La Franciacorta del 2027 è stato il tema del recente convegno basato sulla ricerca, commissionata al professor Domenico De Masi dal Consorzio di Tutela, che fornisce una fotografia del futuro del territorio. E del futuro della denominazione, potrebbe far parte il vitigno Erbamat, vista l'introduzione della varietà nelle modifiche al disciplinare di quest'anno dove se ne autorizza l'impiego nella cuvée dei Franciacorta (escluso il Satèn) per un massimo del 10%.

(Berlucchi vendemmia l’Erbamat Sarà l'uva della Franciacorta 2027?)

Da alcuni anni Berlucchi, attraverso prove in campo e microvinificazioni, collabora con il Consorzio Franciacorta studiando e sperimentando le potenzialità dell'Erbamat. Il team agronomico aveva quindi sovrainnestato un ettaro di Chardonnay nella porzione orientale del Vigneto Castello. E ora, da Berlucchi è in corso la prima vendemmia dell’uva bianca autoctona Erbamat. I raccoglitori sono al lavoro nel vigneto Castello, un ettaro di vigna biologica sulle balze del maniero medievale di Borgonato. La vendemmia odierna si prospetta generosa per quantità e qualità: i grappoli sono sani e le analisi pre vendemmiali evidenziano acidità ben equilibrata.

(Berlucchi vendemmia l’Erbamat Sarà l'uva della Franciacorta 2027?)

«L’Erbamat - spiega Arturo Ziliani, enologo e ad della Guido Berlucchi - è una varietà piuttosto delicata, che dà il meglio coltivata su terreni asciutti. Soggetta a ustioni, va protetta dai raggi ultravioletti: abbiamo scelto di impiantarla sul versante est della collina del castello, che presenta tra l’altro un suolo privo di ristagni idrici. Matura da metà settembre a ottobre, un mese dopo lo Chardonnay e il Pinot Nero: si propone quindi come una delle risposte franciacortine al cambiamento climatico. Le microvinificazioni degli anni scorsi hanno evidenziato acidità bilanciata, profumi floreali e buona longevità. Con questi presupposti siamo davanti a una varietà sulla quale investire per il futuro del territorio, attingendo dalla tradizione contadina locale».

La coltivazione dell’Erbamat risale agli albori della Franciacorta enologica: lo citò già l’agronomo Agostino Gallo nel suo "Le dieci giornate della vera agricoltura, e piaceri della villa" (1564) come varietà presente anche sulle colline franciacortine.

Per informazioni: www.berlucchi.it