Ecco tredici nomi su cui puntare fra conferme e sorprese. Apertura doverosa per il Tenuta Nuova di Casanova di Neri, presentato in pompa magna ad un ristrettissimo manipolo di critici per il ventennale di questa etichetta.

(Brunello, spicca l’annata 2013 Tredici vini sui quali puntare)

Di inappuntabile densità, tra piccoli frutti e balsami, ha grana tannica di prim’ordine e il tempo dalla sua parte. In tandem con l’ispiratissimo Cerretalto 2012, propostoci nella cena conclusiva firmata Pinchiorri, costituisce un’accoppiata imprescindibile per l’intera denominazione.

Splendido, tornando ai 2013, il Madonna delle Grazie de Il Marroneto. Ritmo e sfaccettature lo pongono su livelli paragonabili, se non superiori, al celebratissimo 2010. Prova d’autore quella offerta da Giulio Salvioni, autore di un Brunello tonico, pimpante e dal radioso futuro.

Sempre sugli scudi Poggio di Sotto, calibratissimo quanto a freschezza e tensione. Un punto fermo per la tipologia.

Encomiabile per solidità la batteria de Le Ragnaie, con valori veramente ravvicinatissimi tra le tre diverse versioni aziendali. Chissà che Fornace non finisca per rivelarsi come la più compiuta del lotto.

Buonissimo il Brunello di Pietroso, comunicativo e incessante nella sua sapidità di fondo. Ha tutto per piacere.

Le Chiuse convince con un Brunello dal passo felpato, inesorabile, di gran classe.

Fuligni si conferma un modello di finezza ed eleganza davvero esemplari.

Cupano torna nella primissima fascia evidenziando articolazione gustativa e un encomiabile senso delle proporzioni.

Il Vigna Soccorso di Tiezzi spicca per la succosità agrumata e l’incedere tambureggiante.

Come non possono passare inosservate l’energia e la profilatura del Brunello Gianni Brunelli (Le Chiuse di Sotto). Integrità di frutto e progressione al palato impongono Canalicchio di Sopra nelle posizioni di eccellenza. Chiusura per una sorpresa convincente come il Brunello di Corte dei Venti, arioso e leggiadro. Il migliore tra gli outsiders.