“Emozioni dal Mondo” visto dalla giuria. Il delicato ruolo di assegnare punti ai vini
Da cinque anni sono nella giuria di “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet insieme”, concorso enologico internazionale organizzato dal Consorzio di Tutela Valcalepio e la cooperativa Vignaioli Bergamaschi
Quest’anno ve lo voglio raccontare dall’interno. Premetto che Valcalepio è il territorio del bergamasco che costituisce quella lunga e stretta fascia pedemontana che si estende per circa 70 chilometri tra i fiumi Adda e Oglio. Culturalmente la Valcalepio rappresenta il polmone verde della provincia di Bergamo ove la vite ha un ruolo importante e riesce a trarre dal terroir caratteristiche uniche di sapidità, struttura e personalità. Ciò che inoltre caratterizza questo territorio votato alla viticoltura e lo rende unico e speciale è la miriade di chiese, abazie e castelli medievali, retaggio di una storia ricca e fiorente legata al condottiero medievale Bartolomeo Colleoni la cui figura costituisce l’emblema del Consorzio Tutela Valcalepio. Rappresenta altresì un territorio dove l’industria e l’artigianato hanno un ruolo importantissimo.

Fu Sergio Cantoni, direttore del Consorzio dal 2014 presieduto da Emanuele Medolago Albani, a volere questo concorso ma credo che neppure lui nel 2005 poteva immaginarne l’evoluzione e il successo, che sarebbe diventato il riferimento del settore enologico della zona, il motore per un costante miglioramento della qualità, il mezzo di paragone che permetta ai produttori di confrontarsi con i vini di altre regioni e nazioni, lo sprone per ottenere medaglie e quindi maggiore commerciabilità.

Il Concorso ha altresì un grande merito: far conoscere il territorio agli oltre 80 giurati, molti dei quali giornalisti, provenienti da decine di nazioni, quest’anno 31. Infatti quasi ogni anno il Concorso si svolge in comuni diversi, in immobili spesso di pregio, la cena di gala si tiene in strutture che ogni anno cambiano e fattore più importante il pomeriggio dopo la degustazione dei vini in concorso, si effettuano visite per far conoscere la realtà produttiva non solo vinicola della Valcalepio. Mentre negli anni passati si sono svolte visite e degustazioni in differenti cantine, quest’anno i giurati sono stati ospiti del caseificio Arrigoni a Pagazzano.
Arrigoni è un’azienda di famiglia, alla quarta generazione, che è diventata il primo produttore di Taleggio e di Quartirolo, quindi al mondo in quanto questi formaggi Dop sono prodotti solo in Italia, oltre ad essere tra i primi 5 a produrre Gorgonzola, anch’esso Dop. Pertanto una realtà a dimensione industriale che però prende spunto dall’artigianalità dei suoi processi, che seleziona e certifica il latte da cui ricavare tutta la produzione affinché risulti eccellente non solo analiticamente ma specialmente per le qualità organolettiche.

Il giorno prima del concorso i giurati che erano arrivati in tempo hanno effettuato un percorso guidato alla scoperta di Bergamo Alta, splendido borgo di origine medioevale ricco di storia, di monumenti, di fascino. Successivamente c’è stato un incontro-briefing in cui si sono puntualizzati alcuni punti relativamente al Concorso. Per tutto l’evento Sara Cantoni ha svolto impeccabilmente il compito di pr e di traduttrice nella lingua inglese.
Ha iniziato Luigi Odello, docente di Analisi Sensoriale, fondatore e presidente del Centro Studi Assaggiatori che da sempre ha curato il settore scientifico e statistico del Concorso. Odello ha puntualizzato che esso non serve solo a dare medaglie ma anche a verificare le tendenze e i gusti del mercato rappresentato dalla composizione internazionale della giuria formata da tecnici, docenti, enologi, distributori, esperti, giornalisti. È svolto sotto l’egida dell’Oiv, Organizzazione internazionale della vigna e del vino, di cui deve rispettare le regole, anche se alcune di esse, come anche la scheda di valutazione, dovrebbero evolversi, per esempio il taglio dei voti più alto e più basso di ogni giuria non è statisticamente accettabile, si dovrebbe tener conto dei voti di tutti i giurati. A proposito di giurati il prof. ci ha invitati a differenziare i punteggi dei vari campioni onde far emergere e distinguere i meritevoli.

L’enologo Guido Baldeschi, funzionario a Parigi dell’Oiv che ha svolto i compiti di commissario Oiv e di giurato, ha sottolineato l’importanza di ottenere una medaglia perchè oltre all’utilizzo commerciale serve a far crescere la bontà di un vino.
Successivamente ha preso la parola Sergio Cantoni: «Abbiamo chiamato questo concorso Emozioni dal Mondo in quanto vogliamo che la competizione non poggi solo su parametri e valori tecnici bensì auspichiamo che il vino che si degusta riesca ad emozionare, ad entusiasmare. Da qualche anno abbiamo istituito i premi della stampa e si è notato che i giornalisti riescono più ad emozionarsi dando quindi punteggi più alti. Si cerca anche di rinnovare le giurie per cui quest’anno il 20% dei componenti e 2 presidenti sono nuovi».

Anche lui ha spronato a differenziare quanto più possibile i parametri di valutazione anche se alla fine del Concorso si è ottenuto il risultato che nelle 74 medaglie, tra l’altro tutte d’oro, lo scarto massimo è stato di soli 5,6 punti e ci sono stati ben 8 campioni ex equo. Ma questo, secondo il mio modestissimo parere, è dovuto principalmente alla vetustà della scheda incapace di esprimere ormai le qualità di un vino, ma di questo ne parleremo un’altra volta. Infine ci sono stati i saluti da parte Giorgio Lazzari segretario dell’Associazione Strada del Vino e dei Sapori della Valcalepio.
La cena di gala si è svolta nell’elegante struttura de Il Fontanile a Gandosso di proprietà dell’azienda Tallarini, produttrice di vino.
Sabato, come ogni anno, c’è stato un interessantissimo convegno tecnico-scientifico che questa volta ha trattato il tema “Uno sguardo sul futuro della sostenibilità vitivinicola. Dalla genetica all’analisi sensoriale”. Per l’importanza e l’interesse delle relazioni e per non tediarvi ulteriormente ne diremo in altra occasione.
Per concludere dopo la proclamazione dei vincitori c’è stato il relativo banco di assaggio tenuto nella storica ed affascinate sede di Palazzo Terzi, uno dei più importanti di Bergamo alta.
Per informazioni: www.emozionidalmondo.it

Fu Sergio Cantoni, direttore del Consorzio dal 2014 presieduto da Emanuele Medolago Albani, a volere questo concorso ma credo che neppure lui nel 2005 poteva immaginarne l’evoluzione e il successo, che sarebbe diventato il riferimento del settore enologico della zona, il motore per un costante miglioramento della qualità, il mezzo di paragone che permetta ai produttori di confrontarsi con i vini di altre regioni e nazioni, lo sprone per ottenere medaglie e quindi maggiore commerciabilità.

Il Concorso ha altresì un grande merito: far conoscere il territorio agli oltre 80 giurati, molti dei quali giornalisti, provenienti da decine di nazioni, quest’anno 31. Infatti quasi ogni anno il Concorso si svolge in comuni diversi, in immobili spesso di pregio, la cena di gala si tiene in strutture che ogni anno cambiano e fattore più importante il pomeriggio dopo la degustazione dei vini in concorso, si effettuano visite per far conoscere la realtà produttiva non solo vinicola della Valcalepio. Mentre negli anni passati si sono svolte visite e degustazioni in differenti cantine, quest’anno i giurati sono stati ospiti del caseificio Arrigoni a Pagazzano.
Arrigoni è un’azienda di famiglia, alla quarta generazione, che è diventata il primo produttore di Taleggio e di Quartirolo, quindi al mondo in quanto questi formaggi Dop sono prodotti solo in Italia, oltre ad essere tra i primi 5 a produrre Gorgonzola, anch’esso Dop. Pertanto una realtà a dimensione industriale che però prende spunto dall’artigianalità dei suoi processi, che seleziona e certifica il latte da cui ricavare tutta la produzione affinché risulti eccellente non solo analiticamente ma specialmente per le qualità organolettiche.

Il giorno prima del concorso i giurati che erano arrivati in tempo hanno effettuato un percorso guidato alla scoperta di Bergamo Alta, splendido borgo di origine medioevale ricco di storia, di monumenti, di fascino. Successivamente c’è stato un incontro-briefing in cui si sono puntualizzati alcuni punti relativamente al Concorso. Per tutto l’evento Sara Cantoni ha svolto impeccabilmente il compito di pr e di traduttrice nella lingua inglese.
Ha iniziato Luigi Odello, docente di Analisi Sensoriale, fondatore e presidente del Centro Studi Assaggiatori che da sempre ha curato il settore scientifico e statistico del Concorso. Odello ha puntualizzato che esso non serve solo a dare medaglie ma anche a verificare le tendenze e i gusti del mercato rappresentato dalla composizione internazionale della giuria formata da tecnici, docenti, enologi, distributori, esperti, giornalisti. È svolto sotto l’egida dell’Oiv, Organizzazione internazionale della vigna e del vino, di cui deve rispettare le regole, anche se alcune di esse, come anche la scheda di valutazione, dovrebbero evolversi, per esempio il taglio dei voti più alto e più basso di ogni giuria non è statisticamente accettabile, si dovrebbe tener conto dei voti di tutti i giurati. A proposito di giurati il prof. ci ha invitati a differenziare i punteggi dei vari campioni onde far emergere e distinguere i meritevoli.

L’enologo Guido Baldeschi, funzionario a Parigi dell’Oiv che ha svolto i compiti di commissario Oiv e di giurato, ha sottolineato l’importanza di ottenere una medaglia perchè oltre all’utilizzo commerciale serve a far crescere la bontà di un vino.
Successivamente ha preso la parola Sergio Cantoni: «Abbiamo chiamato questo concorso Emozioni dal Mondo in quanto vogliamo che la competizione non poggi solo su parametri e valori tecnici bensì auspichiamo che il vino che si degusta riesca ad emozionare, ad entusiasmare. Da qualche anno abbiamo istituito i premi della stampa e si è notato che i giornalisti riescono più ad emozionarsi dando quindi punteggi più alti. Si cerca anche di rinnovare le giurie per cui quest’anno il 20% dei componenti e 2 presidenti sono nuovi».

Anche lui ha spronato a differenziare quanto più possibile i parametri di valutazione anche se alla fine del Concorso si è ottenuto il risultato che nelle 74 medaglie, tra l’altro tutte d’oro, lo scarto massimo è stato di soli 5,6 punti e ci sono stati ben 8 campioni ex equo. Ma questo, secondo il mio modestissimo parere, è dovuto principalmente alla vetustà della scheda incapace di esprimere ormai le qualità di un vino, ma di questo ne parleremo un’altra volta. Infine ci sono stati i saluti da parte Giorgio Lazzari segretario dell’Associazione Strada del Vino e dei Sapori della Valcalepio.
La cena di gala si è svolta nell’elegante struttura de Il Fontanile a Gandosso di proprietà dell’azienda Tallarini, produttrice di vino.
Sabato, come ogni anno, c’è stato un interessantissimo convegno tecnico-scientifico che questa volta ha trattato il tema “Uno sguardo sul futuro della sostenibilità vitivinicola. Dalla genetica all’analisi sensoriale”. Per l’importanza e l’interesse delle relazioni e per non tediarvi ulteriormente ne diremo in altra occasione.
Per concludere dopo la proclamazione dei vincitori c’è stato il relativo banco di assaggio tenuto nella storica ed affascinate sede di Palazzo Terzi, uno dei più importanti di Bergamo alta.
Per informazioni: www.emozionidalmondo.it

