Grappa, prodotto italiano da valorizzare. Più comunicazione per un futuro migliore
Il futuro della grappa? Invecchiamento, miscelazione e comunicazione. È la ricetta uscita dall’ incontro promosso dall’Istituto di Tutela Grappa del Trentino a cui hanno preso parte distillatori italiani e opinion leader
L’obiettivo comune è stato quello di individuare insieme una strategia condivisa per promuovere e ampliare i confini del distillato italiano per eccellenza. «Ci siamo incontrati nuovamente insieme ai produttori che hanno deciso di salire a bordo in questo progetto - spiega il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli - per fare fronte comune sul mondo della grappa, per interrogarci su tre pilastri come invecchiamento, miscelazione e comunicazione, argomenti al centro della tavola rotonda da cui sono scaturite una serie di idee e riflessioni interessanti».

Come ha rilevato nel dibattito il direttore di Italia a Tavola, Alberto Lupini, la grappa è forse il distillato più difficile da capire, più complesso nei suoi profumi e sapori. Va ancora insegnato a come degustarlo al meglio.
L’invecchiamento della grappa ha un processo più certificato rispetto agli altri spiriti internazionali e nazionali. Il tema da sviluppare ora è quale strada seguire: da un lato la via francese, dall’altro quella scozzese e irlandese. Il lato comune è tuttavia quello di costruire un percorso a metà strada con la volontà di dare maggiore identità a prodotti che vengono invecchiati con più riconoscibilità per il consumatore finale. Per quanto riguarda la miscelazione invece i distillatori trentini sono d’accordo nel cercare una via per realizzare un avvicinamento al consumatore più giovane e per farlo l’idea è quella di avvicinarsi ai bartender, come succederà per esempio a Vinitaly. Infine, dal punto di vista della comunicazione, l’idea è quella di costituire un fronte comune attraverso un progetto che aiuti a sviluppare l’immagine della grappa, che deve essere svecchiata mantenendo però al contempo tipicità e target di riferimento.

A proposito di eventi e miscelazione, la tappa più imminente è quella di Vinitaly, dal 15 al 18 aprile, dove l’Istituto Tutela Grappa del Trentino sarà presente al Padiglione 3 stand E1 con uno spazio che ospiterà la quasi totalità delle etichette dei soci. Per i visitatori che arriveranno a scoprire il Trentino visto dai distillatori, una grande sorpresa: uno spazio bar dove il famoso barman Leonardo Veronesi si cimenterà tutti i giorni nella realizzazione di cocktail a base di grappe del Trentino (dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 17.30). Dalla grappa invecchiata alle riserve, passando per le tradizionali, il bartender di Riva del Garda interpreterà l’arte dei mixology con al centro degli ingredienti il distillato trentino. Un’occasione unica per tutti per degustare quindi l’unico prodotto italiano del genere a godere di una Igp, rivisto in chiave moderna.
A Vinitaly si potranno inoltre scoprire le ultime annate in commercio. Nell’area dell’Istituto sarà possibile anche per i neofiti e gli appassionati avvicinarsi alla grappa di qualità attraverso degustazioni guidate e dei veri e propri “mini corsi” di degustazione accompagnati da esperti degustatori.
L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.
Per informazioni: www.grappatrentinadoc.it

Alberto Lupini e Beppe Bertagnolli
L’incontro si è tenuto a Bergamo nella prestigiosa sede del ristorante tristellato “Da Vittorio” della famiglia Cerea. Per la circostanza i padroni di casa Chicco e Bobo Cerea hanno introdotto nello splendido menu un Risotto con pancia di maiale affumicata e salsa alla grappa trentina. Un successo certo, a conferma come la grappa possa entrare in ricette di classe. La stessa versatilità il distillato italiano ha dimostrato nell’assaggio durante il pranzo: grappa a tutto pasto? È troppo osé dirlo, per ora, ma dopo talune ricette un piccolo sorso è ben accetto da molti buongustai.Come ha rilevato nel dibattito il direttore di Italia a Tavola, Alberto Lupini, la grappa è forse il distillato più difficile da capire, più complesso nei suoi profumi e sapori. Va ancora insegnato a come degustarlo al meglio.
L’invecchiamento della grappa ha un processo più certificato rispetto agli altri spiriti internazionali e nazionali. Il tema da sviluppare ora è quale strada seguire: da un lato la via francese, dall’altro quella scozzese e irlandese. Il lato comune è tuttavia quello di costruire un percorso a metà strada con la volontà di dare maggiore identità a prodotti che vengono invecchiati con più riconoscibilità per il consumatore finale. Per quanto riguarda la miscelazione invece i distillatori trentini sono d’accordo nel cercare una via per realizzare un avvicinamento al consumatore più giovane e per farlo l’idea è quella di avvicinarsi ai bartender, come succederà per esempio a Vinitaly. Infine, dal punto di vista della comunicazione, l’idea è quella di costituire un fronte comune attraverso un progetto che aiuti a sviluppare l’immagine della grappa, che deve essere svecchiata mantenendo però al contempo tipicità e target di riferimento.

Risotto con pancia di maiale affumicata e salsa alla grappa trentina
A proposito di eventi e miscelazione, la tappa più imminente è quella di Vinitaly, dal 15 al 18 aprile, dove l’Istituto Tutela Grappa del Trentino sarà presente al Padiglione 3 stand E1 con uno spazio che ospiterà la quasi totalità delle etichette dei soci. Per i visitatori che arriveranno a scoprire il Trentino visto dai distillatori, una grande sorpresa: uno spazio bar dove il famoso barman Leonardo Veronesi si cimenterà tutti i giorni nella realizzazione di cocktail a base di grappe del Trentino (dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 17.30). Dalla grappa invecchiata alle riserve, passando per le tradizionali, il bartender di Riva del Garda interpreterà l’arte dei mixology con al centro degli ingredienti il distillato trentino. Un’occasione unica per tutti per degustare quindi l’unico prodotto italiano del genere a godere di una Igp, rivisto in chiave moderna.
A Vinitaly si potranno inoltre scoprire le ultime annate in commercio. Nell’area dell’Istituto sarà possibile anche per i neofiti e gli appassionati avvicinarsi alla grappa di qualità attraverso degustazioni guidate e dei veri e propri “mini corsi” di degustazione accompagnati da esperti degustatori.
L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.
Per informazioni: www.grappatrentinadoc.it


