
Eventi brassicoli, quali scegliere? I consigli dell'esperto Manuele Colonna
Gli eventi dedicati alla birra sono sempre più numerosi e a volte decidere a quali partecipare diventa complicato, finendo così per scegliere la manifestazione meno distante da casa. La domanda è se esistano appuntamenti brassicoli tanto lodevoli da definirsi degni dei chilometri percorsi per parteciparvi
03 novembre 2018 alle ore 09:19
Abbiamo fatto due chiacchiere in merito con il publican Manuele Colonna, il cui cognome non a caso rappresenta autorevolezza e serietà quando è di birra che si parla.

Si è appena concluso EurHop, ci racconti cos'è, come è nato e soprattutto com'è andata?
EurHop è nato dall’amicizia e dalla collaborazione che da anni abbiamo con i ragazzi di Publigiovane Eventi, clienti del mio locale da tre lustri e appassionati di birra artigianale. L'idea è quella di mettere a frutto le nostre reciproche esperienze per creare una sorta di gigantesco pub dove poter trovare birre rare e accuratamente selezionate. È un evento sempre in crescita e quest'anno ha battuto ogni record di presenze.
L'edizione 2018 “Ne berremo di tutti i colori” pare abbia soddisfatto molti, tu che ruolo hai in EurHop? Secondo te cosa manca ancora?
Io faccio semplicemente il selezionatore: scelgo i birrifici sia italiani che stranieri da invitare e ogni tanto mi permetto di suggerire qualche miglioria in base alle mie esperienze che ho raccolto nei vari festival europei.

Quali altri appuntamenti a tema hai organizzato e/o organizzi?
Sicuramente è da citare il FrankenBierFest che organizziamo sempre con Publigiovane a Villa Torlonia ogni aprile, con una selezione di birrifici rurali o familiari provenienti da una piccola zona della Germania chiamata Franconia, famosa per il numero incredibile di questi piccoli e particolari birrifici. Organizziamo anche Birre Sotto l'Albero, che da ormai dodici edizioni è la rassegna che porta a Roma le migliori birre stagionali dedicate al Natale da tutto il mondo, è più un happening con birrai e amici che svolgiamo a via Benedetta fra il Ma Che Siete Venuti a Fa e il Bir&Fud, piuttosto che un festival vero e proprio.
In che direzione vanno gli eventi dedicati alla birra in Italia e in Europa? A tuo avviso sono validi? Ci fai degli esempi con i migliori?
È un momento forse di riflessione per il nostro settore, non è più così scontato organizzare un festival sulla birra artigianale ed avere successo, come accadeva fino a qualche anno fa. Il pubblico è ora più consapevole e sa scegliere, riconoscendo subito quelli pessimi da quelli che propongono comunque qualcosa per il quale valga la pena partecipare. Sicuramente in Italia c'è l'Arrogant Sour Festival, organizzato dall'amico e collega Alessandro Belli dell'Arrogant Pub di Reggio Emilia, rassegna che propone il meglio a livello internazionale di birre sour, con fermentazione spontanea, passaggi in botte e altre particolarità che fanno unico questo festival. In Europa ce ne sono tanti, sicuramente l'evento più atteso è il Mikkeller Beer Celebration di Copenaghen, che racchiude il gotha del mondo craft internazionale e dove i biglietti per le diverse sessioni hanno prezzi elevatissimi, festival anche questo che gode attualmente di grande salute, dimostrando che quando le cose si fanno per bene, ben difficilmente si andrà verso un calo delle affluenze.

Come si organizza un evento di tutto rispetto?
Con esperienza. Il viaggiare, confrontarsi con altri eventi, innanzitutto avere una giusta e vasta rete di contatti aiuta. Poi sicuramente il viverlo da cliente, cioè immedesimarsi in tutte quelle che potrebbero essere le problematiche del visitatore, per rendere l'esperienza piacevole e (per quanto possibile) serena e non caotica.
A chi servono gli eventi brassicoli? In realtà per chi vengono organizzati?
I nostri, come anche il citato Arrogant Sour, mettono a disposizione una scelta di birre unica e soprattutto la possibilità di confrontarsi con i birrai. Si può quindi soddisfare la propria curiosità, farsi idee ben precise su cosa si stia bevendo ed in questo modo cerchiamo di offrire una maggiore consapevolezza sul nostro settore, diventando qualcosa di più di un semplice appuntamento con amici per andare a bersi una birra. È a 360 gradi: è fatto per i "geeks" birrari che già hanno esperienza da vendere ed è fatto per il novizio che vuole avvicinarsi al mondo della birra artigianale potendosi confrontare con chi realmente è al centro della produzione stessa.

Quali grandi eventi a cui partecipare nei prossimi mesi?
Dopo ogni Eurhop personalmente affronto una crisi di rigetto che mi vorrebbe chiuso in casa per una settimana a riprendermi, ma gli eventi sulla birra sono ancora infiniti. Io intanto penso al nostro Birre Sotto l'Albero di Natale.

Si è appena concluso EurHop, ci racconti cos'è, come è nato e soprattutto com'è andata?
EurHop è nato dall’amicizia e dalla collaborazione che da anni abbiamo con i ragazzi di Publigiovane Eventi, clienti del mio locale da tre lustri e appassionati di birra artigianale. L'idea è quella di mettere a frutto le nostre reciproche esperienze per creare una sorta di gigantesco pub dove poter trovare birre rare e accuratamente selezionate. È un evento sempre in crescita e quest'anno ha battuto ogni record di presenze.
L'edizione 2018 “Ne berremo di tutti i colori” pare abbia soddisfatto molti, tu che ruolo hai in EurHop? Secondo te cosa manca ancora?
Io faccio semplicemente il selezionatore: scelgo i birrifici sia italiani che stranieri da invitare e ogni tanto mi permetto di suggerire qualche miglioria in base alle mie esperienze che ho raccolto nei vari festival europei.

Quali altri appuntamenti a tema hai organizzato e/o organizzi?
Sicuramente è da citare il FrankenBierFest che organizziamo sempre con Publigiovane a Villa Torlonia ogni aprile, con una selezione di birrifici rurali o familiari provenienti da una piccola zona della Germania chiamata Franconia, famosa per il numero incredibile di questi piccoli e particolari birrifici. Organizziamo anche Birre Sotto l'Albero, che da ormai dodici edizioni è la rassegna che porta a Roma le migliori birre stagionali dedicate al Natale da tutto il mondo, è più un happening con birrai e amici che svolgiamo a via Benedetta fra il Ma Che Siete Venuti a Fa e il Bir&Fud, piuttosto che un festival vero e proprio.
In che direzione vanno gli eventi dedicati alla birra in Italia e in Europa? A tuo avviso sono validi? Ci fai degli esempi con i migliori?
È un momento forse di riflessione per il nostro settore, non è più così scontato organizzare un festival sulla birra artigianale ed avere successo, come accadeva fino a qualche anno fa. Il pubblico è ora più consapevole e sa scegliere, riconoscendo subito quelli pessimi da quelli che propongono comunque qualcosa per il quale valga la pena partecipare. Sicuramente in Italia c'è l'Arrogant Sour Festival, organizzato dall'amico e collega Alessandro Belli dell'Arrogant Pub di Reggio Emilia, rassegna che propone il meglio a livello internazionale di birre sour, con fermentazione spontanea, passaggi in botte e altre particolarità che fanno unico questo festival. In Europa ce ne sono tanti, sicuramente l'evento più atteso è il Mikkeller Beer Celebration di Copenaghen, che racchiude il gotha del mondo craft internazionale e dove i biglietti per le diverse sessioni hanno prezzi elevatissimi, festival anche questo che gode attualmente di grande salute, dimostrando che quando le cose si fanno per bene, ben difficilmente si andrà verso un calo delle affluenze.

Come si organizza un evento di tutto rispetto?
Con esperienza. Il viaggiare, confrontarsi con altri eventi, innanzitutto avere una giusta e vasta rete di contatti aiuta. Poi sicuramente il viverlo da cliente, cioè immedesimarsi in tutte quelle che potrebbero essere le problematiche del visitatore, per rendere l'esperienza piacevole e (per quanto possibile) serena e non caotica.
A chi servono gli eventi brassicoli? In realtà per chi vengono organizzati?
I nostri, come anche il citato Arrogant Sour, mettono a disposizione una scelta di birre unica e soprattutto la possibilità di confrontarsi con i birrai. Si può quindi soddisfare la propria curiosità, farsi idee ben precise su cosa si stia bevendo ed in questo modo cerchiamo di offrire una maggiore consapevolezza sul nostro settore, diventando qualcosa di più di un semplice appuntamento con amici per andare a bersi una birra. È a 360 gradi: è fatto per i "geeks" birrari che già hanno esperienza da vendere ed è fatto per il novizio che vuole avvicinarsi al mondo della birra artigianale potendosi confrontare con chi realmente è al centro della produzione stessa.

Quali grandi eventi a cui partecipare nei prossimi mesi?
Dopo ogni Eurhop personalmente affronto una crisi di rigetto che mi vorrebbe chiuso in casa per una settimana a riprendermi, ma gli eventi sulla birra sono ancora infiniti. Io intanto penso al nostro Birre Sotto l'Albero di Natale.


