Vitigno a bacca nera dal nome singolare, anticamente diffuso in diverse zone dell’Italia centrale e meridionale (Campania, Marche, Toscana, Umbria e Puglia), tradizionalmente maritato all’olmo e all’acero. Alcune notizie della sua coltivazione si trovano nei documenti risalenti all'assedio di Ancona del 1167 quando Federico II stabilì il suo quartier generale a Morro d'Alba, scoprendo così questo vino marchigiano.

Lacrima, il vitigno di Morro d'Alba  Speziato al naso, delicato al gusto
foto: Lorenzo Vinci

Oggi è presente soprattutto nelle colline in provincia di Ancona che circondano lo splendido borgo di Morro d’Alba. Alcune ricerche genetiche fanno supporre la parentela con l’aleatico, antico vitigno semi-aromatico diffuso soprattutto nelle regioni del centro e sud Italia.

Nel corso dei secoli è stato progressivamente espiantato a causa delle sue caratteristiche di vitigno difficile da coltivare, dal germogliamento precoce e sostituito con altre varietà. Agli inizi degli anni Ottanta alcuni produttori hanno fermato questo processo, portando il vitigno Lacrima (iscritto al Registro nazionale delle varietà di vite dal 1971) all'ottenimento della Doc nel 1985 nelle tipologie base, superiore e passito. Nel 1993 si è costituito anche il Consorzio di tutela.

Originale nel nome perché, a maturazione completa, gli acini tendono a rompersi facendo fuoriuscire delle piccole stille di succo simili al pianto ed altrettanto all’assaggio grazie al suo impatto gusto-olfattivo, delicatamente aromatico. Sono inconfondibili i profumi di sottobosco, fragolina, ciliegia e mora selvatica, rosa, viola che con l'affinamento si evolvono in interessanti speziature come il chiodo di garofano.

A tavola, la lacrima di Morro d’Alba accompagna molto bene i salumi del territorio, i primi piatti al ragù di carne o i secondi piatti di carni bianche. Per la sua delicatezza e i tannini vellutati, non disdegna l’abbinamento tradizionale con il classico brodetto di pesce all’anconetana. Merita un discorso a parte il passito. Nulla a che vedere con il Lacrima Christi della Doc Vesuvio, un bianco prodotto con Piedirosso, Sciascinoso e l'opzione di Aglianico. Neppure con l’uva da tavola Lacrima di Maria.