La britannica Thomas Hardy’s Ale “Country winner” ai World Beer Awards
Per la birra britannica arriva altro riconoscimento ai World Beer Awards che conferma la rinascita anche internazionale del marchio storico dopo anni di oblio. È il secondo successo consecutivo come “Country Winner”
Vincere per due volte consecutive il titolo di “Country Winner”, ovvero di migliore birra del Regno Unito nel proprio stile? La Thomas Hardy’s Ale lo ha fatto all’edizione 2017 dei World Beer Awards. La miglior birra in stile barley wine del Regno Unito dunque, eletta a prima della classe da una giuria internazionale, presieduta dal quotato giornalista e scrittore Adrian Tierney Jones.
Un premio prestigioso non soltanto per la sua tipologia e rilievo ma anche e soprattutto perché questa birra sta vivendo una recente seconda vita. Come se circa un decennio di ritiro dalle scene internazionali non possa influire sul ritorno alle scene che contano. Così è stato.
La Thomas fu prodotta per la prima volta nel 1968 all’interno della birreria Eldridge Pope per commemorare il quarantennale della scomparsa del poeta e scrittore britannico Thomas Hardy. L’idea era ottenere una birra speciale, unica, riconoscibile, in grado di passare alla storia. Obiettivo centrato visto che è diventata uno dei barley wine più apprezzati e ricercati del pianeta. L’obiettivo venne centrato sin dall’inizio: forte gradazione alcolica come è nello stile, corpo importante e vellutato, lunghissima persistenza aromatica e grande longevità da portarla a vivere fino a venticinque anni.
Bottiglie numerate e tanta magia ma ad un costo insostenibile, tale da far chiudere nel 1999 i battenti della Eldridge Pope. Fu così che dal successo nacque il mito. La Thomas Hardy’s Ale divenne un oggetto di pregio più che una birra e fu più semplice acquistarla all’asta che in un pub.
Poi l’oblio e ora di nuovo a disposizione degli appassionati con due grandi vittorie, la medaglia conquistata ai World Beer Awards 2017 assume una rilevanza ancor più alta nel panorama birrario internazionale perché lo stile Barley Wine nasce e si afferma proprio in Inghilterra. Dunque complimenti al celebre brewmaster inglese Derek Prentice che è riuscito a interpretare la ricetta nel modo migliore con la Vintage 2016, in attesa della 2017 il cui processo produttivo richiede oltre sei mesi dal momento della cotta a quello dell’effettivo imbottigliamento. Con la maturazione in cantina poi, può solo migliorare. La si attende con asia.
Un premio prestigioso non soltanto per la sua tipologia e rilievo ma anche e soprattutto perché questa birra sta vivendo una recente seconda vita. Come se circa un decennio di ritiro dalle scene internazionali non possa influire sul ritorno alle scene che contano. Così è stato.
La Thomas fu prodotta per la prima volta nel 1968 all’interno della birreria Eldridge Pope per commemorare il quarantennale della scomparsa del poeta e scrittore britannico Thomas Hardy. L’idea era ottenere una birra speciale, unica, riconoscibile, in grado di passare alla storia. Obiettivo centrato visto che è diventata uno dei barley wine più apprezzati e ricercati del pianeta. L’obiettivo venne centrato sin dall’inizio: forte gradazione alcolica come è nello stile, corpo importante e vellutato, lunghissima persistenza aromatica e grande longevità da portarla a vivere fino a venticinque anni.
Bottiglie numerate e tanta magia ma ad un costo insostenibile, tale da far chiudere nel 1999 i battenti della Eldridge Pope. Fu così che dal successo nacque il mito. La Thomas Hardy’s Ale divenne un oggetto di pregio più che una birra e fu più semplice acquistarla all’asta che in un pub.
Poi l’oblio e ora di nuovo a disposizione degli appassionati con due grandi vittorie, la medaglia conquistata ai World Beer Awards 2017 assume una rilevanza ancor più alta nel panorama birrario internazionale perché lo stile Barley Wine nasce e si afferma proprio in Inghilterra. Dunque complimenti al celebre brewmaster inglese Derek Prentice che è riuscito a interpretare la ricetta nel modo migliore con la Vintage 2016, in attesa della 2017 il cui processo produttivo richiede oltre sei mesi dal momento della cotta a quello dell’effettivo imbottigliamento. Con la maturazione in cantina poi, può solo migliorare. La si attende con asia.


