Dal Nero d'Avola ai tre oli Dop. La storia di Planeta e della Sicilia a Verona
La cantina siciliana, impegnata in un tour per raccontare il Nero d'Avola in tutto il mondo, dopo Dubai, Tokyo, Osaka, Londra e Düsseldorf, ha fatto tappa anche alla fiera veronese
Exploring Nero d'Avola, il nome del tour, ha lo scopo di far conoscere più a fondo al pubblico internazionale il più importante vitigno a bacca rossa siciliano, attraverso un seminario ricco di informazioni e la possibilità di assaggiare i vini a cui dà vita.

Un'esplorazione, appunto, attraverso i grandi territori del vino siciliano, dove ora sorgono le aziende di Planeta, che durante la sua storia si è spinta nella produzione di ogni vino del proprio territorio, trovando la propria interpretazione delle grandi varietà autoctone siciliane. Questa produzione ha insistito in particolar modo sul Nero d'Avola, con il tentativo di scoprire come questa varietà riesca ad esprimersi ovunque in modo diverso.
Eccezion fatta per l'Etna, infatti, le altre quattro cantine di Planeta - Menfi, Noto, Vittoria e Campo Milazzo - sono state negli anni protagoniste di un grande lavoro di ricerca su questa antica e nobile varietà.
Naturalmente Planeta non ha portato a Vinitaly solo questo percorso dedicato al Nero d'Avola. Sono state presentate anche, ad esempio, le novità provenienti dal territorio di Noto: Allemanda, il nuovo nome del Moscato bianco, e Controdanza, ancora un Nero d'Avola imbottigliato stavola insieme ad una piccola percentuale di Merlot.

«Dopo il Santa Cecilia, il cui nome deriva da quello della nostra famiglia e rimanda alla patrona della Musica - spiega Alessio Planeta - anche Allemanda e Controdanza sono un omaggio a quest’arte, che diventa protagonista delle etichette dei vini di Noto. Per il Moscato, abbiamo scelto il nome di una danza di apertura, così come lo è il nostro vino. E per il blend di Nero
d’Avola e Merlot, non a caso, quello di un ballo di campagna costruito su un gioco di intese e contrapposizioni».
Accanto ai vini di Noto, in vetrina anche le nuove annate della denominazione Sicilia Menfi Doc - Alastro 2017, Terebinto 2017, Burdese 2014, Merlot Sito dell'Ulmo 2014, Maroccoli Syrah 2014 -, la nuova veste grafica del Brut Metodo Classico e una chicca dalle vigne dell'Etna, l'Eruzione 1614 Pinot Nero, frutto di una specifica sperimentazione che segue quella già fatta sul Riesling.

«Abbiamo dedicato al Pinot Nero, che da secoli, seppur marginalmente, viene coltivato in zona, una piccola parcella delle vigne che crescono sulla leggendaria eruzione del 1614. Il risultato - conclude Alessio Planeta - è una nostra versione assolutamente
originale di questa varietà».
Planeta non si è però accontentata di presentare in fiera solo i suoi vini: tre gli oli Dop Val di Mazara che sono stati posti in degustazione allo stand a Sol&Agrifood. Una scelta, questa, che segue con coerenza il progetto presentato già lo scorso anno, l'ampliamento dell'oliveto di Capparrina a Menfi da 100 a 150 ettari, piantando altre 13mila piante di ulivo.
I tre oli in vetrina sono il blend Tradizionale e i denocciolati monocultivar di Biancolilla e Nocella del Belice, frutto della raccolta 2017. Una raccolta record, che ha regalato un'ottima qualità e una quantità sopra la media. Precedenti alla presenza a Vinitaly, diversi sono stati i premi che hanno celebrato la qualità degli oli Planeta: quelli del Los Angeles Extra Virgin Olive Oil Awards che ha assegnato la “Silver Medal Robust” al Biancolilla Dop Val di Mazara 2017 e la “Silver Medal Medium" al Tradizionale Dop Val di Mazara 2017, e di Bibenda, che ha assegnato le “5 gocce” al Tradizionale.
Per informazioni: planeta.it

Un'esplorazione, appunto, attraverso i grandi territori del vino siciliano, dove ora sorgono le aziende di Planeta, che durante la sua storia si è spinta nella produzione di ogni vino del proprio territorio, trovando la propria interpretazione delle grandi varietà autoctone siciliane. Questa produzione ha insistito in particolar modo sul Nero d'Avola, con il tentativo di scoprire come questa varietà riesca ad esprimersi ovunque in modo diverso.
Eccezion fatta per l'Etna, infatti, le altre quattro cantine di Planeta - Menfi, Noto, Vittoria e Campo Milazzo - sono state negli anni protagoniste di un grande lavoro di ricerca su questa antica e nobile varietà.
Naturalmente Planeta non ha portato a Vinitaly solo questo percorso dedicato al Nero d'Avola. Sono state presentate anche, ad esempio, le novità provenienti dal territorio di Noto: Allemanda, il nuovo nome del Moscato bianco, e Controdanza, ancora un Nero d'Avola imbottigliato stavola insieme ad una piccola percentuale di Merlot.

«Dopo il Santa Cecilia, il cui nome deriva da quello della nostra famiglia e rimanda alla patrona della Musica - spiega Alessio Planeta - anche Allemanda e Controdanza sono un omaggio a quest’arte, che diventa protagonista delle etichette dei vini di Noto. Per il Moscato, abbiamo scelto il nome di una danza di apertura, così come lo è il nostro vino. E per il blend di Nero
d’Avola e Merlot, non a caso, quello di un ballo di campagna costruito su un gioco di intese e contrapposizioni».
Accanto ai vini di Noto, in vetrina anche le nuove annate della denominazione Sicilia Menfi Doc - Alastro 2017, Terebinto 2017, Burdese 2014, Merlot Sito dell'Ulmo 2014, Maroccoli Syrah 2014 -, la nuova veste grafica del Brut Metodo Classico e una chicca dalle vigne dell'Etna, l'Eruzione 1614 Pinot Nero, frutto di una specifica sperimentazione che segue quella già fatta sul Riesling.

«Abbiamo dedicato al Pinot Nero, che da secoli, seppur marginalmente, viene coltivato in zona, una piccola parcella delle vigne che crescono sulla leggendaria eruzione del 1614. Il risultato - conclude Alessio Planeta - è una nostra versione assolutamente
originale di questa varietà».
Planeta non si è però accontentata di presentare in fiera solo i suoi vini: tre gli oli Dop Val di Mazara che sono stati posti in degustazione allo stand a Sol&Agrifood. Una scelta, questa, che segue con coerenza il progetto presentato già lo scorso anno, l'ampliamento dell'oliveto di Capparrina a Menfi da 100 a 150 ettari, piantando altre 13mila piante di ulivo.
I tre oli in vetrina sono il blend Tradizionale e i denocciolati monocultivar di Biancolilla e Nocella del Belice, frutto della raccolta 2017. Una raccolta record, che ha regalato un'ottima qualità e una quantità sopra la media. Precedenti alla presenza a Vinitaly, diversi sono stati i premi che hanno celebrato la qualità degli oli Planeta: quelli del Los Angeles Extra Virgin Olive Oil Awards che ha assegnato la “Silver Medal Robust” al Biancolilla Dop Val di Mazara 2017 e la “Silver Medal Medium" al Tradizionale Dop Val di Mazara 2017, e di Bibenda, che ha assegnato le “5 gocce” al Tradizionale.
Per informazioni: planeta.it

