Esperienza intensa ed interessante declinata in visite sul territorio, incontri con i produttori, convegni e la possibilità di degustare centinaia di etichette dalla Spagna, Francia e dalla stessa Sardegna. Tutto questo in occasione della 5ª edizione del Concorso enologico internazionale Grenache du Monde, un evento significativo per la Sardegna che ha lasciato un segno proprio nello scambio di esperienze e nella condivisione di progetti di collaborazione tra gli enti organizzatori, Agenzia regionale per l'attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale (Laore), Civr Vins du Roussillon e la regione Sardegna.

Grenache du Monde in Sardegna  sulle tracce dei vitigni nuoresi

Il vitigno Grenache è stato il filo conduttore che ha portato i commissari del Concorso enologico internazionale Grenache du Monde nel Nuorese, alle pendici del Supramonte dove si estende, in territorio di Dorgali, la Valle di Oddoene, un giardino con uliveti rigogliosi e soprattutto vigneti secolari. Questo è uno degli areali con una forte tradizione nella produzione di Cannonau, geologicamente è costituito dal disfacimento granitico che l’erosione del tempo ha portato a valle e su questi depositi si trovano i vigneti delimitati da muretti a secco. Attualmente il vigneto Sardegna è di 27mila ettari con il 70% della produzione costituito da vitigni a bacca rossa, il Cannonau rappresenta il 29,2%.
 
Grande curiosità per la sosta e la degustazione di alcuni prodotti locali, formaggi e salumi, in uno dei tipici ovili supramontani, il pinnettu, un'opera di grande ingegneria derivata dalla tecnologia costruttiva delle capanne nuragiche. Secoli di storia raccontata al Museo etnografico sardo di Nuoro, una decina di sale che ospitano collezioni tra le più preziose del Mediterraneo, tra cui quella del professor Colombini, originario di Montalcino (Si), docente nelle facoltà di Medicina e chirurgia a Sassari e Cagliari tra la fine dell'Ottocento ed il 1913, appassionato cultore delle tradizioni popolari e dell'artigianato della Sardegna, che di fatto è stata il primo nucleo del museo.

Grenache du Monde in Sardegna  sulle tracce dei vitigni nuoresi

Nelle teche scene di vita quotidiana, le processioni, i rituali legati alle feste con numerosi gioielli, amuleti, oggetti di devozione, ex voto di importanti santuari. Per rarità ed interesse storico nell’area dedicata al tessile un piccolo tappeto che la tradizione vuole venisse utilizzato per deporvi i defunti in occasione del rito funebre. Vasta raccolta di abbigliamento popolare maschili, femminili e qualche capo d'abbigliamento infantile, circa 80 tutti autentici e realmente utilizzati prima dell'acquisizione museale, sono rappresentativi delle tipologie delle diverse subregioni storico-geografiche dell'isola.

Il museo conserva oltre 600 varietà di pani tradizionali, vere e proprie opere d’arte. Inaspettata ed emozionante l’esibizione del gruppo dei Mamuthones di Mamoiada e del coro polifonico di Nuoro. Altro momento di interesse la visita al complesso nuragico di Barumini in provincia di Medio Campidano riconosciuto dall’Unesco sito patrimonio dell’umanità per essere l’esempio più completo e meglio conservato di nuraghe.

Ad Alghero presso Lo Quarter si è tenuto un momento di approfondimento sulle diverse espressioni del Cannonau-Grenaches nel mondo e di confronto sull’evoluzione climatica e gestione idrica. Gianni Lovicu, ricercatore di Agris Sardegna, ha concentrato il suo intervento sulle origini della viticoltura sarda, dai ritrovamenti di vinaccioli di vite coltivata nel Pozzo sa Osa (provincia di Oristano) risalenti al XIV secolo a.C., ai legami che i nuragici avevano con il resto del Mediterraneo nell'età del bronzo, come dimostrano le analisi di anfore vinarie ritrovate a Cartagine e il carico di una nave fenicia recuperata nel 2014 vicino a Malta. Angelo Costacurta dell'Accademia italiana della vite e del vino ha raccontato la storia dei grenaches e della loro diffusione in Spagna, in Francia e degli scambi che si sono susseguiti nel tempo. Un argomento difficile, ma affascinante.

Grenache du Monde in Sardegna  sulle tracce dei vitigni nuoresi

Mariano Murro (Assoenologi Sardegna) ha illustrato le espressioni del Cannonau di Sardegna con tipologie differenti per colore, aromi e struttura. Hélène Teixidor (Institut coopératif du vin Pyrénées-Roussillon) e Luca Mercenaro (Università di Sassari) hanno parlato delle tecniche di irrigazione in Sardegna e Francia e delle problematiche causate dai cambiamenti climatici. Per finire Torquato Frullio, nutrizionista dell'Università di Sassari, ha ricordato che la Sardegna è stata riconosciuta come prima zona blu a livello mondiale per l’elevato tasso di longevità, soprattutto maschile. Moderazione e dieta corretta con molta frutta e verdura, non più di due bicchieri di vino al giorno, meglio ancora se Cannonau la ricetta della longevità.

Per informazioni: www.grenachesdumonde.com