Oltre 200 fra enologi, agronomi, viticoltori e rappresentanti di istituzioni, organizzazioni professionali, associazioni e consorzi Doc del Friuli Venezia Giulia si sono ritrovati presso la Tenuta Cà Vescovo di Terzo d’Aquileia per il tradizionale incontro tecnico di fondamentale importanza, per gli addetti ai lavori, per analizzare i momenti più significativi della campagna viticola 2017 e programmare al meglio le operazioni vendemmiali e di cantina.

Friuli Venezia Giulia, vendemmia difficile Calo della produzione del 15%

Dopo i saluti da parte del direttore dell’azienda, Marco Rabino e del presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, il moderatore dell’evento, Claudio Fabbro, ha presentato i relatori che sono intervenuti di seguito su argomenti specifici e diversificati. Il meteorologo Marco Virgilio ha approfondito la situazione frutto di un bizzarro andamento climatico, che ha preoccupato non poco gli agricoltori e non solo. Gli agronomi Paolo Sivilotti, Gabriele Marchi e Giovanni Bigot hanno sviscerato le diverse problematiche fra i filari, sia fitosanitarie che conseguenti a gelate, grandinate e nubifragi vari.

Il direttore dell’Icqrf (Istituto controllo qualità e repressione frodi) Gianluca Fregolent ha riassunto le normative che dovranno essere osservate in vendemmia e vinificazione. Il saluto del Consorzio Doc Triveneto è stato portato dal presidente Albino Armani e le conclusioni tratte dall’assessore all’agricoltura Cristiano Shaurli, visibilmente soddisfatto per i risultati conseguiti nell’ultimo biennio con il consolidamento del Consorzio Doc Fvg (rappresentato dal suo presidente Pietro Biscontin), l’istituzione del Consorzio interregionale e relativo riconoscimento del Pinot grigio Doc delle Venezie ed infine della positiva ricaduta generale dovuta alla nuova Doc Friuli.

Dopo il dibattito la giornata di lavoro si è conclusa con una degustazione guidata ed abbinata di prodotti tipici territoriali con i vini premiati alla 56ª Selezione Aquileia & Riviera Friulana, nell’ ambito del “Progetto Aqua” coordinato dal direttore generale Ersa Paolo Stefanelli. Dalle relazioni è emerso, tra l’altro, che la quantità di vino prevista per il 2017 dovrebbe essere inferiore del 15% rispetto alla vendemmia 2016 (fu di 1.856.000 hl, dati Istat), portandosi pertanto a 1.577.000 hl circa.

Superati grazie alla professionalità dei viticoltori e l’intervento di tecnici molto preparati i difficili eventi calamitosi (gelata del 21 aprile, grandinate nel Collio Cormonese del 6 agosto, nubifragi e trombe d’aria dalla Bassa friulana-pordenonese al Tarcentino del 10 agosto) dall’11 agosto in poi giornate soleggiate e ventilate, con marcata escursione termica , hanno creato i presupposti per un raccolto di uve perfette, da cui deriveranno vini ricchi di profumi ed aromi, con ottima alcolicità naturale.

L’inverno, in Friuli Venezia Giulia, era cominciato in maniera anomala facendo registrare, alla vigilia di Natale, temperature ben al di sopra dei venti gradi centigradi. Mentre, nei mesi di gennaio e febbraio, la stagione fredda è entrata a pieno titolo toccando, per ben ventinove giorni, temperature al di sotto dello zero termico. I mesi invernali si sono contraddistinti anche da un lungo periodo di siccità, sia in pianura che in montagna, creando notevoli problemi alle riserve idriche. Verso fine marzo le temperature si sono alzate notevolmente e ai primi di aprile, con una settimana di anticipo rispetto lo scorso anno, la vite ha iniziato a germogliare.

All’alba del 21 aprile, quando i tralci erano ben formati e i nuovi grappolini in bella evidenza, il Friuli Venezia Giulia è stato colpito da un’eccezionale gelata che ha interessato una superficie di oltre duemila ettari, pari al 10% dell’intero “Vigneto Friuli”. I maggiori danni da freddo si sono registrati, fortunatamente a macchia di leopardo, nei vigneti di fondo valle e lungo i corsi d’acqua colpendo, in modo particolare, le varietà di Pinot Grigio, Glera, Refosco e Verduzzo.

Nei giorni successivi alla gelata abbiamo avuto un flusso di correnti di aria fredda, con conseguente abbassamento delle temperature medie del periodo, causando un significativo rallentamento nella ripresa vegetativa della vite. Questo andamento climatico ha determinato un ritardo nella fioritura che, di fatto, è iniziata verso il venti maggio, cinque giorni dopo rispetto lo scorso anno.

La fioritura comunque si è svolta con condizioni climatiche favorevoli, sia per le varietà precoci che per quelle tardive. Il proseguo dell’andamento stagionale è stato caratterizzato da giornate di bel tempo intervallate, al momento opportuno, da qualche debole pioggia, situazione questa che ha permesso, sia uno sviluppo regolare dei nuovi grappoli che un ottimo stato fitosanitario della pianta.

Nella seconda decade del mese di luglio, grazie anche al clima estivo favorevole, le varietà precoci hanno cominciato ad invaiare con un anticipo, di circa sette giorni, rispetto lo scorso anno. Anche gli insetti più comuni, come tignole, cicaline e ragnetto rosso, non hanno creato problemi al vignaiolo mentre, si è riscontrata in alcuni vigneti, la presenza di cocciniglie, adeguatamente controllata con metodi biologici.

Nel mese di luglio e fino alla prima decade di agosto, la Regione è stata interessata da più fronti caldi provenienti dal Nord Africa che hanno portato, le temperature dell’aria, a sfiorare i quaranta gradi centigradi. Queste estreme condizioni climatiche hanno favorito il passaggio di fronti perturbati, accompagnati da forti temporali e alcune gradinate. Il pomeriggio del 10 agosto, il Friuli Venezia Giulia, è stato sferzato da un’eccezionale perturbazione, con venti ad oltre 130 chilometri orari, portando un considerevole abbassamento delle temperature e favorendo così delle ottime escursioni termiche, ideali per la componente aromatica dell’uva.

Oggi, possiamo registrare complessivamente un ottimo stato sanitario delle uve dove, una particolare attenzione, la si deve prestare nei vigneti colpiti da fenomeni grandinigeni per evitare problemi legati ai marciumi. L’epoca di vendemmia, sia per le uve destinate alla produzione di base spumante che per quelle precoci quali Pinot Grigio e Pinot Nero, è anticipata di alcuni giorni rispetto allo scorso anno ed è prevista per la terza settimana di agosto.

A seguire si vendemmieranno le uve di Sauvignon, Traminer Aromatico, Chardonnay, Pinot Bianco, Glera (per Prosecco) e Ribolla Gialla. Visto l’andamento climatico, particolarmente aggressivo in Regione (gelata e grandinate), la produzione d’uva viene stimata con un calo del quindici percento, rispetto allo scorso anno, e con una buona resa uva/vino, grazie anche alle precipitazioni di agosto.

I primi dati analitici, delle uve in maturazione, rilevano buone gradazioni zuccherine, con un corredo acido leggermente instabile e un’interessante complessità aromatica. Solo dopo il 15 di settembre dovrebbero iniziare i primi conferimenti di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet Franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (Verduzzo, Refosco e Picolit).

Per quanto riguardano le contrattazioni sul mercato delle uve, c’è un certo interesse per le varietà a bacca bianca e in particolare per Glera, Ribolla Gialla e Sauvignon mentre, per il Pinot Grigio si attendono gli sviluppi della nuova Doc Interregionale “Delle Venezie”. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti percento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot e Cabernet Sauvignon.