Nasce la prima Vodka siciliana. Opera della Distilleria Giovi
Giovanni Le Fauci non si stanca mai di sperimentare e proprio da uno dei suoi esperimenti è nata la vodka siciliana che si caratterizza per materie prime scelte di altissima qualità e professionalità nella lavorazione
Acqueviti e grappe, sarebbe normale che fossero friulane, venete, piemontesi, insomma distillate nelle fredde regioni nordiche dove antica è questa tradizione. Non ci si aspetta che nel profondo sud, nella calda Sicilia ci sia un distillatore che abbia qualcosa di magico. Infatti Giovanni La Fauci più che un distillatore è uno sperimentatore, uno che da solo con tanta passione e tanta maestria ha sempre creato nuovi prodotti distillando di tutto.

Dalle vinacce di monovitigni per le grappe a tanti tipi di frutta per le acquaviti: ciliegie, mele, fichi d’India, carrube, pesche, melograni, per esempio, tutto è buono per ottenere distillati dai profumi unici, dall’armonia perfetta, anche perché ha la fortuna che la Sicilia produca una materia prima di eccellenza. Come se non bastasse con il suo alcool ottiene anche liquori sublimi.
Giovanni aveva appena dieci anni quando sotto la guida del nonno materno cominciò a distillare mele nonché vino, un gioco per puro divertimento. Si serviva come alambicco di una damigiana da 5 litri in vetro soffiato che adagiava sui carboni ardenti, rimaneva affascinato che da un vino rosso potesse venir fuori un liquido bianco. Con gli anni cominciò a costruirsi gli alambicchi che continuamente modificava ed elaborava per passione. Distillava principalmente frutta che fermentava dentro un frigorifero domestico e di ogni distillazione per non perderne le caratteristiche e la memoria compilava una scheda, oggi tutte raccolte in un archivio storico e conservate in un piccolo museo che Giovanni ha allestito con molte delle sue costruzioni ed altro.
La prima grappa fu di monovitigno 28 anni fa, era di Malvasia di Salina e fu molto apprezzata da Luigi Veronelli che lo spronò a fare di questo suo divertimento una professione. Così nel 1987 a Valdina (Me) nacque la Distilleria Giovi. Oggi La Fauci continua a costruirsi gli alambicchi che sono, in controtendenza, a fuoco diretto; distilla per il suo marchio e per tante blasonate cantine anche del continente che gli mandano le vinacce, preferendo questo piccolo distillatore siciliano ai tanti continentali.

Nel 2015 il noto attore Chazz Palminteri, circa 40 film, oltre 15 serie tv, da bravo americano amante dei drinks, decise di farsi distillare una sua vodka, ingrediente principe di tanti cocktails, e siccome le sue origini sono siciliane si mise in testa di trovare un bravo distillatore nell’Isola. La ricerca non fu lunga anche perché di distillatori in Sicilia ce ne sono veramente pochi e la ricerca portò alla conclusione che l’uomo giusto fosse Giovanni La Fauci, che non si fece scappare l’invito in quanto non aveva mai pensato di fare vodka. Da bravo siciliano andò alla ricerca di ottimi grani duri siculi, anche questo molto facile, li macinò, li inoculò con appositi enzimi per fermentarli e trasformare gli amidi in zuccheri quindi nel suo alambicco discontinuo li distillò per 3 volte ottenendo un alcool trasparente ad 82° che fece affinare per circa 6 mesi in acciaio.
Diluizione con acqua pura di sorgente delle montagne dei Peloritani per ottenere i 40°, nessuna aggiunta tantomeno di zucchero, filtrazione a cartoni, riposo in bottiglia per qualche mese e la Vodka di Palminteri prese la via per gli Usa. Si chiama Bivi, dalla parola siciliana che vuol dire bevi e si trova in tanti bar ed enoteche specie di New York.

Giovanni da poco è affiancato nel suo lavoro dal figlio minore Giuseppe che pensò: perché non fare una Vodka a nostro marchio? Magari differenziandola da Bivi? Studiò la bottiglia, la serigrafia che riporta la testa della Trinacria, la grafica, nasce così la Vodka Premium Giovi che parte dalla stessa miscela di grani antichi siciliani a cui viene aggiunta una percentuale di Tumminia.
Cosa ha di particolare la Vodka Premium Giovi? Su tutto l’esperienza ormai quarantennale e la brillante professionalità di Giovanni, poi l’esclusività della materia prima costituita dai pregiati grani isolani, mentre le Vodka polacche o russe derivano dai più disparati cereali, segale su tutti e da patate, sono distillate in alambicchi a colonna in genere industrialmente in grandi quantità e quasi sempre a sistema continuo. Risultato: Vodka Giovi è particolarmente morbida ed armonica al palato con sentori di macchia mediterranea, di pane secco, di mandorla, di vaniglia, è molto fine, elegante e franca, con la pungenza dell’alcool che nemmeno si avverte.
Per la sua purezza è una vodka speciale per i cocktails ma che si fa apprezzare anche liscia, fredda ma non obbligatoriamente gelata, bevuta a piccoli sorsi e non come una comune vodka ingollandola tutta in un fiato. È in commercio da pochi giorni distribuita da Le Trazzere del Gusto.
Per informazioni: www.distilleriagiovi.it

Giovanni Le Fauci
Dalle vinacce di monovitigni per le grappe a tanti tipi di frutta per le acquaviti: ciliegie, mele, fichi d’India, carrube, pesche, melograni, per esempio, tutto è buono per ottenere distillati dai profumi unici, dall’armonia perfetta, anche perché ha la fortuna che la Sicilia produca una materia prima di eccellenza. Come se non bastasse con il suo alcool ottiene anche liquori sublimi.
Giovanni aveva appena dieci anni quando sotto la guida del nonno materno cominciò a distillare mele nonché vino, un gioco per puro divertimento. Si serviva come alambicco di una damigiana da 5 litri in vetro soffiato che adagiava sui carboni ardenti, rimaneva affascinato che da un vino rosso potesse venir fuori un liquido bianco. Con gli anni cominciò a costruirsi gli alambicchi che continuamente modificava ed elaborava per passione. Distillava principalmente frutta che fermentava dentro un frigorifero domestico e di ogni distillazione per non perderne le caratteristiche e la memoria compilava una scheda, oggi tutte raccolte in un archivio storico e conservate in un piccolo museo che Giovanni ha allestito con molte delle sue costruzioni ed altro.
La prima grappa fu di monovitigno 28 anni fa, era di Malvasia di Salina e fu molto apprezzata da Luigi Veronelli che lo spronò a fare di questo suo divertimento una professione. Così nel 1987 a Valdina (Me) nacque la Distilleria Giovi. Oggi La Fauci continua a costruirsi gli alambicchi che sono, in controtendenza, a fuoco diretto; distilla per il suo marchio e per tante blasonate cantine anche del continente che gli mandano le vinacce, preferendo questo piccolo distillatore siciliano ai tanti continentali.

Nel 2015 il noto attore Chazz Palminteri, circa 40 film, oltre 15 serie tv, da bravo americano amante dei drinks, decise di farsi distillare una sua vodka, ingrediente principe di tanti cocktails, e siccome le sue origini sono siciliane si mise in testa di trovare un bravo distillatore nell’Isola. La ricerca non fu lunga anche perché di distillatori in Sicilia ce ne sono veramente pochi e la ricerca portò alla conclusione che l’uomo giusto fosse Giovanni La Fauci, che non si fece scappare l’invito in quanto non aveva mai pensato di fare vodka. Da bravo siciliano andò alla ricerca di ottimi grani duri siculi, anche questo molto facile, li macinò, li inoculò con appositi enzimi per fermentarli e trasformare gli amidi in zuccheri quindi nel suo alambicco discontinuo li distillò per 3 volte ottenendo un alcool trasparente ad 82° che fece affinare per circa 6 mesi in acciaio.
Diluizione con acqua pura di sorgente delle montagne dei Peloritani per ottenere i 40°, nessuna aggiunta tantomeno di zucchero, filtrazione a cartoni, riposo in bottiglia per qualche mese e la Vodka di Palminteri prese la via per gli Usa. Si chiama Bivi, dalla parola siciliana che vuol dire bevi e si trova in tanti bar ed enoteche specie di New York.

Giovanni da poco è affiancato nel suo lavoro dal figlio minore Giuseppe che pensò: perché non fare una Vodka a nostro marchio? Magari differenziandola da Bivi? Studiò la bottiglia, la serigrafia che riporta la testa della Trinacria, la grafica, nasce così la Vodka Premium Giovi che parte dalla stessa miscela di grani antichi siciliani a cui viene aggiunta una percentuale di Tumminia.
Cosa ha di particolare la Vodka Premium Giovi? Su tutto l’esperienza ormai quarantennale e la brillante professionalità di Giovanni, poi l’esclusività della materia prima costituita dai pregiati grani isolani, mentre le Vodka polacche o russe derivano dai più disparati cereali, segale su tutti e da patate, sono distillate in alambicchi a colonna in genere industrialmente in grandi quantità e quasi sempre a sistema continuo. Risultato: Vodka Giovi è particolarmente morbida ed armonica al palato con sentori di macchia mediterranea, di pane secco, di mandorla, di vaniglia, è molto fine, elegante e franca, con la pungenza dell’alcool che nemmeno si avverte.
Per la sua purezza è una vodka speciale per i cocktails ma che si fa apprezzare anche liscia, fredda ma non obbligatoriamente gelata, bevuta a piccoli sorsi e non come una comune vodka ingollandola tutta in un fiato. È in commercio da pochi giorni distribuita da Le Trazzere del Gusto.
Per informazioni: www.distilleriagiovi.it

