La famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da oltre seicento anni, da quando cioè, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell'arte fiorentina dei vinattieri. In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività. Attualmente la società è diretta dal Marchese Piero Antinori, con il supporto delle tre figlie Albiera, Allegra e Alessia, coinvolte in prima persona nelle attività aziendali.



Come ama dire il Marchese Piero: «Le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo». In Marchesi Antinori si effettuano continui esperimenti nei vigneti e cantine con selezioni di cloni di uve autoctone e internazionali, tipi di coltivazioni, altitudini dei vigneti, metodi di fermentazione e temperature, tecniche di vinificazione tradizionali e moderne, differenti tipologie di legno dimensioni ed età delle botti, e variando la lunghezza dell'affinamento in bottiglia.

Alle tenute di Toscana e Umbria, patrimonio storico della famiglia, si sono aggiunti con il tempo investimenti in altre aree vocate per la produzione di vini di qualità sia in Italia che all'estero, in zone dove si potesse intraprendere un nuovo percorso di valorizzazione di nuovi “terroir” ad alto potenziale vitivinicolo.

Per quanto riguarda Montenisa si tratta di una tenuta situata nel cuore della Franciacorta, intorno al Borgo di Calino, vicino al lago d’Iseo. Nel 1158, il borgo fu ceduto dal vescovo di Brescia ad una nobile famiglia locale e verso la fine del Ottocento Lavinia Calini, che sposò Gaetano Maggi, ereditò la proprietà che rimarrà sempre parte del patrimonio della nobile famiglia bresciana. Nel 1999 la famiglie Marchesi Antinori e la famiglia Conti Maggi si sono accordate sulla gestione delle bellissime terre circostanti la villa padronale, con l’obiettivo di produrre da questi nobili vigneti un grande Franciacorta.

I vigneti storici si trovano sulla collina di S. Stefano, mentre quelli maggiormente recenti sono stati impiantati in un appezzamento circondato da un muro (localmente detto Brolo). La raccolta delle uve è manuale e avviene tramite l’utilizzo di piccole cassette onde evitare l’ammostamento e la rottura degli acini, mentre la spremitura ha luogo con moderne presse automatiche che vengono caricate manualmente.

La Cuvée Royale è approntata con il 78% di Chardonnay, il 12% di Pinot Nero e il 10% di Pinot Bianco. Il mosto “fiore” viene sottoposto alla prima fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio inox. La seconda fermentazione avviene in bottiglia a contatto con i lieviti e si è svolge nei successivi 36 mesi. La bottiglia evidenzia in etichetta lo stemma sabaudo in riferimento a Marchese Antinori Nature, il primo spumante prodotto con Metodo Classico italiano che nel 1914 iniziò ad essere regolarmente acquistato dalla Real Casa ricevendo lo stemma “Cuvée Royale”.

Si tratta dello stesso amato da Giacomo Puccini e che il poeta Francesco Redi descrisse come un vino che “zampilla, salta, spumeggia e brilla”. A seguire ci fu la produzione del Montenisa Brut per poi approdare, dopo 15 anni, alla Cuvée Royale. Questa presenta un colore giallo scarico e un perlage molto fine persistente. Al naso esprime lievi e raffinate note floreali, seguite da sentori di agrumi, di pesca e di mela matura, insieme a gradevoli accenni minerali, oltre a note di crosta di pane, pan tostato e canditi. Al palato offre una gradevole freschezza che ben supporta il corpo del vino, evidenziando un ottimale bilanciamento delle sensazioni di bocca, che vanno poi a chiudersi in un lungo ed elegante finale.

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Marchesi Antinori
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