Sul tappeto rosso della Kurhaus per raggiungere The Circle troviamo per la quarta volta Casa Sannio in collaborazione con Valisannio, azienda speciale della Camera di Commercio di Benevento, un luogo dove è possibile degustare etichette ottenute da uve Aglianico e Falanghina, ma anche Coda di volpe, Piedirosso e Barbera accompagnate da prodotti e piatti tipici sanniti creati per l’occasione dallo chef Daniele Luongo, come l’apprezzata zuppa di cardone, preparazione della tradizione natalizia. Ed ancora l’Istituto del Vermouth di Torino dove i visitatori hanno la possibilità di degustare e conoscere la storia di questa eccellenza piemontese con la guida di Nicola Mancinone, giovane barman esperto del prodotto.

(Merano WineFestival Tra novità e conferme edizione positiva)

Piacevole l’idea di The Circle: People, Lands, Experiences, per la prima volta il fuori salone della manifestazione, nato da un’idea di Manuela Popolizio, Federica Capobianco e Francesco Bruno Fadda sviluppato in stretta collaborazione con l’organizzazione della manifestazione. Si tratta di un nuovo spazio di 450 mq in piazza della Rena a pochi passi dal Kurhaus, palcoscenico di piacevolezze fin dal mattino con una tazzina di caffè, pane appena sfornato ed un burroso panettone.

Diventa nel corso della giornata sala per degustazioni, come quelle organizzate dal Consorzio del Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato, vetrina per gli autoctoni di Puglia a cura del Movimento turismo del vino della regione, emozionante verticale di Vernaccia di Oristano di Silvio Carta (annate dal 1968 al 2001), show-cooking, firmato dagli chef Mirko Margheri, Roberto Ottone, Walter Ferretto e Mariano Chiarelli. Ed ancora salotto per incontri con piccoli produttori di tipicità, vignaioli e pizzaioli fra i più conosciuti che si trasforma dopo la chiusura in uno spazio Lounge per rilassarsi con un buon drink ascoltando musica live o fumando un sigaro nell’area fumoir esterna.

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Nella Gourmet Arena che occupa la Passerpromenade, il famoso tratto di passeggiata lungo il fiume Passirio, si trova la nuova area espositiva, Spirit Experience, dedicata agli appassionati di cocktail e superalcolici. Tra le curiosità i prodotti della unica distilleria di whisky in Italia, Puni situata a Glorenza, in Val Venosta. La loro produzione iniziata nel 2012 con l’utilizzo di tre tipi di cereali maltati, segale e grano provenienti dalla Valle, già conosciuta nel Medioevo come il granaio del Tirolo, ed orzo.

Anche il nome della distilleria vuole essere un omaggio al territorio e ad un altro fondamentale elemento, l’acqua. Il rio Puni è il fiume alpino che attraversa la valle prima di sfociare nell’Adige. Per la maturazione dei loro prodotti vengono utilizzati i bunker militari della seconda guerra mondiale in botti diverse per le diverse espressioni di prodotto. Tra eccellenze che vanno dai salumi agli aceti, alle conserve ai latticini ed alle birre scopriamo le ostriche selvatiche del mare di Wadden (Olanda).

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Si tratta di ostriche di origine giapponese raccolte a mano nel mare di Wadden inserito tra i patrimoni dell'umanità dell’Unesco per il suo valore naturale. Tra le creazioni gourmet anche insoliti biscotti, dolci e salati, realizzati artigianalmente da un laboratorio di Fano nelle Marche: Fettina alle visciole di Cantiano e Coriandolo da provare in abbinamento ad un Vernaccia di Serrapetrona Docg, ma anche con una birra Doppelbock densa, corposa, dal deciso sapore di malto, con note tostate di caramello, piacevole con uno dei più pregiati tè bianchi, il Silky Silver Needle, dal gusto delicato, raffinato e dolcemente setoso.

Deliziosa La fettina di mais al formaggio blu e noci pecan consigliata in abbinamento con un bianco, caratterizzato da una buona morbidezza e sapidità (Riesling, Pinot Bianco, Gavi), oppure con un rosso ben strutturato, altrettanto morbido ed invecchiato (Barolo, Gattinara, Chianti Classico Riserva) oppure con una birra artigianale belga, d’abbazia, strutturata, con sentori affumicati e finale leggermente amarognolo (Trappista; Dubbel/Double), ma il formaggio erborinato richiede un tè dall’aroma complesso e deciso come il tè nero indiano Darjeeling oppure più dolce come il tè Oolong Dong Pian.

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Una esperienza sensoriale rappresentata da 350 produttori provenienti da tutte le parti d’Italia, circa 120 viticoltori biologici e biodinamici, 20 consorzi del vino, una prima volta anche uno spazio dedicato ai vini rosati allestito in sala Czerny dove protagonisti sono i prodotti dei territori storicamente vocati alla produzione dei rosati i cui consorzi di tutela lo scorso aprile hanno siglato il “Patto del Rosé” per la promozione unitaria della cultura del rosato, in Italia e all’estero. Un centinaio di etichette tra Chiaretto di Bardolino, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Salice Salentino Rosato.
 
Al Teatro Puccini si è svolta la presentazione della nuova edizione della guida Vinibuoni d’Italia 2019 edita da Touring Club Italiano che vede Alessandro Scorsone, già responsabile delle sezione Perlage, affiancare, come curatore nazionale, Mario Busso, ideatore della Guida. Una foliazione, che passa da 752 a 774 pagine, 1.724 le aziende recensite, per oltre 5.700 vini che rappresentano il meglio della produzione enologica italiana, frutto di selezioni rigorose tutte a bottiglia coperta, su una campionatura ricevuta di oltre 26.000 etichette, svolte a livello territoriale dai coordinatori regionali. Con l’occasione sono stati consegnati i premi in ricordo di Michele D’Innella, a Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, Marco Simonit, che ha codificato le corrette regole di potatura della vite e Luciano Ferraro, caporedattore centrale del Corriere della Sera.

Per informazioni: www.meranowinefestival.com