Milano Sake Challenge. Una "prima" di successo
L’evento è andato in scena l’11 novembre allo spazio Tenhoa, che ha accolto circa 300 etichette di 104 aziende, l’8% del mercato giapponese. Un contest importante che ha visto all’opera diversi gruppi di giurati
Ideato dalla Sake Sommelier Association, il Milano Sake Challange sta riscuotendo un grandissimo successo in Europa da diversi anni. L'iniziativa (andata in scena nei giorni scorsi a Milano) ha l’obiettivo di valutare non il miglior sake in assoluto, ma quello più apprezzato per il palato del Paese organizzatore.
Il contest milanese ha proposto in degustazione blind 8 tipologie, valutate da una giuria composta da un giornalista e da alcuni sake sommelier, mentre un altro gruppo, guidato da un esperto di design ha premiato l’estetica, il binomio bottiglia-etichetta.
Ogni giudice ha assaggiato tutti i sake della tipologia assegnata e ha espresso un giudizio condiviso con gli altri componenti della giuria in merito a profilo aromatico olfattivo e al palato. Richiesti anche suggerimenti relativi al food pairing. La squadra che ci ha visto impegnati ha valutato 54 sake Junmai, ottenuto da riso e acqua, senza alcol aggiunto. Ricco, sapido, corposo, dall’aroma sottile, è stato valutato idoneo ad accompagnare numerose ricette della cucina italiana. Anche quelle di carattere strettamente regionale e addirittura locale.
Le tecniche di valutazione sono state illustrate dal Maestro Yukio Hamada, ricercatore ed ex presidente della Japan Sake & Shochu Makers Association, già insegnante di degustazione presso la International Wine Challenge (IWC) e il Kura master.
Per informazioni: www.milanosakechallenge.it
Assaggiatori di sake
Il contest milanese ha proposto in degustazione blind 8 tipologie, valutate da una giuria composta da un giornalista e da alcuni sake sommelier, mentre un altro gruppo, guidato da un esperto di design ha premiato l’estetica, il binomio bottiglia-etichetta.
Alcuni sake presentati a Milano
Ogni giudice ha assaggiato tutti i sake della tipologia assegnata e ha espresso un giudizio condiviso con gli altri componenti della giuria in merito a profilo aromatico olfattivo e al palato. Richiesti anche suggerimenti relativi al food pairing. La squadra che ci ha visto impegnati ha valutato 54 sake Junmai, ottenuto da riso e acqua, senza alcol aggiunto. Ricco, sapido, corposo, dall’aroma sottile, è stato valutato idoneo ad accompagnare numerose ricette della cucina italiana. Anche quelle di carattere strettamente regionale e addirittura locale.
Le tecniche di valutazione sono state illustrate dal Maestro Yukio Hamada, ricercatore ed ex presidente della Japan Sake & Shochu Makers Association, già insegnante di degustazione presso la International Wine Challenge (IWC) e il Kura master.
Per informazioni: www.milanosakechallenge.it


