Vino Nobile a impatto zero. Montepulciano sarà il primo certificato
Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc: «A Montepulciano sono stati tra i primi a capire che investire nel territorio significa guardare al futuro». Il 97% dei consumatori percepisce il Vino Nobile se sostenibile
Anche Piero Di Betto, presidente del consorzio sottolinea: «Un obiettivo che stiamo raggiungendo unitariamente con tutte le aziende impegnate da anni su questo fronte», e il consorzio dona 10 alberi per la riforestazione dell’isola di Pantelleria.

Il Vino Nobile di Montepulciano sarà dunque un vino a completo impatto zero. Lo certificherà a breve - si parla di aprile 2018 - una piattaforma progettata dall’Università Marconi di Roma che lavora sui parametri dettati dalla norma Equalitas. Il sistema, che vede impegnate tutte le aziende produttrici di Vino Nobile di Montepulciano, è stato presentato al teatro Poliziano di Montepulciano nel corso del seminario “Nobile e sostenibile”, promosso dai partner del progetto integrato di filiera di cui il consorzio del Vino Nobile è tra i promotori.
«Abbiamo voluto questo primo appuntamento per illustrare le modalità di lavoro in questa fase di raccolta dati - spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Piero Di Betto - per poi tra qualche mese ripresentarci con la certificazione vera e propria con l’obiettivo di diventare, come fu allora per la Docg e il sistema dei controlli nel 1980, la prima denominazione pioniera e modello per altri territori del vino in Italia e non solo».
Il "modello Vino Nobile", così lo ha definito il presidente di Federdoc ed Equalitas, Riccardo Ricci Curbastro: «Qui i produttori e l’amministrazione, insieme al consorzio, hanno capito forse prima di altrove che investire nel territorio e nella sua sostenibilità rappresenta il futuro di quel territorio, dal punto di vista economico perché dal vino si crea un indotto non indifferente e questo è da seguire come un modello per tante altre realtà vitivinicole italiane».
Montepulciano sarà così uno dei primi distretti della sostenibilità italiani e nel mondo ad avere una vera e propria certificazione a riguardo secondo i dettami della norma oggi più completa a livello internazionale, Equalitas. Il progetto è stato realizzato da un gruppo di lavoro partecipato dalla già citata Università Marconi di Roma, la Cia Toscana, Qsr srl di Montepulciano, la Fattoria del Cerro del gruppo Unipol-Sai, la cantina Salcheto ed in qualità di capofila la Vecchia Cantina di Montepulciano.
Da una analisi compiuta dall’Università Marconi di Roma su un campione di mille consumatori, si evince che la sostenibilità rappresenta un valore per il 73,9% degli intervistati. I 2/3 del target coinvolto dichiara di acquistare prodotti sostenibili, in particolare prodotti alimentari bio. Il 41% è consapevole che esistono vini sostenibili e il canale di acquisto rimane per quasi tutti gli intervistati quello "tradizionale" presso la Gdo e presso le enoteche specializzate. Di questo campione il 65% conosce il Vino Nobile di Montepulciano. Di questi il 97% lo definisce già come territorio sostenibile.
La sostenibilità a Montepulciano è di casa. Le aziende produttrici di Vino Nobile negli ultimi dieci anni hanno investito per la sostenibilità ambientale oltre 8 milioni di euro. Oltre il 70% delle imprese (circa 60) ha già investito in progetti sostenibili, mentre il 90% ha in corso progetti di realizzazione di impianti. Entrando nel dettaglio, delle 76 aziende consorziate, oltre il 70% ha un impianto fotovoltaico e il 35% si è dotato di solare termico per la produzione di calore. Il 20% ha sistemi di recupero delle acque reflue, mentre un 10% delle imprese ha investito nella geotermia. Negli ultimi anni circa la metà delle aziende ha sviluppato pratiche naturali, come la fertilizzazione, l’inerbimento, l’utilizzo di metodi di coltivazione meno impattanti. Questo si lega al concetto di biodiversità che vede gran parte delle aziende di Vino Nobile praticare una agricoltura sotto il regime del biologico, alcune biodinamiche.
Infine il consorzio del Vino Nobile ha deciso di donare dieci alberi, compensando così le emissioni di CO2 necessarie per realizzare l'evento, alla campagna attiva fino a giugno 2018 che punta alla riforestazione dell'isola di Pantelleria in seguito all'incendio doloso del maggio 2016. Campagna lanciata dal Comitato Parchi per Kyoto, onlus costituita da Federparchi-Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente in collaborazione con il Comune di Pantelleria, Marevivo e il Dipartimento Scienze agrarie e forestali (Saf) dell’Università degli Studi di Palermo.
Per informazioni: www.consorziovinonobile.it

Il Vino Nobile di Montepulciano sarà dunque un vino a completo impatto zero. Lo certificherà a breve - si parla di aprile 2018 - una piattaforma progettata dall’Università Marconi di Roma che lavora sui parametri dettati dalla norma Equalitas. Il sistema, che vede impegnate tutte le aziende produttrici di Vino Nobile di Montepulciano, è stato presentato al teatro Poliziano di Montepulciano nel corso del seminario “Nobile e sostenibile”, promosso dai partner del progetto integrato di filiera di cui il consorzio del Vino Nobile è tra i promotori.
«Abbiamo voluto questo primo appuntamento per illustrare le modalità di lavoro in questa fase di raccolta dati - spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Piero Di Betto - per poi tra qualche mese ripresentarci con la certificazione vera e propria con l’obiettivo di diventare, come fu allora per la Docg e il sistema dei controlli nel 1980, la prima denominazione pioniera e modello per altri territori del vino in Italia e non solo».
Il "modello Vino Nobile", così lo ha definito il presidente di Federdoc ed Equalitas, Riccardo Ricci Curbastro: «Qui i produttori e l’amministrazione, insieme al consorzio, hanno capito forse prima di altrove che investire nel territorio e nella sua sostenibilità rappresenta il futuro di quel territorio, dal punto di vista economico perché dal vino si crea un indotto non indifferente e questo è da seguire come un modello per tante altre realtà vitivinicole italiane».
Montepulciano sarà così uno dei primi distretti della sostenibilità italiani e nel mondo ad avere una vera e propria certificazione a riguardo secondo i dettami della norma oggi più completa a livello internazionale, Equalitas. Il progetto è stato realizzato da un gruppo di lavoro partecipato dalla già citata Università Marconi di Roma, la Cia Toscana, Qsr srl di Montepulciano, la Fattoria del Cerro del gruppo Unipol-Sai, la cantina Salcheto ed in qualità di capofila la Vecchia Cantina di Montepulciano.
Da una analisi compiuta dall’Università Marconi di Roma su un campione di mille consumatori, si evince che la sostenibilità rappresenta un valore per il 73,9% degli intervistati. I 2/3 del target coinvolto dichiara di acquistare prodotti sostenibili, in particolare prodotti alimentari bio. Il 41% è consapevole che esistono vini sostenibili e il canale di acquisto rimane per quasi tutti gli intervistati quello "tradizionale" presso la Gdo e presso le enoteche specializzate. Di questo campione il 65% conosce il Vino Nobile di Montepulciano. Di questi il 97% lo definisce già come territorio sostenibile.
La sostenibilità a Montepulciano è di casa. Le aziende produttrici di Vino Nobile negli ultimi dieci anni hanno investito per la sostenibilità ambientale oltre 8 milioni di euro. Oltre il 70% delle imprese (circa 60) ha già investito in progetti sostenibili, mentre il 90% ha in corso progetti di realizzazione di impianti. Entrando nel dettaglio, delle 76 aziende consorziate, oltre il 70% ha un impianto fotovoltaico e il 35% si è dotato di solare termico per la produzione di calore. Il 20% ha sistemi di recupero delle acque reflue, mentre un 10% delle imprese ha investito nella geotermia. Negli ultimi anni circa la metà delle aziende ha sviluppato pratiche naturali, come la fertilizzazione, l’inerbimento, l’utilizzo di metodi di coltivazione meno impattanti. Questo si lega al concetto di biodiversità che vede gran parte delle aziende di Vino Nobile praticare una agricoltura sotto il regime del biologico, alcune biodinamiche.
Infine il consorzio del Vino Nobile ha deciso di donare dieci alberi, compensando così le emissioni di CO2 necessarie per realizzare l'evento, alla campagna attiva fino a giugno 2018 che punta alla riforestazione dell'isola di Pantelleria in seguito all'incendio doloso del maggio 2016. Campagna lanciata dal Comitato Parchi per Kyoto, onlus costituita da Federparchi-Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente in collaborazione con il Comune di Pantelleria, Marevivo e il Dipartimento Scienze agrarie e forestali (Saf) dell’Università degli Studi di Palermo.
Per informazioni: www.consorziovinonobile.it

