Durella, autoctono dei Monti Lessini per vini freschi, complessi e minerali
La Durella è il vitigno autoctono dei Monti Lessini, una vite antica e rustica che dona uve dorate la cui caratteristica fondamentale è un tipico sapore acidulo ed una buccia spessa e ricca di tannini
Vitigno autoctono a bacca bianca diffuso in alcune aree collinari dei Monti Lessini, al confine fra le province di Verona e di Vicenza. Dell’uva durasena, dal latino durus acinus, con riferimento allo spessore della sua buccia ne scrissero Plinio e Columella e fu segnalata fin dal 1292 negli Statuti di Costozza, un paese situato sul versante orientale dei Colli Berici. Si tratta di un vitigno molto rustico a maturazione tardiva, caratterizzato da una buccia spessa e ricca di tannini e da una notevole e naturale acidità. Altri sinonimi che ne richiamano l’asprezza e durezza sono Cagnina e Rabiosa. A lungo la Durella è stata confusa con la Nosiola trentina, fu il professor Cosmo dell’istituto di Conegliano Veneto (Tv) nel 1960 a respingere definitivamente questa ipotesi.
Le caratteristiche del vitigno si trasferiscono al vino dando vita ad un prodotto difficile da gestire, bevuto quasi esclusivamente nella zona di produzione o usato per conferire vivacità a vini deboli. La riscoperta del vitigno inizia negli anni Sessanta, ma fino agli anni ’80 era ancora principalmente utilizzato per tagliare vini fermi o basi spumante. Solo negli ultimi decenni è cominciata la sua valorizzazione, grazie ad accurate vinificazioni in purezza e ad un’interessante produzione spumantistica, in particolare con il Metodo classico trasformando in un punto di forza quello che era stato per anni una debolezza. Habitat ideale sui suoli vulcanici ricchi di basalti e strati tufacei con sali minerali dei Monti Lessini.
La Doc Monti Lessini Durello risale al 1988 e che individua l’area di produzione nei comuni in provincia di Verona e di Vicenza prevede differenti tipologie: fermo, vivace, spumante (metodo Martinotti e Metodo classico) e passito. Lo spumante si basa sull’eleganza, su note floreali, fruttate di mela renetta, una piacevole freschezza, una nota minerale che nella riserva diventa austera ed acquisisce grande complessità e armonia. L’alto grado di acidità permette anche di produrre vini passiti di grande equilibrio e finezza.
È in grado di accompagnare piatti veneti di grande carattere, come sopressa e formaggi stagionati, fra tutti il locale Monte Veronese, i risotti corposi, il baccalà alla vicentina, gli arrosti e persino la trippa alla veneta.


