Alla metà di ottobre (periodo di redazione di questo articolo) non tutti gli annuari di settore hanno svelato i loro riconoscimenti apicali, anche se sappiamo che molte di queste pubblicazioni segmentano da tempo i massimi punteggi ricorrendo all’attribuzione di premi speciali come elemento di distinzione nell’ambito delle valutazioni di punta. Ma questo non basta più di fronte al proliferare di diplomi e trofei.

(Vini al top sulle Guide Una certa idea di perfezione)

La scala centesimale rappresenta lo strumento più selettivo a disposizione di chi voglia graduare il concetto di eccellenza. Il carattere di eccezionalità insito in una quotazione di 100/100, indice di un’idea di perfezione organolettica non disgiunta da un’irripetibile componente emozionale, merita una particolare sottolineatura.

Le “bibbie enologiche” che hanno bollinato un vino con il top ranking sono al momento due, ovvero la Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2019 curata da Daniele Cernilli e la Guida Oro I Vini di Veronelli 2019 curata da Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello. A potersi fregiare della classificazione di 100/100 sono il Bolgheri Sassicaia 2015 di Tenuta San Guido per “DoctorWine” e il Barolo Bussia Riserva Granbussia 2009 Poderi Aldo Conterno per il team del Seminario Veronelli. Rossi iconici, destinati ad accendere l’eterno duello Toscana/Piemonte ma, quel che più conta, a coagulare consensi diffusi ed alimentare la cantina dei sogni di ogni vero appassionato.