Come sfondo si potrebbero utilizzare le immagini di “Novecento” di Bertolucci e di quella campagna emiliana inizio secolo che odorava di nebbia e sudore, brodo fumante e lambrusco nei giorni di festa. Poi venne 8 e 1/2, non il capolavoro felliniano ma il vino in lattina ideato per il mercato americano da Giacobazzi (che in realtà Lambrusco non era ma solo rosso frizzante a bassa gradazione alcolica) che ne ha consacrato lo standard beverino stile Coca Cola.

(Giri di vite Lambrusco Bio Settecani e la sostenibilità)

Da allora ne ha fatta di strada l’umile Lambrusco, vitigno antichissimo che alcuni storici fanno risalire all’epoca di Plinio il Vecchio. Ha svecchiato l’immagine, innalzato la qualità e scalato i vertici delle guide.

Proprio come alcune cantine cooperative che da semplici collettori di uva dei singoli soci son diventate sempre più attente alla qualità produttiva, ma sempre con un occhio di riguardo al contenimento del prezzo di vendita, ma anche capaci di sfidare, con i prodotti di punta, blasonate cantine del territorio.

(Giri di vite Lambrusco Bio Settecani e la sostenibilità)

In questa doppia tipologia va di certo annoverata la Cantina Settecani, fondata nel 1923, nell’omonima frazione nel cuore del Grasparossa, nel crocevia frizzante dei comuni di Castelvetro (Mo), Castelnuovo Rangone e Spilamberto. I 40 soci iniziali ora sono diventati 200 con una vasta gamma di etichette e di linee che coprono tutte le tipologie tipiche del modenese.

Su tutti, manco a dirlo, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Dop ora presentato anche nella pregiata versione biologica, denominato 7Bio, quasi a sottintendere la caratteristica di vino quotidiano. Un Grasparossa in purezza, di 10,5 gradi alcolometrici, dal bel rosso rubino intenso con sfumature violacee che con la sua spuma corposa veicola all’olfattivo sentori di frutta rossa e un bel floreale. Vinificazione tradizionale con tempi di macerazione dalle 75 alle 120 ore a seconda dell’annata, con fermentazione a temperatura controllata per ottenere un perlage fine e persistente. In bocca esprime tutta la sua freschezza e l’eleganza del tannino, pronto a far il suo dovere, con la complicità dell’anidride carbonica, nel compensare l’eventuale untuosità del piatto abbinato.

(Giri di vite Lambrusco Bio Settecani e la sostenibilità)

Un compagno di merenda, generoso e sincero e per di più biologico, da abbinare al tradizionale “gnocco fritto” ma anche azzardando un gemellaggio oltre confine con i bucatini all’amatriciana.

Prezzo onestissimo di poco più di 5 euro (in cantina oppure online sul sito aziendale).

Per informazioni: www.cantinasettecani.it