Investire nel vino è una garanzia 2.748 gli ettari richiesti in Toscana
Nel prossimo decennio il vino supererà le auto d'epoca come settore con un maggior ritorno economico. E la Toscana ne è già banco di prova: quest'anno sono arrivate richieste per 2.748 ettari rispetto ai 577 convertibili
Un investimento redditizio? Senza dubbio il vino di alta gamma. La conferma è arrivata di recente da uno studio della Lloyds Private Banking, divisione del quotato gruppo bancario inglese. Essa sostiene che nel corso del prossimo decennio quello vitivinicolo sarà il settore capace di garantire un ottimo ritorno sull'investimento, stimato intorno al 48%. Pare che nel prossimo futuro, le auto d'epoca cederanno il passo al vino. E quando si parla di vino, il riferimento alla Toscana è obbligato.

Qui ben 787 tra aziende e singoli hanno chiesto quest'anno di poter destinare a nuovi vigneti pezzi di campagna, in risposta al bando Ue che permette ogni anno di allargare dell'1% la superficie vitata in ciascun Paese membro. Tuttavia, in Toscana le richieste sono state cinque volte maggiori rispetto alla quota consentita dal suddetto bando: rispetto ai “convertibili” 577 ettari, ne sono stati domandati 2.748. Sempre sulla base del provvedimento, non c'è stata nessuna selezione: a ciascun richiedente è stato concesso di usufruire del 21% del terreno voluto.
La quota più vasta autorizzata, pari a 751.228 metri quadrati di terreno da destinarsi a vigneto, è stata concessa a un imprenditore veneto (E.E.Z.). Sopra i 100mila metri quadrati solo l'azienda agraria Bartoli Giusti (126.611) e Antinori (105.510). Ovviamente ci vuole pazienza per produrre un vino “fatto e finito”: i vigneti devono crescere, ma l'attesa sarà ripagata, basta osservare i costi dei vari vigneti. Secondo stime recenti, un ettaro di Brunello può costare fino a 400mila euro, di Bolgheri 300mila euro, di Nobile e Chianti Classico 150mila, di Scansano e Chianti 100mila euro.

Qui ben 787 tra aziende e singoli hanno chiesto quest'anno di poter destinare a nuovi vigneti pezzi di campagna, in risposta al bando Ue che permette ogni anno di allargare dell'1% la superficie vitata in ciascun Paese membro. Tuttavia, in Toscana le richieste sono state cinque volte maggiori rispetto alla quota consentita dal suddetto bando: rispetto ai “convertibili” 577 ettari, ne sono stati domandati 2.748. Sempre sulla base del provvedimento, non c'è stata nessuna selezione: a ciascun richiedente è stato concesso di usufruire del 21% del terreno voluto.
La quota più vasta autorizzata, pari a 751.228 metri quadrati di terreno da destinarsi a vigneto, è stata concessa a un imprenditore veneto (E.E.Z.). Sopra i 100mila metri quadrati solo l'azienda agraria Bartoli Giusti (126.611) e Antinori (105.510). Ovviamente ci vuole pazienza per produrre un vino “fatto e finito”: i vigneti devono crescere, ma l'attesa sarà ripagata, basta osservare i costi dei vari vigneti. Secondo stime recenti, un ettaro di Brunello può costare fino a 400mila euro, di Bolgheri 300mila euro, di Nobile e Chianti Classico 150mila, di Scansano e Chianti 100mila euro.

