I dati, riportati dal Consorzio Vino Chianti, stimano che Il 70% del prodotto viene destinato all’estero, in particolare verso Usa, Germania e Regno Unito.

«Una tendenza positiva, che conferma e rafforza la denominazione sui mercati, soprattutto esteri - spiega Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - Anche i prezzi reggono, con una media di 150 euro per ettolitro, un livello che permette di coprire i costi sostenuti in tutta la fase produttiva. Il nostro obiettivo è arrivare a un milione di ettolitri di vendita, per preservare l’equilibrio della denominazione quando tutti i vigneti saranno rinnovati e le produzioni aumenteranno attraverso l’acquisizione di nuovi mercati».

(Chianti, annata positiva Aumentano vendite ed export)
Giovanni Busi

L’obiettivo è infatti allargare l’area export, con progetti promozionali mirati in Brasile, Cuba e, tornando in Europa, anche in Polonia e Germania, con il consolidamento di una posizione già favorevole conquistata  negli Usa ed in Inghilterra nonché in Cina, attraverso specifici seminari di formazione in quattro diverse città.

«Le esportazioni di vino italiano nei prossimi anni continueranno a crescere in Usa e Canada, mentre tra i mercati emergenti la Cina dovrebbe segnare una svolta positiva e sensibile, così come la Russia - continua Busi -  Siamo ottimisti riguardo al Giappone, dove dal 2019 entrerà in vigore l’accordo di libero scambio con l’Unione Europea. Tutti mercati che possono compensare i cali che prevediamo nelle esportazioni in Germania e soprattutto nel Regno Unito, a causa degli effetti della Brexit».

Per informazioni: www.consorziovinochianti.it
www.chianti.com/it
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