Enologica, il vino emiliano-romagnolo diventa un top wine apprezzato
Siamo nel cuore di Bologna, il crocevia dotto e ghiotto di quella vasta area del Belpaese dove la laboriosità delle genti si coniuga naturalmente con la scorrevole piacevolezza di un saper vivere opulento e gaudente
Sì, siamo in Emilia-Romagna. Con il trattino che unisce e rende coese le due anime belle, quella emiliana e quella romagnola. E Bologna, si sa, mette tutti d'accordo quando si tratta di mostrare al mondo i vini di una regione che ha sua forza nel trattino. Nel Palazzo di Re Enzo si è appena conclusa l’edizione 2017 di Enologica. Enologica, vorremmo immaginare, ipotesi nel dominio del verosimile se non del vero, è label eufonica che vuole significare "la logica nel progettare, in situazione di scenari che evolvono velocemente, il complesso business del vino".

Enologica è coesistenza sapiente di b2c e b2b. Approccio virtuoso in quanto è tutta l’economia, dalla digital society innervata, che rimescola i paradigmi e genera intreccio efficace tra soggetti che nell’appartenere alla business community si trovano ad essere nella realtà dei fatti talvolta in ambito b2b e talvolta in ambito b2c. L’e-business, di cui l’e-commerce è il fenomeno più visibile non fa altro che accelerare questo processo di rimescolamento degli ambiti. Il giusto standing per dimensione, quella virtù che sta nel mezzo: né il gigantismo esasperato, laddove il compiacimento è nei grandi numeri, né una micro realtà come, ahinoi tante ce ne sono, che trae ragione dell’esistere da supponente autoreferenzialità.
Questa edizione 2017 di Enologica ha confermato la bontà dell’ampio e profondo disegno strategico: portare a dignità di top wines i vini della regione e coerentemente presentarli come tali, ovvero come grandi vini. E tutto ciò è reso possibile grazie ad una catena fattuale di disarmante semplicità. Questi vini, grazie al lavoro in vigneto ed al lavoro in cantina ed in virtù di una crescita complessiva delle attività a contorno, sono diventati per davvero grandi vini. Non vi è make-up.
La mutazione, ma diciamo molto meglio l'evoluzione, è di sostanza. Una generazione di addetti ai lavori sta lavorando seriamente affinché l'anelito, il desiderio, divenga lo stato reale. Il cosiddetto “sdf” ovvero lo stato desiderato futuro, qui è divenuto lo stato della realtà: una realtà di encomiabile successo. È successo qui, in Emilia-Romagna. Alfieri che sanno fare anche da apripista agli altri vini sono indubbiamente il Colli Bolognesi Pignoletto, la Romagna Albana, il Sangiovese, il Lambrusco. Eclettici, con capacità insita di saper mettere le ali collateralmente a corpo robusto di suo. Vogliamo qui intendere come ali, le versioni sempre ben riuscite in cui le pregiate uve, e qui torniamo ai lavori sapienti sia in vigna che in cantina, esitano briose ed ammiccanti bollicine quanto sontuosi passiti.
Ne consegue che anche il ventaglio degli abbinamenti si appropria di genuino eclettismo sapendo soddisfare sia i grandi classici della saporita cucina emiliana e dell’altrettanto saporita cucina romagnola, sia le proposte intriganti ed emergenti che provengono da tutto il mondo e che, giova ribadirlo, sostanziano l’efficacia ed il successo del grande lavoro che l’insieme dei Consorzi sta lodevolmente svolgendo all’estero allo scopo di incrementare il business dell’export.
Ed ancora da esplorare è l’abbinamento di questi grandi vini dell’Emilia-Romagna, primo tra essi i Lambrusco, con il vivace mondo della pizza.
Esplorazione che di certo arrecherà gioie incrementali ai palati della fascia più esigente di clienti gourmet. L’approccio al mondo delle pizzerie di qualità diviene molto interessante anche a fronte della semplice considerazione in virtù della quale un vino (una gamma di vini) prescelto in abbinamento alla pizza, mangiando noi nel Belpaese 5 milioni di pizze al giorno, vive un profittevole e non minuscolo incremento del sell-out. Enologica, la manifestazione smart per chi crede e lodevolmente pratica un business del vino che non prescinde dal correlato business dell’enoturismo. Enologica, la manifestazione che sa essere a suo agio anche nella digital society, mai perdendo di vista la centralità della relazione tra persone che hanno cuore e cervello.
Per informazioni: www.enotecaemiliaromagna.it

foto: Bologna Today
Enologica è coesistenza sapiente di b2c e b2b. Approccio virtuoso in quanto è tutta l’economia, dalla digital society innervata, che rimescola i paradigmi e genera intreccio efficace tra soggetti che nell’appartenere alla business community si trovano ad essere nella realtà dei fatti talvolta in ambito b2b e talvolta in ambito b2c. L’e-business, di cui l’e-commerce è il fenomeno più visibile non fa altro che accelerare questo processo di rimescolamento degli ambiti. Il giusto standing per dimensione, quella virtù che sta nel mezzo: né il gigantismo esasperato, laddove il compiacimento è nei grandi numeri, né una micro realtà come, ahinoi tante ce ne sono, che trae ragione dell’esistere da supponente autoreferenzialità.
Questa edizione 2017 di Enologica ha confermato la bontà dell’ampio e profondo disegno strategico: portare a dignità di top wines i vini della regione e coerentemente presentarli come tali, ovvero come grandi vini. E tutto ciò è reso possibile grazie ad una catena fattuale di disarmante semplicità. Questi vini, grazie al lavoro in vigneto ed al lavoro in cantina ed in virtù di una crescita complessiva delle attività a contorno, sono diventati per davvero grandi vini. Non vi è make-up.
La mutazione, ma diciamo molto meglio l'evoluzione, è di sostanza. Una generazione di addetti ai lavori sta lavorando seriamente affinché l'anelito, il desiderio, divenga lo stato reale. Il cosiddetto “sdf” ovvero lo stato desiderato futuro, qui è divenuto lo stato della realtà: una realtà di encomiabile successo. È successo qui, in Emilia-Romagna. Alfieri che sanno fare anche da apripista agli altri vini sono indubbiamente il Colli Bolognesi Pignoletto, la Romagna Albana, il Sangiovese, il Lambrusco. Eclettici, con capacità insita di saper mettere le ali collateralmente a corpo robusto di suo. Vogliamo qui intendere come ali, le versioni sempre ben riuscite in cui le pregiate uve, e qui torniamo ai lavori sapienti sia in vigna che in cantina, esitano briose ed ammiccanti bollicine quanto sontuosi passiti.
Ne consegue che anche il ventaglio degli abbinamenti si appropria di genuino eclettismo sapendo soddisfare sia i grandi classici della saporita cucina emiliana e dell’altrettanto saporita cucina romagnola, sia le proposte intriganti ed emergenti che provengono da tutto il mondo e che, giova ribadirlo, sostanziano l’efficacia ed il successo del grande lavoro che l’insieme dei Consorzi sta lodevolmente svolgendo all’estero allo scopo di incrementare il business dell’export.
Ed ancora da esplorare è l’abbinamento di questi grandi vini dell’Emilia-Romagna, primo tra essi i Lambrusco, con il vivace mondo della pizza.
Esplorazione che di certo arrecherà gioie incrementali ai palati della fascia più esigente di clienti gourmet. L’approccio al mondo delle pizzerie di qualità diviene molto interessante anche a fronte della semplice considerazione in virtù della quale un vino (una gamma di vini) prescelto in abbinamento alla pizza, mangiando noi nel Belpaese 5 milioni di pizze al giorno, vive un profittevole e non minuscolo incremento del sell-out. Enologica, la manifestazione smart per chi crede e lodevolmente pratica un business del vino che non prescinde dal correlato business dell’enoturismo. Enologica, la manifestazione che sa essere a suo agio anche nella digital society, mai perdendo di vista la centralità della relazione tra persone che hanno cuore e cervello.
Per informazioni: www.enotecaemiliaromagna.it


