Grecia, meta di un viaggio enoico in compagnia di Ais Bergamo
La delegazione Ais guidata da Roberta Agnelli ha condotto con successo una serata dedicata alla degustazione di alcune delle etichette più rappresentative della produzione ellenica, abbinata ad ottimi piatti
La Grecia è considerata la culla della cultura moderna, in quanto le civiltà che si sono susseguite nella sua storia, da quella classica a quella ellenistica, hanno contribuito allo sviluppo del nostro attuale sapere nei diversi aspetti del vivere quotidiano: dall’arte alla filosofia, dalla letteratura alla religione, dalla scienza alla politica. Sempre nell’antica Grecia sono nati i primi Giochi Olimpici! E sono stati proprio i Greci i primi a diffondere in Europa la cultura del vino e a diffonderla in Francia (fino in Borgogna), in Inghilterra e nelle Indie. Il nettare degli dèi fu decantato nelle opere classiche di Omero e sono tanti i riferimenti letterari e storici, reperti e scritture che fanno sì che si possa dire che le origini della vite si trovano in terra ellenica: «I popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbarie quando impararono a coltivare l’olivo e la vite», racconta Tucidide nel V secolo a.C.

L’occasione per approfondire i prodotti vitivinicoli ellenici è stata la serata organizzata dall’Ais di Bergamo presso il ristorante Villa Patrizia a Sorisole (Bg) del patron Antonio Lecchi, perfettamente riuscita grazie alla consolidata esperienza della delegata orobica Roberta Agnelli, sempre intenta a promuovere la cultura del vino attraverso percorsi esplorativi di grande interesse e successo. Per l’occasione è stato arruolato un degustatore di primo piano, Guido Invernizzi, grande conoscitore di vini internazionali. Nel variegato mondo enologico non ci sono solo il Barolo o il Nebbiolo, il Chianti o il Barbaresco, ma anche, per esempio, vini e vitigni della bella e solare Grecia. Da circa 30 anni, grazie alla presenza di vitigni millenari, tecniche di vinificazione sempre più moderne e affinate e un’attenta strategia di marketing, i vini greci si stanno ritagliando discreti spazi nelle carte dei ristoranti di tutto il mondo.
La Grecia è composta per l’80% da montagne e colline e il suo clima si può dividere in tre macro-zone: quella con clima mediterraneo, caratterizzata da inverni miti ed estati calde e secche nelle isole e lungo le coste; la zona temperata, con inverni freddi ed estati calde nelle zone centro-orientali; infine quella di montagna, nelle Grecia occidentale. Le regioni vinicole più importanti della Grecia sono la Macedonia, la Tessaglia, il Peloponneso, le isole dell’Egeo, le Cicladi (di origine vulcanica) e l’isola di Creta. In queste regioni si producono probabilmente i vini più celebri del Paese e sono quelle che storicamente hanno identificato la Grecia con il vino.

Il 75-80% della produzione è composta da vini bianchi, circa il 15% è rappresentato da vini rossi e la parte restante è relativa a quelli dolci. I vitigni bianchi più importanti sono l’Assyrtiko e il Savatiano. Fra le uve bianche c’è anche la Robola, da molti considerata come la Ribolla tipica del Friuli Venezia Giulia, che pare sia stata introdotta dai Veneziani nel XIII secolo. I vitigni rossi più importanti sono il Mavrodaphne, l’Agiorgitiko e lo Xynomavro. I terreni vitati si aggirano intorno ai 105mila ettari, più o meno come la produzione del nostro Lazio.
Le denominazioni e la classificazione dei vini derivano da normative dei primi anni ‘80 e vengono riassunte in quattro fondamentali famiglie: le Ope e Opap, che racchiudono le regioni con produzioni di vini dolci e vini secchi (bianchi, rossi e rosati), paragonabili alle nostre Doc e Docg; Topikos oeno (To), che comprendono vini prodotti in regioni estese ed equivalgono, in termini generali, ai nostri vini Igt; e infine la Okp, categoria creata appositamente per un vino antico e unico, il Retsina, prodotto con uve Savatiano e Rodotis con l’aggiunta di resina di pino. Non essendo un prodotto conforme alla definizione standard di vino (prodotto esclusivamente con uve fresche) c’era la necessità di salvaguardare questa tradizione diffusa in tutta la Grecia.

La degustazione inizia proprio dal Retsina 2016 Tetramythos, Roditis 100%. La Retsina è un vino aromatizzato grazie all’aggiunta della resina di pino che nei tempi antichi era usata per sigillare le anfore o come antiossidante. Questo vino viene prodotto nel Peloponneso e prodotto in 16mila bottiglie l’anno. La resina di pino, che viene aggiunta al vino all’inizio della fermentazione, proviene da alberi che si trovano intorno ai vigneti. Vigneti che crescono in 14 ettari ad altitudini variabili tra i 600 e i 1.000 metri. Trasparente, di colore giallo paglierino dalla buona sanità cromatica, al naso è bello, fine, con sentori di agrumi e fiore bianco; alcol ben gestito (13°), in bocca denota una buona mineralità e sapidità. Un vino piacevolissimo.
Proseguiamo il nostro viaggio enologico e ci spostiamo a Santorini, nelle Cicladi, per degustare un Assyrtiko 2016 Domaine Sigalas. Il vitigno è appunto l’Assyrtico, autoctono dell’isola. Qui il clima è mediterraneo con estati calde, caratterizzate da un forte vento e con grandi escursioni termiche ma con poche piogge annuali. I terreni vitati sono di origine vulcanica ricchi di sale, lapilli e lava che conferiscono al vino una forte mineralità. Viene utilizzato un impianto a canestro fino a 300 m di altitudine. La vite giace in buche scavate nel terreno e viene potata a forma di canestro per proteggere il frutto dal vento e per tenere le foglie al riparo da eccessi di calore, preservando nella buca l’umidità fondamentale alla vita della pianta nella calda estate mediterranea; umidità che viene creata dalle nebbie che si formano durante la notte e calano nei terreni. Di colore carico, pulito al naso, è un bel vino con sentori minerali, di lime e pesca. In bocca sapido, con una buona corrispondenza gusto-olfattiva. È un vino di mare e... da amare. Un antipasto di Gambero croccante su insalata in salsa Tzatziki ci permette di iniziare anche il viaggio gastronomico che accompagna in maniera impeccabile la degustazione.
Cambiamo isola e navighiamo verso Creta, per degustare un Vidiano 2016 Biaiano Aspros Lagos. Un vino bianco unico fatto al 100% dall’ottima varietà di Cretan Vidiano, piantato all’alto vigneto “Aspros Lagos” (Lepre bianca), nella zona di Dafnes, vicino a Heraklion, a 350 metri sul livello del mare. Prodotto in 8mila bottiglie l’anno, matura in barrique di rovere e acacia per 6 mesi. Di colore dorato, al naso è opulento, rotondo e in bocca carezzevole con sentori di banana e spezia dolce, sapido, tostato, con note di burro. Può essere invecchiato anche per 7 anni. Un “Viognier greco”, come lo definiscono i francesi.

Accompagniamo la fine del tour dei vini bianchi assaggiando un piatto di pesce, un calamaro ripieno e crema di Pita, una delizia del palato e dei sensi. L’agnello alla Greca con melanzane e patate ci offre la possibilità di degustare il primo dei due vini rossi della serata, il Perivleptos 2012 Laconia Domaine Theodorakakos, uvaggio 50% Mavroudi e 50% Agiorgitiko, vitigni autoctoni della zona del Peloponneso. Il nome Perivleptos deriva da uno dei monasteri della città medievale di Mistràs, vicino Sparta, un tempo capitale e ultima roccaforte dell’Impero Bizantino. Le viti crescono fino a 650 metri slm e la vendemmia viene fatta verso la metà di ottobre per poi far riposare il vino 10 mesi in botti di rovere francesi e americane. Il colore è un rubino magnifico, limpido, mentre al naso il vino si presenta pulito, mentolato e speziato grazie al passaggio in legno che non risulta essere tuttavia invadente. Al sorso prevale la spezia ed un sentore di erbe officinali, il legno è ben gestito così come la temperatura di servizio. Ottima la corrispondenza gusto-olfattiva.
Il secondo rosso è un Athina 2013 Naoussa Oenodromos, vitigno Xinomavro. Questo vitigno trova terreni adatti sulle colline intorno alla città di Naoussa, in Macedonia. Qui un clima fresco e terreni duri e sassosi permettono alla vite di dare il meglio di sé con un vino che può dare ottimi risultati anche dopo decenni dall’imbottigliamento. Una produzione limitata a 4.500 bottiglie per questo vino che matura 14 mesi in barrique nuove e per un mese in tini di acciaio. Colore limpido, rubino intenso, al naso emergono note di pomodorino secco e olive in salamoia, mentre in bocca risulta tannico, amaricante, leggermente acido e speziato. La quintessenza dello Xinomavro.
Dalla terraferma torniamo al mare e approdiamo sull’isola di Samos, famosa in tutto il mondo per i suoi vini da dessert a causa del terroir ideale abbinato ad una lunga esperienza locale di vinificazione. La maggior parte dei vigneti sono di Moscato bianco. In assaggio un Anthemis 2011 Samos Muscat Agricoltural Cooperative di Samos, una mistella, un vino speciale al quale è stata interrotta la fermentazione con aggiunta di alcol. Un vino liquoroso che matura 5 anni in botti di rovere, prodotto in 70mila bottiglie. Simile al nostro Moscato di Noto, è di una struttura magnifica con sentori di miele, caramello e fico secco. Dal colore ambrato, in bocca ha una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, alcol ben gestito, non risultando stucchevole ma «un gran vino», sentenzia Invernizzi. L’abbinata gastronomica in chiave ellenica è un Kataifi alle noci con gelato al miele e salsa greca allo yogurt, ultima chicca culinaria di una cucina di alto livello.

La chiosa della serata è una sorpresa della delegata Ais di Bergamo, Roberta Agnelli, che saluta i partecipanti alla presenza di Ottavio Rusconi, storico delegato dell’associazione sommelier con la tessera numero 1.080. Serata di grandi scoperte e conferme, la Grecia come meta di vacanze di un viaggio enogastronomico unico.

L’occasione per approfondire i prodotti vitivinicoli ellenici è stata la serata organizzata dall’Ais di Bergamo presso il ristorante Villa Patrizia a Sorisole (Bg) del patron Antonio Lecchi, perfettamente riuscita grazie alla consolidata esperienza della delegata orobica Roberta Agnelli, sempre intenta a promuovere la cultura del vino attraverso percorsi esplorativi di grande interesse e successo. Per l’occasione è stato arruolato un degustatore di primo piano, Guido Invernizzi, grande conoscitore di vini internazionali. Nel variegato mondo enologico non ci sono solo il Barolo o il Nebbiolo, il Chianti o il Barbaresco, ma anche, per esempio, vini e vitigni della bella e solare Grecia. Da circa 30 anni, grazie alla presenza di vitigni millenari, tecniche di vinificazione sempre più moderne e affinate e un’attenta strategia di marketing, i vini greci si stanno ritagliando discreti spazi nelle carte dei ristoranti di tutto il mondo.
La Grecia è composta per l’80% da montagne e colline e il suo clima si può dividere in tre macro-zone: quella con clima mediterraneo, caratterizzata da inverni miti ed estati calde e secche nelle isole e lungo le coste; la zona temperata, con inverni freddi ed estati calde nelle zone centro-orientali; infine quella di montagna, nelle Grecia occidentale. Le regioni vinicole più importanti della Grecia sono la Macedonia, la Tessaglia, il Peloponneso, le isole dell’Egeo, le Cicladi (di origine vulcanica) e l’isola di Creta. In queste regioni si producono probabilmente i vini più celebri del Paese e sono quelle che storicamente hanno identificato la Grecia con il vino.

Il 75-80% della produzione è composta da vini bianchi, circa il 15% è rappresentato da vini rossi e la parte restante è relativa a quelli dolci. I vitigni bianchi più importanti sono l’Assyrtiko e il Savatiano. Fra le uve bianche c’è anche la Robola, da molti considerata come la Ribolla tipica del Friuli Venezia Giulia, che pare sia stata introdotta dai Veneziani nel XIII secolo. I vitigni rossi più importanti sono il Mavrodaphne, l’Agiorgitiko e lo Xynomavro. I terreni vitati si aggirano intorno ai 105mila ettari, più o meno come la produzione del nostro Lazio.
Le denominazioni e la classificazione dei vini derivano da normative dei primi anni ‘80 e vengono riassunte in quattro fondamentali famiglie: le Ope e Opap, che racchiudono le regioni con produzioni di vini dolci e vini secchi (bianchi, rossi e rosati), paragonabili alle nostre Doc e Docg; Topikos oeno (To), che comprendono vini prodotti in regioni estese ed equivalgono, in termini generali, ai nostri vini Igt; e infine la Okp, categoria creata appositamente per un vino antico e unico, il Retsina, prodotto con uve Savatiano e Rodotis con l’aggiunta di resina di pino. Non essendo un prodotto conforme alla definizione standard di vino (prodotto esclusivamente con uve fresche) c’era la necessità di salvaguardare questa tradizione diffusa in tutta la Grecia.

La degustazione inizia proprio dal Retsina 2016 Tetramythos, Roditis 100%. La Retsina è un vino aromatizzato grazie all’aggiunta della resina di pino che nei tempi antichi era usata per sigillare le anfore o come antiossidante. Questo vino viene prodotto nel Peloponneso e prodotto in 16mila bottiglie l’anno. La resina di pino, che viene aggiunta al vino all’inizio della fermentazione, proviene da alberi che si trovano intorno ai vigneti. Vigneti che crescono in 14 ettari ad altitudini variabili tra i 600 e i 1.000 metri. Trasparente, di colore giallo paglierino dalla buona sanità cromatica, al naso è bello, fine, con sentori di agrumi e fiore bianco; alcol ben gestito (13°), in bocca denota una buona mineralità e sapidità. Un vino piacevolissimo.
Proseguiamo il nostro viaggio enologico e ci spostiamo a Santorini, nelle Cicladi, per degustare un Assyrtiko 2016 Domaine Sigalas. Il vitigno è appunto l’Assyrtico, autoctono dell’isola. Qui il clima è mediterraneo con estati calde, caratterizzate da un forte vento e con grandi escursioni termiche ma con poche piogge annuali. I terreni vitati sono di origine vulcanica ricchi di sale, lapilli e lava che conferiscono al vino una forte mineralità. Viene utilizzato un impianto a canestro fino a 300 m di altitudine. La vite giace in buche scavate nel terreno e viene potata a forma di canestro per proteggere il frutto dal vento e per tenere le foglie al riparo da eccessi di calore, preservando nella buca l’umidità fondamentale alla vita della pianta nella calda estate mediterranea; umidità che viene creata dalle nebbie che si formano durante la notte e calano nei terreni. Di colore carico, pulito al naso, è un bel vino con sentori minerali, di lime e pesca. In bocca sapido, con una buona corrispondenza gusto-olfattiva. È un vino di mare e... da amare. Un antipasto di Gambero croccante su insalata in salsa Tzatziki ci permette di iniziare anche il viaggio gastronomico che accompagna in maniera impeccabile la degustazione.
Cambiamo isola e navighiamo verso Creta, per degustare un Vidiano 2016 Biaiano Aspros Lagos. Un vino bianco unico fatto al 100% dall’ottima varietà di Cretan Vidiano, piantato all’alto vigneto “Aspros Lagos” (Lepre bianca), nella zona di Dafnes, vicino a Heraklion, a 350 metri sul livello del mare. Prodotto in 8mila bottiglie l’anno, matura in barrique di rovere e acacia per 6 mesi. Di colore dorato, al naso è opulento, rotondo e in bocca carezzevole con sentori di banana e spezia dolce, sapido, tostato, con note di burro. Può essere invecchiato anche per 7 anni. Un “Viognier greco”, come lo definiscono i francesi.

Accompagniamo la fine del tour dei vini bianchi assaggiando un piatto di pesce, un calamaro ripieno e crema di Pita, una delizia del palato e dei sensi. L’agnello alla Greca con melanzane e patate ci offre la possibilità di degustare il primo dei due vini rossi della serata, il Perivleptos 2012 Laconia Domaine Theodorakakos, uvaggio 50% Mavroudi e 50% Agiorgitiko, vitigni autoctoni della zona del Peloponneso. Il nome Perivleptos deriva da uno dei monasteri della città medievale di Mistràs, vicino Sparta, un tempo capitale e ultima roccaforte dell’Impero Bizantino. Le viti crescono fino a 650 metri slm e la vendemmia viene fatta verso la metà di ottobre per poi far riposare il vino 10 mesi in botti di rovere francesi e americane. Il colore è un rubino magnifico, limpido, mentre al naso il vino si presenta pulito, mentolato e speziato grazie al passaggio in legno che non risulta essere tuttavia invadente. Al sorso prevale la spezia ed un sentore di erbe officinali, il legno è ben gestito così come la temperatura di servizio. Ottima la corrispondenza gusto-olfattiva.
Il secondo rosso è un Athina 2013 Naoussa Oenodromos, vitigno Xinomavro. Questo vitigno trova terreni adatti sulle colline intorno alla città di Naoussa, in Macedonia. Qui un clima fresco e terreni duri e sassosi permettono alla vite di dare il meglio di sé con un vino che può dare ottimi risultati anche dopo decenni dall’imbottigliamento. Una produzione limitata a 4.500 bottiglie per questo vino che matura 14 mesi in barrique nuove e per un mese in tini di acciaio. Colore limpido, rubino intenso, al naso emergono note di pomodorino secco e olive in salamoia, mentre in bocca risulta tannico, amaricante, leggermente acido e speziato. La quintessenza dello Xinomavro.
Dalla terraferma torniamo al mare e approdiamo sull’isola di Samos, famosa in tutto il mondo per i suoi vini da dessert a causa del terroir ideale abbinato ad una lunga esperienza locale di vinificazione. La maggior parte dei vigneti sono di Moscato bianco. In assaggio un Anthemis 2011 Samos Muscat Agricoltural Cooperative di Samos, una mistella, un vino speciale al quale è stata interrotta la fermentazione con aggiunta di alcol. Un vino liquoroso che matura 5 anni in botti di rovere, prodotto in 70mila bottiglie. Simile al nostro Moscato di Noto, è di una struttura magnifica con sentori di miele, caramello e fico secco. Dal colore ambrato, in bocca ha una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, alcol ben gestito, non risultando stucchevole ma «un gran vino», sentenzia Invernizzi. L’abbinata gastronomica in chiave ellenica è un Kataifi alle noci con gelato al miele e salsa greca allo yogurt, ultima chicca culinaria di una cucina di alto livello.

Roberta Agnelli con Ottavio Rusconi
La chiosa della serata è una sorpresa della delegata Ais di Bergamo, Roberta Agnelli, che saluta i partecipanti alla presenza di Ottavio Rusconi, storico delegato dell’associazione sommelier con la tessera numero 1.080. Serata di grandi scoperte e conferme, la Grecia come meta di vacanze di un viaggio enogastronomico unico.


