Lavorano giorno e notte lontani dalle telecamere e dalla celebrità enologica e sono un gruppo unito. Sono la Federazione Vignaioli Indipendenti (Fivi). Basti pensare che quelli che ho incontrato, benchè produttori, parlano bene di altri produttori.

Gianluca Cabrini e Luigi Maffini (I vini Fivi e la cucina di Tombolato Un assaggio del Mercato piacentino)
Gianluca Cabrini e Luigi Maffini

Durante la serata organizzata da Ais Milano al ristorante PanEvo del Westin Palace Milano, la cucina di Augusto Tombolato è stata abbinata a cinque vini di produttori Fivi, presentati da Davide Garofalo, degustatore Associazione italiana sommelier, un vero poeta della descrizione enologica. Luigi Maffini, consigliere nazionale Fivi, e Gianluca Cabrini, delegato della Lombardia, hanno illustrato vita e finalità della federazione introdotti da Hosam Eldin, vicepresidente di Ais Lombardia e delegato di Milano, presente alla serata.

«Essere parte della Fivi comporta che i vignaioli svolgano tutte le funzioni, dalla vigna alla vinificazione, alla produzione, alla commercializzazione del proprio vino - ha spiegato Luigi Maffini -. Per molti di loro, non è semplicemente un lavoro ma una vera e propria scelta di vita con la propria famiglia e il prororio territorio. La Fivi ha superato i mille iscritti, tra cui grandi aziende e piccolissime realtà in tutte le regioni d'Italia. Amiamo fare vino sul serio, non siamo per forza biodinamici, la linea è orizzontale, ciò che davvero ci unisce è la passione».

(I vini Fivi e la cucina di Tombolato Un assaggio del Mercato piacentino)

La serata milanese rientrava un un programma più esteso, ad un mese esatto dal Mercato Fivi a Piacenza, che giunto alla settimana edizione, riunirà oltre 500 vignaioli, una serie di ristoranti ospitare per cene-degustazione i vini dei produttori Fivi. Oltre 550 persone hanno preso parte a queste cene in contemporanea degustando 79 vini. Una crescita esponenziale rispetto all'anno scorso, che gli organizzatori sottolineano con orgoglio.

«Il vino lo vivi sulla tua pelle - conclude Maffini - essere vignaiolo ti mette in mano un gomitolo continuo che si arrotola su se stesso e restituisce passione. Ti trovi legato in modo indissolubile a una sorta di favola. Difficile trasferire tutto questo alle persone, ai consumatori, ma possiamo arrivarci».

Luigi Maffini e Hosam Eldin (I vini Fivi e la cucina di Tombolato Un assaggio del Mercato piacentino)
Luigi Maffini e Hosam Eldin

Per la cronaca, in degustazione La Chimera di Azazel, una Doc della Valsusa, da viticoltura millenaria e terreni impervi, uvaggio di Avanà Barbera e dolcetto: un vino conflittuale, che porta in montagna, coerente con la zona. Il Ciek San Giorgio Brut, da un territorio in estinzione, una vena sapida per questa spumantizzazione di Erbaluce con note di mandarino, fiori di zagara e note vegetali legate al baccello con tenue, lontana nota di finocchio. Il Firmino di Miotti Le Colombare, uvaggio di breganze, riesling e tai con la sua bella spinta sapida e verticale.

«Un vino particolarmente ben fatto come sanno fare i soci Fivi - ha sottolineato Davide Garofalo -. Un vino multiprospettico, Breganze, perfetto per declinare lo Sformato di zucca, salsa di caciocavallo e noci tostate di Tombolato. Il Berzamì di Lazzari, viene prodotto a Capriano del Colle, una piattaforma geologica di natura alluvionale posta a centocinquanta metri. Un Marzemino autoctono diverso da quello Trentino. Suadente al naso con note di fiori, in bocca ha una marcia verticale in più. Con la nota di pepe nero pungente è ottimamente abbinato a un tortello.

(I vini Fivi e la cucina di Tombolato Un assaggio del Mercato piacentino)

Anche quest'anno nei due giorni del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza (25-26 novembre) sono previsti quattro momenti di approfondimento sul rapporto tra vignaioli e territorio. Quattro degustazioni a tema, guidate direttamente da vignaioli, che racconteranno i luoghi e i territori del vino in Italia.

Gianluca Cabrini è intervenuto sottolineando che «siamo per lo più piccole realtà, con una superficie di 4/5 ettari e una produzione media di 25-30mila bottiglie all'anno. Un vignaiolo è custode del proprio territorio. Deve riprendere vecchie vigne, curare gli autoctoni, ogni singola Regione ha zone completamene diverse. Pensate, solo nella nostra Lombardia andiamo dalla Valtellina alla Franciacorta e dal Milanese all'Oltrepo, oltre alle sotto e microzone. Vi invito a venire a Piacenza dove i vignaioli stessi vi racconteranno fatica e passione quotidiana. Quando qualcuno apre una nostra bottiglia deve capire cosa ha nel bicchiere».

Augusto Tombolato al centro (I vini Fivi e la cucina di Tombolato Un assaggio del Mercato piacentino)
Augusto Tombolato al centro

Per informazioni: www.fivi.it