The Wreck - Preservation Ale. La birra più vecchia del mondo
Conservata per due secoli negli abissi a nord est della Tasmania, la birra più vecchia del mondo ritorna in vita grazie a scienziati, conservatori museali e un birrificio di Sydney
Viene prodotta con i lieviti salvati dalle antiche bottiglie che erano finite sui fondali marini in seguito ad un naufragio. Era il 1797 quando una nave mercantile partita dall’India e diretta in una colonia britannica naufragò. Negli anni ’90 dei sommozzatori scoprirono nella stive del relitto circa 30mila litri di alcol pregiato e alcune tracce di tè e tabacco. Le bottiglie di birra ancora perfettamente sigillate furono in seguito regalate al museo Queen Victoria di Launceston, in Tasmania appunto.

La scoperta ha portato scienziati, conservatori museali e un birrificio di Sydney ad unire le forze per coltivare il lievito e infonderlo in un mosto di birra miscelato secondo una ricetta inglese del XVIII secolo. Dopo aver isolato e prodotto una birra sperimentale, David Thurrowgood (conservatore del museo e chimico) insieme all’Istituto australiano di ricerca sul vino, l’Awri di Adelaide, ha identificato tre ceppi di lievito: il Brettanomyces, il Saccharomyces e un lievito del vino combinatosi in quello ibrido presente sul fondo delle bottiglie.
Il passo successivo è stato valutare la possibilità di commercializzare questa una nuova birra: il museo Queen Victoria e l’Awri si sono rivolti al birrificio Malt Shovel di Sydney, di proprietà del marchio australiano James Squire: «Il lievito che ci hanno proposto era veramente capriccioso, ma aveva voglia di rivivere - racconta il mastro birraio Haydon Morgan - così dopo tanti tentativi abbiamo optato per una ricetta inglese del XVIII secolo per farne una birra di stile porter scura e maltata, con sentori di ribes nero e spezie».

La birra nata da questa entusiasmante storia si chiama “The Wreck - Preservation Ale” e sarà lanciata ufficialmente in occasione del Gabs 2018, il festival australiano di birre e sidri. Il nome scelto è “The Wreck” e significa “naufragio’”, con rimando sia alle incredibili circostanze nelle quali la birra è stata scoperta sia al luogo Preservation Island, l’isola più vicina al relitto affondato.
«È una birra unica, prodotta con un lievito del Vecchio Mondo - scrive la James Squire sul proprio sito - e se 220 anni fa questa birra non ha raggiunto la sua destinazione finale, oggi ci piace pensare che The Wreck Ale sia finalmente tornata a casa». Lunga vita alla birra.

La scoperta ha portato scienziati, conservatori museali e un birrificio di Sydney ad unire le forze per coltivare il lievito e infonderlo in un mosto di birra miscelato secondo una ricetta inglese del XVIII secolo. Dopo aver isolato e prodotto una birra sperimentale, David Thurrowgood (conservatore del museo e chimico) insieme all’Istituto australiano di ricerca sul vino, l’Awri di Adelaide, ha identificato tre ceppi di lievito: il Brettanomyces, il Saccharomyces e un lievito del vino combinatosi in quello ibrido presente sul fondo delle bottiglie.
Il passo successivo è stato valutare la possibilità di commercializzare questa una nuova birra: il museo Queen Victoria e l’Awri si sono rivolti al birrificio Malt Shovel di Sydney, di proprietà del marchio australiano James Squire: «Il lievito che ci hanno proposto era veramente capriccioso, ma aveva voglia di rivivere - racconta il mastro birraio Haydon Morgan - così dopo tanti tentativi abbiamo optato per una ricetta inglese del XVIII secolo per farne una birra di stile porter scura e maltata, con sentori di ribes nero e spezie».

La birra nata da questa entusiasmante storia si chiama “The Wreck - Preservation Ale” e sarà lanciata ufficialmente in occasione del Gabs 2018, il festival australiano di birre e sidri. Il nome scelto è “The Wreck” e significa “naufragio’”, con rimando sia alle incredibili circostanze nelle quali la birra è stata scoperta sia al luogo Preservation Island, l’isola più vicina al relitto affondato.
«È una birra unica, prodotta con un lievito del Vecchio Mondo - scrive la James Squire sul proprio sito - e se 220 anni fa questa birra non ha raggiunto la sua destinazione finale, oggi ci piace pensare che The Wreck Ale sia finalmente tornata a casa». Lunga vita alla birra.


