Novità tra le birre artigianali. Una grape Ale al Moscato di Scanzo
La nuova birra è stata ideata dall’Azienda agricola Pagnoncelli Folcieri, gestita dall'omonima famiglia che inaugura così un'annata davvero speciale. La Grape Ale è prodotta dal mosto di Moscato di Scanzo
Anche le aspettative sulla qualità Moscato di Scanzo 2015, sono molto alte e la produzione potrebbe quasi triplicare raggiungendo oltre 3mila bottiglie da 0,5 l. Potremo dirvi di più appena sarà pronto, indicativamente a marzo. In attesa ecco la birra al Moscato di Scanzo, prodotta a partire da mosto di Moscato di Scanzo dopo appassimento, fermentato due volte e con due lieviti diversi.

«È il prodotto giusto per arricchire la nostra ristrettissima gamma di prodotti - raccontano i Pagnoncelli - fatti tutti a partire da Moscato di Scanzo, di vitigni posti sul Monte Bastia, zona storica e cru del Comune di Scanzorosciate. È anche il prodotto giusto per avvicinare al Moscato di Scanzo, vino passito rosso da vitigno autoctono unico al mondo, così poco conosciuto perfino in provincia di Bergamo, un alto numero di consumatori».
La birra si chiama Mùscat, origine del termine Moscato, il cui significato primo è aromatico. Vi è poi la famosa città antica Muscat, o Mascate, in Oman, area geografica da cui ha origine lo Zibibbo, il Moscato Giallo, madre della maggior parte dei vitigni Moscati. La gradazione è importante, 8,5%, è quindi una birra da pasto, abbinabile a cibi anche saporiti, e ingentilita dalla tipica nota dolce del Moscato di Scanzo. L’etichetta rispecchia il carattere unico e forte del prodotto: sfondo nero e dettaglio “dorato” di un secretaire ottocentesco in ebano e pietre preziose di Villa Pagnoncelli.
«Non abbiamo voluto - aggiunge la famiglia proprietaria - continuare con la tradizione delle etichette che raffigurano gli affreschi della villa (Le nozze di Amore e Psiche sulla bottiglia del Moscato di Scanzo, Il Carro di Cibele sulla Grappa di Moscato di Scanzo firmata da Vittorio Capovilla) perché o dai colori e dai temi troppo gentili, o figurativamente troppo complessi per un prodotto fresco e immediato come la birra. La birra al Moscato di Scanzo nasce dall’idea un nostro cliente, Giacomo Masserini, che abbiamo voluto nominare anche in etichetta. È stato lui, lo scorso anno, a trovare il birrificio giusto e a sperimentare le prime cotte. Il prodotto ci è piaciuto tantissimo, e, in accordo con lui, abbiamo deciso di curarne direttamente la realizzazione. Rispetto al primo esperimento quest’anno si è aumentata la quantità percentuale di mosto di Moscato di Scanzo, portata fino al 10%. Il risultato è una birra ancora più decisa e caratterizzata nei suoi sapori fruttati e nella sua speziatura».
La produzione è affidata al birrificio Alvemar, in provincia di Lecco, con il suo mastro Birraio Giovanni Marsan. «La sintonia con i titolari del birrificio è stata immediata, forse perchè entrambe le nostre realtà hanno dimensioni minime, che costringono fortunatamente alla lavorazione artigianale, e realizzano birre su misura: sono un po' il nostro alter-ego, ci siamo trovati e capiti al volo».
Per informazioni: www.moscatopagnoncelli.com

«È il prodotto giusto per arricchire la nostra ristrettissima gamma di prodotti - raccontano i Pagnoncelli - fatti tutti a partire da Moscato di Scanzo, di vitigni posti sul Monte Bastia, zona storica e cru del Comune di Scanzorosciate. È anche il prodotto giusto per avvicinare al Moscato di Scanzo, vino passito rosso da vitigno autoctono unico al mondo, così poco conosciuto perfino in provincia di Bergamo, un alto numero di consumatori».
La birra si chiama Mùscat, origine del termine Moscato, il cui significato primo è aromatico. Vi è poi la famosa città antica Muscat, o Mascate, in Oman, area geografica da cui ha origine lo Zibibbo, il Moscato Giallo, madre della maggior parte dei vitigni Moscati. La gradazione è importante, 8,5%, è quindi una birra da pasto, abbinabile a cibi anche saporiti, e ingentilita dalla tipica nota dolce del Moscato di Scanzo. L’etichetta rispecchia il carattere unico e forte del prodotto: sfondo nero e dettaglio “dorato” di un secretaire ottocentesco in ebano e pietre preziose di Villa Pagnoncelli.
«Non abbiamo voluto - aggiunge la famiglia proprietaria - continuare con la tradizione delle etichette che raffigurano gli affreschi della villa (Le nozze di Amore e Psiche sulla bottiglia del Moscato di Scanzo, Il Carro di Cibele sulla Grappa di Moscato di Scanzo firmata da Vittorio Capovilla) perché o dai colori e dai temi troppo gentili, o figurativamente troppo complessi per un prodotto fresco e immediato come la birra. La birra al Moscato di Scanzo nasce dall’idea un nostro cliente, Giacomo Masserini, che abbiamo voluto nominare anche in etichetta. È stato lui, lo scorso anno, a trovare il birrificio giusto e a sperimentare le prime cotte. Il prodotto ci è piaciuto tantissimo, e, in accordo con lui, abbiamo deciso di curarne direttamente la realizzazione. Rispetto al primo esperimento quest’anno si è aumentata la quantità percentuale di mosto di Moscato di Scanzo, portata fino al 10%. Il risultato è una birra ancora più decisa e caratterizzata nei suoi sapori fruttati e nella sua speziatura».
La produzione è affidata al birrificio Alvemar, in provincia di Lecco, con il suo mastro Birraio Giovanni Marsan. «La sintonia con i titolari del birrificio è stata immediata, forse perchè entrambe le nostre realtà hanno dimensioni minime, che costringono fortunatamente alla lavorazione artigianale, e realizzano birre su misura: sono un po' il nostro alter-ego, ci siamo trovati e capiti al volo».
Per informazioni: www.moscatopagnoncelli.com

