La storia di Rocca delle Macìe inizia da qui, con Italo Zingarelli, il noto produttore cinematografico che inventò la coppia cinematografica formata da Bud Spencer e Terence Hill. Nel 1973 decise di acquistare la tenuta “Le Macìe”, una proprietà di 93 ettari di terra per avviare un’azienda vitivinicola nel cuore del Chianti Classico. Nel 1985 il figlio di Italo, Sergio, che ha ereditato dal padre lo stesso amore per la terra toscana, assume la guida dell’azienda insieme alla moglie Daniela e alla sorella Sandra, consolidandola e imponendola all’attenzione mondiale grazie ai numerosi premi ottenuti sia in Italia che all’estero.

(Rocca delle Macìe Dal cinema ai grandi abbinamenti)

Rocca delle Macìe nasce quasi per gioco. Italo ha sempre avuto il sogno di avere un’azienda vitivinicola e quando ha avuto la possibilità di fare l’investimento non ha esitato: ha cominciato comprando una biblioteca di libri sul vino per passare poi all’acquisto di un’azienda nel Chianti, o meglio una vera e propria fattoria quasi fatiscente con case diroccate, appartenente a due famiglie di ex mezzadri che stavano per abbandonarla.

Oggi l’azienda dispone di circa 500 ettari, di cui oltre 200 coltivati a vigneto e circa 22 a oliveto, suddivisi tra le sei tenute di proprietà: Le Macìe, Sant’Alfonso, Riserva di Fizzano e le Tavolelle nella zona del Chianti Classico, Campomaccione e Casamaria in Maremma nella zona del Morellino di Scansano.

Oggi Sergio Zingarelli è anche presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, custode di una delle tradizioni più belle della Toscana. Il consorzio si occupa della tutela, della vigilanza e della valorizzazione della denominazione Chianti Classico. L’intera filiera, dalla produzione delle uve all’imbottigliamento del prodotto, è sottoposta ad un sistema di tracciabilità, i cui dati vengono inseriti in un database informatizzato di pubblica fruibilità. Un sistema che permette ai consumatori di tutto il mondo di verificare la provenienza della bottiglia che hanno acquistato.

(Rocca delle Macìe Dal cinema ai grandi abbinamenti)

Un’azienda relativamente giovane, la cui cantina ha però una capienza totale di circa 60mila ettolitri di cui oltre 7mila dedicati alle botti di rovere (di Slavonia e francese), alle piccole e pregiate barrique e ai caratteristici “caratelli” da Vin Santo. È interessante sapere che, secondo la metodologia di produzione tradizionale, i caratelli utilizzati avevano una capienza ridotta, di soli 15-50 litri. I caratelli destinati al contenimento del mosto venivano svuotati del Vin Santo prodotto nell’annata precedente solo poco prima del travaso del nuovo mosto, e facendo bene attenzione che il fondo di sedimentazione rimanesse all’interno dei caratelli stessi. In questo modo si preservavano i lieviti responsabili della fermentazione del mosto, detti “madre del Vin Santo”, ritenuti indispensabili per l’ottenimento di un vino di buona qualità. La cosiddetta “madre” del Vin Santo di Rocca delle Macìe, quell’insieme di lieviti e microrganismi che di anno in anno garantiscono la fermentazione dei mosti, risale a prima degli anni Settanta. Italo iniziò, infatti, a produrre le prime bottiglie sin da subito con i caratelli utilizzati dai mezzadri che vivevano nelle tenute acquistate e che da sempre lo avevano prodotto.

Questo Vin Santo del Chianti Doc 2011 (Trebbiano e Malvasia del Chianti) si presenta con un colore giallo ambra brillante e sfumature giallo ambra, trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di uva passa, fico secco e mandorle seguite da aromi di tabacco, miele, canditi, caramello. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e morbido, comunque equilibrato dall’alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole freschezza. Durante una maturazione di almeno 3 anni in caratelli, il Vin Santo acquisisce naturalmente il suo grado alcolico pur mantenendo un certo livello zuccherino che aiuta lo sviluppo delle particolari caratteristiche organolettiche.

(Rocca delle Macìe Dal cinema ai grandi abbinamenti)

Ottimo vino da dessert, indicato da solo o in accompagnamento a dolci secchi ma anche in abbinamento ai puff di grande carattere che si misurano sia nella forza che nell’intensità e nella buona persistenza, capace di confrontarsi alla pari con vini eccellenti e di gran classe che privilegiano finezza, come in questo caso. In bocca l’abbinamento ci regala gusti armonici: dolce, acidulo, tannico e speziato ben bilanciati tra di loro, con ritorni piacevoli di uva passa, fico secco e mandorla nel finale.

Per informazioni: www.roccadellemacie.com