La storica azienda familiare crotonese Segno Librandi, in collaborazione con il Gambero Rosso, ha organizzato tre tappe in altrettante città importanti per il loro mercato interno, Milano, Roma e per finire Bologna per presentare le nuove referenze, in commercio da gennaio 2020, di Cirò Doc nelle tre declinazioni della denominazione, bianco, rosato e rosso. Come suggerisce il nome, la nuova linea vuole lasciare un segno tangibile del lavoro svolto nel proprio territorio da una famiglia come i Librandi, attiva in campo vinicolo fin dagli anni Cinquanta, che oggi può vantare 232 ettari vitati suddivisi in sei tenute, 2 milioni di bottiglie vendute all’anno di cui oltre il 50% nei mercati internazionali.

Paolo Librandi, Giacomo Galeazza e Antonio Gasparini (Giri di Vite, passa dal Tramvia la nuova linea Segno Librandi)
Paolo Librandi, Giacomo Galeazza e Antonio Gasparini

Numeri che danno la cifra della bella realtà che a dispetto della crescita esponenziale degli ultimi decenni (con dipendenti diretti che ormai superano le 110 unità) è rimasta un’azienda a conduzione familiare (oltre che di umiltà di approccio, dote sempre apprezzata quanto rara). A illustrare la nuova linea, Paolo Librandi, export manager (ma non solo) insieme al fratello Raffaele del gruppo familiare, affiancato da Giorgio Melandri del Gambero Rosso per la presentazione tecnica dei vini e dal patron del Tramvia Antonio Gasperini per l’illustrazione del menù della serata allestito dallo chef Giacomo Galeazza e Giuseppe Buonocore in rappresentanza del Gambero Rosso.

Cirò Doc bianco (Giri di Vite, passa dal Tramvia la nuova linea Segno Librandi)
Cirò Doc bianco

La presentazione in anteprima delle nuove etichette coincide con il cinquantenario della Doc Cirò e lo stesso Raffaele Librandi, nella veste di Presidente del Consorzio Cirò sottolinea come la felice concomitanza rappresenti un evidente «motivo di orgoglio, “segno” di una progressiva evoluzione nella conoscenza e comprensione profonda del nostro territorio che ha radici nel passato ma uno sguardo rivolto al futuro».

Elegante ed essenziale la comune immagine grafica delle tre etichette, caratterizzata dal segno dei confini della denominazione, stampato in rilievo, ad identificare il rapporto simbiotico con la propria terra d’origine. Sintesi di quanto acquisito in decenni di esperienza nel Cirotano, con vinificazioni separate delle uve provenienti da diverse sottozone e che hanno permesso all’azienda di capire in profondità il territorio, grazie anche alla selezione massale prima e clonale portato avanti dalla famiglia che culmina nella tenuta di Rosaneti, che accoglie circa 200 varietà di vitigni autoctoni calabresi, recuperate su tutto il territorio regionale.

Venendo al menu della serata con l’abbinamento cibo/vino l’antipasto proponeva “La Terrina di Galletto, Pistacchio e Mortadella con Condimento alla Cipolla di Medicina”. Il Cirò Bianco Doc (in attesa della già istruita certificazione della Docg) nel millesimo 2018 si è sposato molto ben con la sua suadente componente fruttata e floreale tipica del Greco Bianco con l’aggiunta in questo caso di banana, zafferano e ginestra. In bocca la bella salinità ricorda la vicinanza del mare alle vigne cirotane con il sorso di bella struttura e avvolgenza, perfetto vino da serata estiva, magari con vista sullo splendido mare di Calabria.

Le Passulè (Giri di Vite, passa dal Tramvia la nuova linea Segno Librandi)
Le Passulè

Sul primo, la “Lasagnetta Gratinata con Zucca, Porri, Salsiccia e Fonduta di Parmigiano Reggiano” ha fatto il suo ingresso sulla tavola la versione più caratteristica della denominazione (e la più gettonata sulle tavole degli stessi autoctoni), il Cirò Rosato Doc, da uve gaglioppo in purezza, anche in questo caso annata 2018. Macerazione sulle bucce di sole 12 ore poi affinamento in cemento per preservare i profumi caratteristici del vitigno con un olfattivo che propone melagrana, petali di rosa in decomposizione, leggera marasca e cenni di anguria. In bocca il sorso è morbido e diretto, gradevole e misurato, perfetto a tutto pasto.

L’abbinamento con il secondo, ovvero la “Coscia di Faraona, Farcita di Friggione Bolognese, Patata e Cicoria Ripassata” non poteva che essere il Cirò Rosso Classico Doc, sempre Gaglioppo in purezza come da disciplinare, con macerazione breve di 4/5 gg dal bel colore rubino luminoso. Profilo olfattivo elegante con cenni di confettura di mirtilli e ribes, pout-pourri di fiori rossi e leggero agrumato. In bocca è avvolgente e persistente, con tannini smussati e perfetta aderenza gustativa alle caratteristiche originarie del vitigno. Un rosso di grande versatilità da abbinare, senza patemi, anche al pesce.

Tutte e tre le etichette della nuova linea hanno, per ora, una produzione limitata a sole 50mila bottiglie al costo medio, davvero ragguardevole come rapporto qualità/prezzo, di 7-8 €, in enoteca.

Piatto di commiato affidato alla “Pera in Sciroppo di Vino Rosso, Mostarda Bolognese e Frolla Sbriciolata” associata ad un altro alfiere del territorio come “Le Passule” Val di Neto Doc, passito di Mantonico, vitigno autoctono raro e antichissimo che in questa versione passita regala sensazioni uniche con le sue note di pasta di mandorla, agrumi canditi (arancia, bergamotto e cedro) e effluvi mentolati. In bocca è imperioso con gusto deciso di datteri freschi e fichi secchi e una piacevole nota finale di armellina. Un vino passionale e sincero come i Librandi, assolato e ammaliante come la bella terra di Calabria.

Per informazioni: www.librandi.it