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«Abbiamo negli anni acquisito realtà e investito con alcuni collaboratori su diversi territori italiani», ha spiegato Federico Graziani, responsabile delle eccellenze di Feudi di San Gregorio, in occasione di Vinitaly.

Si parte dalla Sicilia, con le terre dell'Etna; si risale in Campania, nel Cilento; ci si sposta in Basilicata, con Basilisco; e ancora più in là in Puglia, dove Feudi San Gregorio possiede un'azienda biodinamica di proprietà, l'agricola Cefalicchio. «L'ultima acquisizione è in Toscana, con Campo alle Comete».

(I vini di Feudi di San Gregorio Dalla Campania al resto d'Italia)

Nonostante molte siano le realtà che in maniera capillare l'azienda ha acquisito durante questi anni, «lo zoccolo duro della produzione rimane Feudi di San Gregorio, con 3 milioni e mezzo di bottiglie, a cui si sommano circa 600-700mila bottiglie delle altre aziende satelliti, che oggi giorno sono all'incirca una dozzina».

Per quanto riguarda la distribuzione, bene i mercati come gli Stati Uniti, «con cui proprio ora stiamo portando avanti un progetto», la Germania e il Regno Unito; «i mercati più solidi rimangono quelli classici, c'è molto sviluppo in Sud America e anche la Corea del Sud sta dando buone soddisfazioni».

Ma Feudi di San Gregorio lavora molto bene in Italia, specialmente nella ristorazione italiana: «Molte altre aziende sono più orientate sulla Gdo o all'estero, noi invece siamo solidi sul panorama italiano. Si tratta di circa il 65-70% del nostro fatturato».

Per informazioni: www.feudi.it