Questi ultimi infatti hanno senza alcun dubbio una tradizione vinicola molto più antica della nostra e, su certi prodotti, sono ancora imbattibili. È successo l’altra sera durante una cena “di addio all’estate” nel fresco giardino del ristorante “La Caprese” dell’inossidabile Bruno Federico a Mozzo, alla periferia di Bergamo.

Antonella Federico, Aronne Cereda e Bruno Federico (Cena da Bruno a La Caprese, sorprende lo Champagne Rosé di Boutillez Vignon)
Antonella Federico, Aronne Cereda e Bruno Federico

Una cena abbinata a un Cremant del Bourgogne e a due Champagnes di un piccolo produttore di Villers Marmery, sulle Montagne di Reims. Un produttore di nicchia, Boutillez Vignon. Il suo Champagne Brut Premier Cru è stato abbinato a un piatto di spaghetti di Gragnano con vongole veraci e zucchine novelle con il loro fiore. Tutto valido ma non eccezionale.

Eccezionale sì quello che è seguito, lo Champagne Rosé Premier Cru, abbinato a “moscardini veraci preparati al pignatiello”. Ebbene, sappiamo tutti che il consumo del vino spumante rosé è in aumento, in Italia come in Francia, forse anche grazie alle preferenze di questa tipologia di vino decretata dal pubblico femminile.

Sappiamo che il costo di un rosé è superiore, sappiamo che per fare un buon rosé ci vuole preparazione, competenza, materia prima ottima, tempismo. Non per nulla è chiamato “il vino di una notte”, perché la pigiatura dell’uva è sottilissima e deve durare quelle poche ore che bastano per dare colore, profumo e sapore al prodotto finale.

Un lavoro ben riuscito a Boutillez Vignon, una piccola azienda che ha una produzione totale di Champagne poco oltre le 30mila bottiglie. Importatore ufficiale in Italia è l’Enoteca di Carlo Cattaneo a Carate Brianza in provincia di Monza. Per l’enoteca è intervenuto alla serata Aronne Cereda, grande esperto di vini, che ha illustrato le particolarità di terreno, coltivazione, vendemmia, spremitura e conservazione sui lieviti che fanno grande il Rosé di questa Casa francese. Chapeau.

Per quanto riguarda la cucina caprese di Bruno Federico, ha avuto i consensi più alti l’antipasto di apertura, un plateau che crudité di pesci e crostacei marinati alla maniera dell’isola di Capri. Per finire una fresca crostata di fichi ha chiuso una serata interessante, arricchita anche dalla musica dal vivo di Gianfranco Maffi al pianoforte.