Il dipinto ritrae sette Canonici di Santa Maria Nuova, appartenenti ad alcune delle più importanti e facoltose famiglie luesi, nell’atto di scrivere una lettera di ringraziamento al cardinale Giacomo Millo d’Altare, datario apostolico di Papa Benedetto XIV, per aver permesso loro di indossare la cappa magna e il rocchetto, prestigiosi simboli ecclesiastici. Siamo nel 1748. Questo quadro dopo oltre cinquant’anni di peregrinazioni è tornato a Lu ed oggi viene custodito nel museo di arte sacra e del territorio S. Giacomo.

(I Canonici di Lu In etichetta un dipinto di Guala)

Il vino è un Piemonte Grignolino Doc in purezza che proviene da una zona ad alta vocazione, maturato in tonneaux di rovere per 24 mesi nelle vesti insolite di vino longevo. Colore vermiglio che ricorda la seta color porpora delle vesti dei Canonici, una struttura insospettabile, il naso ricorda il rabarbaro, interessanti toni speziati di pepe, con note balsamiche. Il tannino ben presente, integrato ed esaltato da una piacevole acidità, avvolgente con nota sapida.

Le origini del Grignolino risalgono a parecchi secoli fa, ed era chiamato col nome di Berbexinus. La prima testimonianza scritta in cui è citato con questo nome risale al 1246: un atto con cui i Canonici della chiesa di S. Evasio di Casale Monferrato davano in affitto “quattro staia di terra gerbida affinché fossero lavorate e vi fossero collocate buone piante di viti Berbesine”. Nel corso dei secoli la diffusione in Piemonte del Grignolino andò aumentando, apprezzato come vino di alta qualità da nobili e borghesi, bevuto con piacere anche da re Umberto I di Savoia. Ad inizio del Novecento la sua quotazione era simile a quelle del Barolo e del Barbaresco.

Per informazioni: www.casalone.com