Luppolo d'oro alla Gragnum Serrocroce. Vito Pagnotta festeggia al Best Italian Beer
Il concorso Best Italian Beer ha recentemente assegnato il premio Luppolo d’oro alla Gragnum Serrocroce, la birra artigianale prodotta a Monteverde dalla famiglia Pagnotta
È la migliore nella categoria Saison la birra contadina dell’Irpinia, prodotta dal birrificio agricolo campano. «Questa birra è il nostro orgoglio, mio e della mia terra», afferma felice Vito Pagnotta, produttore e agricoltore.

La bionda simbolo della sua azienda, la Gragnum Serrocroce, si è aggiudicata il Luppolo d’oro nonostante la giovane età ed ha spiazzato la giuria con il suo aroma speziato, arricchito da note dolci e fragranti. La Serrocroce è un unicum anche rispetto alle altre tre produzioni dell’azienda agricola di Monteverde: La Chiara, L’ Ambrata e La Fresca.
«Serrocroce chiude il 2017 ed inizia il 2018 con un grande successo, non potevamo chiedere di meglio. Avevamo, fin dall’inizio, messo grandi aspettative nella Gragnum e oggi ci arriva la conferma del suo valore e del merito di aver riposto grande attenzione alle materie prime del nostro territorio. La Gragnum nasce da una selezione accurata di spezie e grani antichi, tra i quali coriandolo e Senatore Cappelli, frutto di un attento studio che ci ha portato inoltre alla conversione biologica. È la birra contadina dell’Irpinia! Il nostro orgoglio!».

Ma chi è Vito Pagnotta? È un imprenditore agricolo che ha ereditato l’azienda dal padre il quale l’aveva ereditata dal nonno. La passione per l’agricoltura si era presentata già nelle fasi adolescenziali, quando insieme al nonno discuteva dei campi e dei raccolti. Voleva imparare quel mestiere e lo poteva fare solo andando a scuola. Infatti si iscrisse all’istituto agrario di Avellino dove si diplomò ed entrò nel mondo agricolo oltre che per tradizione ed esperienza tramandata, anche per competenze tecniche acquisite con due lauree ed un master in agricoltura.
«Durante il periodo del master sviluppai l’idea progetto e la conclusi dopo una permanenza in Belgio dove entrai ufficialmente nel mondo delle birre. La partecipazione ai corsi specializzanti dell’Università di Perugia fu la “firma” per lo sviluppo di un grande progetto, produrre birra da filiera agricola. Nacque così il birrificio integrato nell’azienda.
Serro Croce è oggi un’azienda agricola che coltiva i suoi terreni di proprietà (circa 30 ettari in produzione) e le colture prevalenti sono appunto i cereali e le leguminose per la rotazione colturale».
Per informazioni: www.serrocroce.it

La bionda simbolo della sua azienda, la Gragnum Serrocroce, si è aggiudicata il Luppolo d’oro nonostante la giovane età ed ha spiazzato la giuria con il suo aroma speziato, arricchito da note dolci e fragranti. La Serrocroce è un unicum anche rispetto alle altre tre produzioni dell’azienda agricola di Monteverde: La Chiara, L’ Ambrata e La Fresca.
«Serrocroce chiude il 2017 ed inizia il 2018 con un grande successo, non potevamo chiedere di meglio. Avevamo, fin dall’inizio, messo grandi aspettative nella Gragnum e oggi ci arriva la conferma del suo valore e del merito di aver riposto grande attenzione alle materie prime del nostro territorio. La Gragnum nasce da una selezione accurata di spezie e grani antichi, tra i quali coriandolo e Senatore Cappelli, frutto di un attento studio che ci ha portato inoltre alla conversione biologica. È la birra contadina dell’Irpinia! Il nostro orgoglio!».

Vito Pagnotta
Ma chi è Vito Pagnotta? È un imprenditore agricolo che ha ereditato l’azienda dal padre il quale l’aveva ereditata dal nonno. La passione per l’agricoltura si era presentata già nelle fasi adolescenziali, quando insieme al nonno discuteva dei campi e dei raccolti. Voleva imparare quel mestiere e lo poteva fare solo andando a scuola. Infatti si iscrisse all’istituto agrario di Avellino dove si diplomò ed entrò nel mondo agricolo oltre che per tradizione ed esperienza tramandata, anche per competenze tecniche acquisite con due lauree ed un master in agricoltura.
«Durante il periodo del master sviluppai l’idea progetto e la conclusi dopo una permanenza in Belgio dove entrai ufficialmente nel mondo delle birre. La partecipazione ai corsi specializzanti dell’Università di Perugia fu la “firma” per lo sviluppo di un grande progetto, produrre birra da filiera agricola. Nacque così il birrificio integrato nell’azienda.
Serro Croce è oggi un’azienda agricola che coltiva i suoi terreni di proprietà (circa 30 ettari in produzione) e le colture prevalenti sono appunto i cereali e le leguminose per la rotazione colturale».
Per informazioni: www.serrocroce.it


