e Sergio Valzania

Nella serata di ieri, oltre all’Annuario si è tenuta la presentazione del volume “Amare il vino”, scritto a quattro mani da Luca Maroni e dal giornalista ed autore televisivo, Sergio Valzania. Il racconto del meraviglioso mondo del vino, in cui una tradizione antica, un’estetica raffinata e una tecnologia all’avanguardia si incontrano per fornire al pubblico uno dei più avanzati prodotti del comparto agroalimentare. Infine non poteva mancare un suggerimento per il brindisi di fine anno e delle festività natalizie. Doppia la proposta di Luca Maroni: «O un ottimo Falanghina extra dry, proposta fra le eccellenze dell’Italia Meridionale oppure cambiando radicalmente zona, il Lambrusco, un vino in grande ascesa». Il prossimo appuntamento è dal 13 al 16 febbraio 2020 con l’evento nazionale “i Migliori Vini Italiani” in cui si potranno degustare i vini premiati a Roma nello spazio del Salone delle Fontane all’Eur.