A VinNatur, la qualità oggi per un mondo migliore domani
Non solo di Vinitaly vive il mondo dell’enologia. Approfittando della fiera veronese, abbiamo “allargato” il weekend con un’altra tappa ad esplorare il vino nelle sue sfaccettature più “post-moderne”
E ci siamo fermati a Sarego, in provincia di Vicenza, in Villa La Favorita, bell’esempio di architettura palladiana imbandita tutta di vini naturali. Qui i tre giorni l'anno dedicati a Vinnatur.

Uve biologiche, nessun aggiunta di sostanze chimiche, solo una piccola quantità di anidride solforosa permessa. Questo il punto di partenza: ciò che si assaggia nel calice vuol essere in tutto e per tutto espressione “pura” del territorio d’origine. E di territori noi ne abbiamo fatti passare un po’, alternando ai banchi di degustazione qualche sosta nello splendido parco sul retro della villa, con stand gastronomici e musica dal vivo a far da cornice insieme ad una calda giornata di sole.
Ciò che ci è rimasto nel cuore, un po’ per gusto un po’ per meritocrazia, è un triangolo di aziende sparpagliate lungo il nostro Belpaese: Campania, Abruzzo e Puglia.

Il Cancelliere. Siamo in Campania, in quel fazzoletto di terra dove il Taurasi fa da padrone. Colline battute dal sole, grappoli appesi ai filari, raccolta tutta manuale e lavorazione secondo tradizione. Dal 2005 Nadia Romano, insieme al marito Enrico, agronomo, hanno dato vita ad una realtà che già le sue basi ben radicate nel territorio le aveva. Frutto di questa storia sono il Taurasi Docg 2012, una buona struttura con sentori dal legno alle spezie che ci impiegano un po’ a farsi sentire, e il Giovano 2015, un Aglianico Doc di grande equilibrio, complesso tanto al naso quanto in bocca, sentori fruttati, persistenti, e un tannino non troppo deciso. Una piccola nota, poi, è necessaria: la brava Rita, figlia di una vita in vigna, mi offre ad ogni bicchiere un assaggio di una pizza tutta particolare, realizzata con uova e salumi vari di loro produzione, esempio di tipicità, semplicità e gusto amalgamati in un impasto ben riuscito!

Ci spostiamo in Abruzzo. Siamo da Fiore Podere San Biagio, in provincia di Teramo. Qui si cerca genuinità e tradizione. Pecorino, Cerasuolo e un Controguerra Rosso Doc che davvero rivelano belle sorprese. Tuttavia, quando si dice che far le cose semplici bene sia non poco ardua impresa, Podere San Biagio ha raccolto e vinto la difficile sfida: il Montepulciano d’Abruzzo Doc, figlio del suo territorio, nella sua più decantata essenzialità, ha rivelato grazie all’attenzione della cantina di Controguerra, la sua forza intrinseca più armonizzata. Un bel rosso rubino, profumi di frutti rossi, qualche accenno di spezie e una grande intensità, pieno al palato, armonico e tannico quanto basta.

In Puglia ci capitiamo un po’ per caso, muovendoci tra un banchetto e l’altro nei sotterranei della Villa. Qui incontriamo De Quarto e cominciamo da un rosato ottenuto da uve Primitivo, il Corallium, poi ci spostiamo ai Negramaro come l’intenso Bellicum o il più complesso e rotondo Tarantula, fino ad abbandonarci ai Primitivi come il Dionysos. Tuttavia, anche qui un’etichetta di particolare rilievo vogliamo segnalarla: il Nobile. Un vino ottenuto da uve appassite di Primitivo. Al naso il profumo è incredibilmente intenso e soprattutto insospettabile: frutta rossa, soprattutto lampone, si fonde perfettamente con un forte sentore di mandorla, che quasi sembra di averli lì freschi, interi e pronti. Il gusto è a dir poco pieno, dolce, ma non stucchevole.

«VinNatur è un'associazione fortemente proiettata verso il futuro. Lavoriamo per produrre vini di qualità lasciando ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo trovato». Così si è espresso Angiolino Maule, presidente di VinNatur, pre-manifestazione. Sul mondo migliore, ad oggi non saprei certo esprimermi, anche se lodevole è l'intenzione. Certamente, però, vini originali e di qualità son sempre più frequenti in questo particolare settore dell'enologia. Un bel tuffo in Villa La Favorita, un tuffo venuto tanto “naturale” da esserci rimasto nel cuore.
Per informazioni: www.vinnatur.org


Uve biologiche, nessun aggiunta di sostanze chimiche, solo una piccola quantità di anidride solforosa permessa. Questo il punto di partenza: ciò che si assaggia nel calice vuol essere in tutto e per tutto espressione “pura” del territorio d’origine. E di territori noi ne abbiamo fatti passare un po’, alternando ai banchi di degustazione qualche sosta nello splendido parco sul retro della villa, con stand gastronomici e musica dal vivo a far da cornice insieme ad una calda giornata di sole.
Ciò che ci è rimasto nel cuore, un po’ per gusto un po’ per meritocrazia, è un triangolo di aziende sparpagliate lungo il nostro Belpaese: Campania, Abruzzo e Puglia.

Il Cancelliere. Siamo in Campania, in quel fazzoletto di terra dove il Taurasi fa da padrone. Colline battute dal sole, grappoli appesi ai filari, raccolta tutta manuale e lavorazione secondo tradizione. Dal 2005 Nadia Romano, insieme al marito Enrico, agronomo, hanno dato vita ad una realtà che già le sue basi ben radicate nel territorio le aveva. Frutto di questa storia sono il Taurasi Docg 2012, una buona struttura con sentori dal legno alle spezie che ci impiegano un po’ a farsi sentire, e il Giovano 2015, un Aglianico Doc di grande equilibrio, complesso tanto al naso quanto in bocca, sentori fruttati, persistenti, e un tannino non troppo deciso. Una piccola nota, poi, è necessaria: la brava Rita, figlia di una vita in vigna, mi offre ad ogni bicchiere un assaggio di una pizza tutta particolare, realizzata con uova e salumi vari di loro produzione, esempio di tipicità, semplicità e gusto amalgamati in un impasto ben riuscito!

Ci spostiamo in Abruzzo. Siamo da Fiore Podere San Biagio, in provincia di Teramo. Qui si cerca genuinità e tradizione. Pecorino, Cerasuolo e un Controguerra Rosso Doc che davvero rivelano belle sorprese. Tuttavia, quando si dice che far le cose semplici bene sia non poco ardua impresa, Podere San Biagio ha raccolto e vinto la difficile sfida: il Montepulciano d’Abruzzo Doc, figlio del suo territorio, nella sua più decantata essenzialità, ha rivelato grazie all’attenzione della cantina di Controguerra, la sua forza intrinseca più armonizzata. Un bel rosso rubino, profumi di frutti rossi, qualche accenno di spezie e una grande intensità, pieno al palato, armonico e tannico quanto basta.

In Puglia ci capitiamo un po’ per caso, muovendoci tra un banchetto e l’altro nei sotterranei della Villa. Qui incontriamo De Quarto e cominciamo da un rosato ottenuto da uve Primitivo, il Corallium, poi ci spostiamo ai Negramaro come l’intenso Bellicum o il più complesso e rotondo Tarantula, fino ad abbandonarci ai Primitivi come il Dionysos. Tuttavia, anche qui un’etichetta di particolare rilievo vogliamo segnalarla: il Nobile. Un vino ottenuto da uve appassite di Primitivo. Al naso il profumo è incredibilmente intenso e soprattutto insospettabile: frutta rossa, soprattutto lampone, si fonde perfettamente con un forte sentore di mandorla, che quasi sembra di averli lì freschi, interi e pronti. Il gusto è a dir poco pieno, dolce, ma non stucchevole.

«VinNatur è un'associazione fortemente proiettata verso il futuro. Lavoriamo per produrre vini di qualità lasciando ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo trovato». Così si è espresso Angiolino Maule, presidente di VinNatur, pre-manifestazione. Sul mondo migliore, ad oggi non saprei certo esprimermi, anche se lodevole è l'intenzione. Certamente, però, vini originali e di qualità son sempre più frequenti in questo particolare settore dell'enologia. Un bel tuffo in Villa La Favorita, un tuffo venuto tanto “naturale” da esserci rimasto nel cuore.
Per informazioni: www.vinnatur.org



