Quella del 1983 era la terza edizione del Premio Masi. A ricordarlo è stato, a nome dell'azienda, Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi.

Piero Marzotto (Addio all'imprenditore Pietro Marzotto Premio Masi Civiltà veneta del 1983)
Piero Marzotto (foto: Globalist)

«Lo incontrai per comunicargli che la giuria lo aveva scelto assieme al Ministro Bruno Visentini: la sua spontanea reazione fu "Non me dovete premiare, ma Casa Marzotto". "Casa" infatti è il concetto sinonimo più ricco e composito di famiglia e allude a una dimensione in qualche modo speciale rispetto alle vicende di ordinaria fortuna imprenditoriali».

Un’idea perfetta per quel casato di industriali veneti, nato nell’800, e proseguito in una storia densa di figure di spessore lungo le generazioni dei capo-azienda, fino ad arrivare a Piero, che, come ricorda la Fondazione Masi, al momento della premiazione dichiarò: «Ricordo mio padre Gaetano e il declinare giorno dopo giorno la sua corporate social responsability, tramandandola anche a me; e lo stimolo che mi derivò dal suo pensiero "arriva un tempo in cui la prudenza si identifica con l’audacia, perché la timidezza e la lentezza di agire sono imprudenza"». Principi, questi, a detta di Piero Marzotto, che aprirono il grande libro di Casa Marzotto.

A quanto ci tiene a ricordare la Fondazione stessa, da quell'anno Piero Marzotto fu sempre vicina alle attività Masi e non mancò di sottolineare come l'Amarone del Premio fosse il "suo" vino veneto per gli ospiti di riguardo.

Per informazioni:
www.fondazionemasi.com
www.marzottogroup.it