Muscarò 2015, 100 punti al Bioweinpreis. Prima volta in otto anni di concorso
In 8 anni di concorso del “Bioweinpreis, International organic wine award” mai era accaduto che un vino raggiungesse il massimo punteggio. Ce l'ha fatta questo vino, che la Cossentino di Partinico (Pa) produce dal 2015
Si tratta di un vino fatto di uve di Moscato delle Rose raccolte tardivamente e vinificate nella maniera più semplice e sincera possibile.

Al concorso che si definisce tra i più significativi al mondo per i vini biologici, tenutosi a Frasdorf in Germania, hanno partecipato 1.094 vini provenienti da 25 nazioni. I risultati si sono conosciuti nei primi di luglio ma questo eccezionale premio è passato inosservato dai media sia per una non razionale lettura dei risultati nel sito del concorso sia per colpevole mancanza di opportuna comunicazione da parte dell’azienda per cui oltre ad essere penalizzata essa stessa, lo sono stati i consumatori che non hanno avuto la possibilità di conoscere e gustare tale delizia.
Cossentino è un’azienda familiare che, dopo aver venduto per anni vino sfuso, dalla fine degli anni '90 comincia a sperimentare le varietà più adatte con la consulenza dell’Istituto regionale della vite e del vino oggi diventato del Vino e dell’olio (Irvo). Estirpa la maggior parte del Catarratto, fin allora il più diffuso ma lasciando le viti migliori allevate ad alberello, immettendo Nero d’Avola, Grillo, Chardonnay, Cabernet e Syrah. Contemporaneamente inizia a realizzare la cantina cosicchè dal 2006 ha il piacere di commercializzare le sue prime bottiglie. Oggi i vigneti, tutti biologici, sono arrivati a 15 ettari nelle colline partinicesi a quote tra i 350 e 450 metri, 14 le etichette; Nino Cossentino, il capo famiglia si occupa della campagna, il figlio Francesco della commercializzazione, enologo è Salvatore d’Amico.

Il Moscato delle Rose è un vitigno raro forse proveniente dalla Dalmazia che ha avuto un pò di diffusione nel Trentino-Alto Adige. È stato scelto da Cossentino dopo la sperimentazione, sempre con la consulenza dell’Irvo, tra i moscati Bianco o dello Zucco, Giallo, d’Alessandria, per cui oggi è in giovanissima produzione circa un ettaro di vigneto. È caratterizzato dalla buccia viola e dal profumo di rosa, onde il nome.

La vendemmia inizia dalla fine di agosto quando i grappoli sono appassiti, ma non troppo per mantenere una buona acidità con una resa di solamente 30 q/ha. Fermentazione in acciaio con lieviti spontanei per circa un mese, quindi almeno un anno di affinamento in tonneau da 500 litri. Filtrazione grossolana e piccolissima aggiunta di solfiti solo in fermentazione.
Nel calice il colore è granato quasi impenetrabile con riflessi viola. Al naso inizia una sinfonia di note di rosa, confettura di frutti rossi su un sottofondo di miele e di fichi secchi, sentori balsamici quasi mentolati. È incredibile per fascino ed eleganza, per il suo ventaglio complesso tanto che è difficile non continuare ad affondarci il naso. In bocca è denso con un ingresso dolce ma non troppo mentre la sinfonia va crescendo con un pieno di orchestra dove i solisti sono la struttura, la dosata acidità, il tannino più che vellutato. Una sinfonia che eccelle per armonia e per un’intensità che si va spegnendo molto lentamente.

Muscarò è un vino da dessert che emoziona, dalla dolcezza gentilmente equilibrata, dall’olfatto suadente e dal palato ampio e complesso. Lo destinerei al salotto accompagnando dei dolcetti di mandorla o dei formaggi stagionati, ma se lo degustate da solo non potrete che apprezzarlo maggiormente nella sua esclusività. Sono solamente mille bottiglie da ½ litro che in enoteca troverete sui 25 euro, e siccome non è facile trovarlo rivolgetevi direttamente all’azienda.
Per informazioni: www.cossentino.it

Al concorso che si definisce tra i più significativi al mondo per i vini biologici, tenutosi a Frasdorf in Germania, hanno partecipato 1.094 vini provenienti da 25 nazioni. I risultati si sono conosciuti nei primi di luglio ma questo eccezionale premio è passato inosservato dai media sia per una non razionale lettura dei risultati nel sito del concorso sia per colpevole mancanza di opportuna comunicazione da parte dell’azienda per cui oltre ad essere penalizzata essa stessa, lo sono stati i consumatori che non hanno avuto la possibilità di conoscere e gustare tale delizia.
Cossentino è un’azienda familiare che, dopo aver venduto per anni vino sfuso, dalla fine degli anni '90 comincia a sperimentare le varietà più adatte con la consulenza dell’Istituto regionale della vite e del vino oggi diventato del Vino e dell’olio (Irvo). Estirpa la maggior parte del Catarratto, fin allora il più diffuso ma lasciando le viti migliori allevate ad alberello, immettendo Nero d’Avola, Grillo, Chardonnay, Cabernet e Syrah. Contemporaneamente inizia a realizzare la cantina cosicchè dal 2006 ha il piacere di commercializzare le sue prime bottiglie. Oggi i vigneti, tutti biologici, sono arrivati a 15 ettari nelle colline partinicesi a quote tra i 350 e 450 metri, 14 le etichette; Nino Cossentino, il capo famiglia si occupa della campagna, il figlio Francesco della commercializzazione, enologo è Salvatore d’Amico.

Il Moscato delle Rose è un vitigno raro forse proveniente dalla Dalmazia che ha avuto un pò di diffusione nel Trentino-Alto Adige. È stato scelto da Cossentino dopo la sperimentazione, sempre con la consulenza dell’Irvo, tra i moscati Bianco o dello Zucco, Giallo, d’Alessandria, per cui oggi è in giovanissima produzione circa un ettaro di vigneto. È caratterizzato dalla buccia viola e dal profumo di rosa, onde il nome.

Francesco e Nino Cossentino
La vendemmia inizia dalla fine di agosto quando i grappoli sono appassiti, ma non troppo per mantenere una buona acidità con una resa di solamente 30 q/ha. Fermentazione in acciaio con lieviti spontanei per circa un mese, quindi almeno un anno di affinamento in tonneau da 500 litri. Filtrazione grossolana e piccolissima aggiunta di solfiti solo in fermentazione.
Nel calice il colore è granato quasi impenetrabile con riflessi viola. Al naso inizia una sinfonia di note di rosa, confettura di frutti rossi su un sottofondo di miele e di fichi secchi, sentori balsamici quasi mentolati. È incredibile per fascino ed eleganza, per il suo ventaglio complesso tanto che è difficile non continuare ad affondarci il naso. In bocca è denso con un ingresso dolce ma non troppo mentre la sinfonia va crescendo con un pieno di orchestra dove i solisti sono la struttura, la dosata acidità, il tannino più che vellutato. Una sinfonia che eccelle per armonia e per un’intensità che si va spegnendo molto lentamente.

Muscarò è un vino da dessert che emoziona, dalla dolcezza gentilmente equilibrata, dall’olfatto suadente e dal palato ampio e complesso. Lo destinerei al salotto accompagnando dei dolcetti di mandorla o dei formaggi stagionati, ma se lo degustate da solo non potrete che apprezzarlo maggiormente nella sua esclusività. Sono solamente mille bottiglie da ½ litro che in enoteca troverete sui 25 euro, e siccome non è facile trovarlo rivolgetevi direttamente all’azienda.
Per informazioni: www.cossentino.it

