Pretty P, la nuova Ipa firmata De Hoorn. Alla base la ricerca di produzioni originali
La nuova birra fa parte del progetto Arthur's Legacy, cresciuto all'interno del birrificio De Hoorn, adibito al gruppo Palm, con lo scopo di creare nuove e originali ricette. A raccontarlo è il gruppo Radeberger
Dopo il successo di White Widow, i birrai di Brouwerij De Hoorn tornano con una nuova ricetta partorita dal progetto Arthur’s Legacy: esce la nuova “one shot”, la Pretty P.Ipa. “Autrice della ricetta è Valerie Theuwis, esperta di luppoli del birrificio De Hoorn, che ha scelto di unire l’ibrido sloveno Styrian Dana con il Mosaic americano, per conferire alla birra sentori speziati intensi e una nota citrica importante. Il risultato finale è totalmente inaspettato: pur seguendo lo stile identificativo delle Belgian Ipa, emerge una leggera acidità, che la rende una delle India Pale Ale più dissetanti al mondo. È una Belgian Ipa fresca e beverina dal corpo leggero e speziato e un volume alcolico relativamente basso (4,5% Vol.)”, si legge sul blog di Quality Beer Academy, l’interessante progetto ideato dalla filiale italiana del Gruppo Radeberger, con un’idea ben precisa: difendere i valori tradizionali della birra attraverso la diffusione della sua cultura.

A partire dal 2016 Quality Beer Academy si arricchisce ulteriormente, con |’ingresso del gruppo Palm, una delle più importanti espressioni della cultura belga della birra: Palm, Rodenbach, De Hoorn, De Gouden Boom e l’Abbazia di SteenBrugge sono i birrifici di riferimento e, insieme a Boon, sono gli unici al mondo a potersi vantare di produrre birre in tutti e quattro i tipi di fermentazione: alta, bassa, mista e spontanea.
E l’Arthur’s Legacy ne è l’esempio, “un progetto nato e cresciuto all’interno del birrificio De Hoorn, adibito dal gruppo Palm - Belgian Craft Brewers alla ricerca e sviluppo di nuove ricette e produzioni originali. Si tratta a tutti gli effetti di un microbirrificio con un passato importante: rinasce infatti nel 2014 sulle ceneri di un vecchio birrificio, nato come locanda nel XVII secolo con Theodore Cornet, cui viene attribuita (e dedicata) la birra Cornet e la tecnica di maturazione su legno di rovere».
Sono stati definiti “architetti” della birra, in grado di dar vita a un progetto unico dedicato alla memoria di Arthur Van Roy, mastro birraio, grande innovatore e visionario. Le produzioni che ne vengono fuori sono frutto di cotte da 10 ettolitri alla volta, sempre con ricette diverse, dove si innalza l’unicità.
Per informazioni: qualitybeeracademy.it

A partire dal 2016 Quality Beer Academy si arricchisce ulteriormente, con |’ingresso del gruppo Palm, una delle più importanti espressioni della cultura belga della birra: Palm, Rodenbach, De Hoorn, De Gouden Boom e l’Abbazia di SteenBrugge sono i birrifici di riferimento e, insieme a Boon, sono gli unici al mondo a potersi vantare di produrre birre in tutti e quattro i tipi di fermentazione: alta, bassa, mista e spontanea.
E l’Arthur’s Legacy ne è l’esempio, “un progetto nato e cresciuto all’interno del birrificio De Hoorn, adibito dal gruppo Palm - Belgian Craft Brewers alla ricerca e sviluppo di nuove ricette e produzioni originali. Si tratta a tutti gli effetti di un microbirrificio con un passato importante: rinasce infatti nel 2014 sulle ceneri di un vecchio birrificio, nato come locanda nel XVII secolo con Theodore Cornet, cui viene attribuita (e dedicata) la birra Cornet e la tecnica di maturazione su legno di rovere».
Sono stati definiti “architetti” della birra, in grado di dar vita a un progetto unico dedicato alla memoria di Arthur Van Roy, mastro birraio, grande innovatore e visionario. Le produzioni che ne vengono fuori sono frutto di cotte da 10 ettolitri alla volta, sempre con ricette diverse, dove si innalza l’unicità.
Per informazioni: qualitybeeracademy.it


