Verdicchio di Matelica Doc. Per i 50 anni, 2 giorni di festeggiamenti
50 anni di Doc Verdicchio di Matelica. La cittadina marchigina festeggia con degustazioni, tour, inaugurazioni e una cena di gala curata e diretta dall'eclettico chef de "La Prova del Cuoco" Diego Bongiovanni
In un lontano luglio di 50 anni fa veniva pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Denominazione di origine controllata per il Verdicchio di Matelica, prima nelle marche insieme al Rosso Conero e frutto di un amore spropositato da parte dei produttori per la propria terra, le Marche. Coloro che scrissero il disciplinare fautore della Doc, infatti, sono gli stessi che oggi continuano a portare in Italia e nel mondo il bianco dalle mille sfaccettature ma con un’identità ben precisa.

«La storia del Verdicchio di Matelica - afferma Antonio Centocanti, vicepresidente dei produttori - è fatta di passione e valorizzazione del territorio tramandatoci dai nostri padri. E noi ce ne prendiamo cura ogni giorno cercando di farlo conoscere nel mondo anche e soprattutto attraverso i vini che sono l’espressione ultima del nostro intenso lavoro».
Sono state queste le parole che hanno riassunto la due giorni di festeggiamenti, intitolata “50 anni di Doc. Il tempo che celebra la qualità”. L’evento iniziato la mattina del 21 luglio ha visto susseguirsi degustazioni guidate delle diverse etichette dove i produttori hanno voluto far assaggiare agli esperti di settore le tante e diverse annate così da far arrivare il detto del Verdicchio “un rosso travestito da bianco”, si è poi continuato con la visita alle suggestive colline matelicesi dove a bordo i un minibus si sono raggiunti gli scorci più suggestivi della vallata, poi ciliegina sulla torta della giornata è stata la cena di gala alla presenza delle autorità locali, dei 13 produttori e di esperti di settore tenutasi nella suggestiva Piazza Enrico Mattei animata dal giornalista Paolo Notari e raccontata dallo chef del programma televisivo “La prova del cuoco”, Diego Bongiovanni.

Lo chef si è detto entusiasta di poter dar lustro a un territorio ferito dagli eventi sismici dello scorso agosto e ha trovato ammirevole e invidiabile l’unione e l’affiatamento che contraddistinguono i produttori marchigiani. «È veramente bello - spiega lo chef Bongiovanni - vedere come cosi tanti produttori siano collaborativi tra di loro e abbiano quel senso di unione e passione che sta portando le Marche e i suoi vini molto in alto. Oggi ho potuto percepire veramente un clima di affiatamento - continua lo chef - e senso di responsabilità per un territorio ferito ma che sta ripartendo alla grande».
Il menu di Bongiovanni ha visto alternarsi sei diverse portate con tre antipasti (bufala, salmone affumicato e pesto di rucola; Tonno di coniglio con giardiniera di melanzane; Sformato di zucchine e menta con maionese di pomodoro), due primi (Risotto alla barbabietola con salsa al formaggio di fossa; Tagliolini di campo filone al guanciale con zabaione d’uovo al Verdicchio), un secondo (Petto di faraona lardellata con coulis di mele e cipolle alla sapa) e un dolce (Crescia fojata alle spezie e frutta secca con mousse di zenzero) abbinate a tredici etichette diverse di Verdicchio di Matelica, il tutto curato dall’impeccabile staff del Marchese del Grillo di Fabriano.

Il giorno successivo, 22 luglio, dopo le consuete degustazioni nelle diverse cantine, è stata la volta del taglio del nastro per l’inaugurazione del monumento al Verdicchio di Matelica realizzato dall’artista Andrea Silicati e sito all’ingresso della città. Il momento è stato consono da parte delle autorità per ribadire l’importanza di avere un’identità territoriale e senza dubbio questa scultura ne è un po’ il riassunto.

A seguire il talk show “Sviluppo alternativo firmato verdicchio” coordinato da Carlo Cambi, i laboratori del gusto sul verdicchio di Slow Food e infine in una piazza Enrico Mattei adibita a degustazioni, musica e street food è stato il momento dello spettacolo finale con il comico del programma televisivo “Striscia la Notizia” Dario Ballantini. Festeggiamenti che durano e si ricordano nel tempo, un evento importante per la rinascita del territorio marchigiano che con l’unione di tutti potrà solo che essere il soggetto di un meraviglioso capolavoro.

«La storia del Verdicchio di Matelica - afferma Antonio Centocanti, vicepresidente dei produttori - è fatta di passione e valorizzazione del territorio tramandatoci dai nostri padri. E noi ce ne prendiamo cura ogni giorno cercando di farlo conoscere nel mondo anche e soprattutto attraverso i vini che sono l’espressione ultima del nostro intenso lavoro».
Sono state queste le parole che hanno riassunto la due giorni di festeggiamenti, intitolata “50 anni di Doc. Il tempo che celebra la qualità”. L’evento iniziato la mattina del 21 luglio ha visto susseguirsi degustazioni guidate delle diverse etichette dove i produttori hanno voluto far assaggiare agli esperti di settore le tante e diverse annate così da far arrivare il detto del Verdicchio “un rosso travestito da bianco”, si è poi continuato con la visita alle suggestive colline matelicesi dove a bordo i un minibus si sono raggiunti gli scorci più suggestivi della vallata, poi ciliegina sulla torta della giornata è stata la cena di gala alla presenza delle autorità locali, dei 13 produttori e di esperti di settore tenutasi nella suggestiva Piazza Enrico Mattei animata dal giornalista Paolo Notari e raccontata dallo chef del programma televisivo “La prova del cuoco”, Diego Bongiovanni.

Lo chef si è detto entusiasta di poter dar lustro a un territorio ferito dagli eventi sismici dello scorso agosto e ha trovato ammirevole e invidiabile l’unione e l’affiatamento che contraddistinguono i produttori marchigiani. «È veramente bello - spiega lo chef Bongiovanni - vedere come cosi tanti produttori siano collaborativi tra di loro e abbiano quel senso di unione e passione che sta portando le Marche e i suoi vini molto in alto. Oggi ho potuto percepire veramente un clima di affiatamento - continua lo chef - e senso di responsabilità per un territorio ferito ma che sta ripartendo alla grande».
Il menu di Bongiovanni ha visto alternarsi sei diverse portate con tre antipasti (bufala, salmone affumicato e pesto di rucola; Tonno di coniglio con giardiniera di melanzane; Sformato di zucchine e menta con maionese di pomodoro), due primi (Risotto alla barbabietola con salsa al formaggio di fossa; Tagliolini di campo filone al guanciale con zabaione d’uovo al Verdicchio), un secondo (Petto di faraona lardellata con coulis di mele e cipolle alla sapa) e un dolce (Crescia fojata alle spezie e frutta secca con mousse di zenzero) abbinate a tredici etichette diverse di Verdicchio di Matelica, il tutto curato dall’impeccabile staff del Marchese del Grillo di Fabriano.

Il giorno successivo, 22 luglio, dopo le consuete degustazioni nelle diverse cantine, è stata la volta del taglio del nastro per l’inaugurazione del monumento al Verdicchio di Matelica realizzato dall’artista Andrea Silicati e sito all’ingresso della città. Il momento è stato consono da parte delle autorità per ribadire l’importanza di avere un’identità territoriale e senza dubbio questa scultura ne è un po’ il riassunto.

A seguire il talk show “Sviluppo alternativo firmato verdicchio” coordinato da Carlo Cambi, i laboratori del gusto sul verdicchio di Slow Food e infine in una piazza Enrico Mattei adibita a degustazioni, musica e street food è stato il momento dello spettacolo finale con il comico del programma televisivo “Striscia la Notizia” Dario Ballantini. Festeggiamenti che durano e si ricordano nel tempo, un evento importante per la rinascita del territorio marchigiano che con l’unione di tutti potrà solo che essere il soggetto di un meraviglioso capolavoro.


