A ridosso del confine con la Slovenia, la piazza di San Floriano del Collio (Go) è stata scenografia ideale per l’undicesima edizione di Likof. Un’occasione di festa, come il significato stesso del nome, un modo per brindare ad un lavoro concluso. In questo caso si intende l’inizio dell’estate nei vigneti del Collio con un filo conduttore, il Friulano, una delle varietà più importanti e rappresentative del territorio.



La conferenza dal titolo “Friulano: tra innovazione e tipicità” con la partecipazione del professor Gabriele Di Gaspero, istituto di genomica applicata di Udine, di Silvan Primožic, azienda Primosic di Oslavia, Gorizia, del ristoratore Joško Sirk (Al Cacciatore di Cormons), del dottor Piero Villotta (duca del Ducato dei vini Friulani) e della dottoressa Gloria Catto (provincia di Gorizia) ha sottolineato alcuni aspetti del vitigno, come le relazioni che intercorrono tra Tocai ed altri vitigni a diffusione locale, scoperte grazie al sequenziamento del genoma.



Si è parlato di due nuovi vitigni a bacca bianca creati dall’Istituto di genomica applicata e dai Vivai cooperativi di Rauscedo derivanti dal Tocai, Fleurtai e Soreli, iscritti dalla Regione nel registro delle varietà coltivabili che possono essere vinificati e commercializzati nella categoria vino da tavola e Igt. Sono vitigni resistenti alle patologie più frequenti e consentono di ridurre il trattamento dei vigneti con prodotti chimici.



Il Fleurtai si presenta con un colore giallo paglierino intenso e profumi fruttati e speziati, con delicate note tropicali; in bocca è sapido con un’acidità ben equilibrato. Il Soreli ha sentori che ricordano il vegetale del Sauvignon. Con la dottoressa Catto si è accennato all’applicazione della metodologia Lca (Life cycle assesment) per la valutare le situazioni di inquinamento in tutte le fasi del processo produttivo del vino.



Nella seconda parte del convegno gli ospiti intervenuti hanno evidenziato le diverse problematiche relative alla comunicazione, al marketing e come generare la richiesta da parte del mercato. Dalla vendemmia del 2008 il vino ha cambiato denominazione, da Tocai a Friulano in quanto troppo simile a quello Doc ungherese Tokaj e all'omonima zona di produzione. La somiglianza è relativa solo ed esclusivamente al nome in quanto il Tocai Friulano ed il Tokaj Ungherese sono completamente diversi come vini per colore, profumo, gusto e metodi di produzione. Inoltre il Tokaj ungherese non è un unico vino, ma vari vini provenienti dalla stessa zona della città di Tokaj.



Appassionato l’intervento di Joško Sirk che esorta a credere nel Friulano e non pensare al suo funerale. Il successo commerciale lascia spazi per introdurre un prodotto in cui si crede e propone di organizzare un convegno per provocare e trovare delle idee che permettano di valorizzare questo vino, generoso e appagante, e non rivangare una storia che non ha portato a risultati.



I vigneti del Collio, circa 1600 ettari, 6,5 milioni di bottiglie, si trovano ad una altitudine compresa tra 150 e 250 metri slm su un terreno dal substrato ideale costituito da marne e arenarie stratificate di origine eocenica, chiamato ponca, ricco di struttura e sali minerali. In occasione dell’inaugurazione, l’antica fontana del vino del Castello Formentini ha ripreso vita ed ha offerto un delizioso calice di vino per il brindisi. Ogni giorno si sono svolte degustazioni guidate, particolarmente coinvolgenti per gli appassionati dei vini evoluti, Friulani, annate d’archivio e Friulani, annate correnti.



Annate e tipologia di lavorazione diverse, due erano orange wines. Sensazioni diverse, interessanti dal punto di vista evolutivo che mostrano nel complesso eleganza al naso e pienezza di gusto. Nell’area all’aperto allestita nel cuore della piazza si è potuto assaggiare le proposte dei ristoratori locali Stekar, Korsic, Alle Vigne, Alimentari Daniela e Cooking Paola che ha curato il menu per celiaci e vegetariani mentre nello stand Vinoteka en plein air era disponibile un’ampia selezione dei produttori di San Floriano del Collio.